900402
SERVIZIO PRESTAZIONI
ASSICURAZIONI GENERALI
OBBLIGATORIE N. 53592
SERVIZIO ORGANIZZAZIONE
N. 11160 - SERVIZIO
SANITARIO N. 173794
STATISTICO ATTUARIALE
N. 1167 - SERVIZIO
ELABORAZIONE AUTOMATICA
DATI N. 848
Circolare n. 119
AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
          e, per conoscenza,
AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
AI PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
AI PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI
Revisione delle pensioni di invalidita'.
SERVIZIO PRESTAZIONI
ASSICURAZIONI GENERALI
OBBLIGATORIE N. 53592
SERVIZIO ORGANIZZAZIONE
N. 11160 - SERVIZIO
SANITARIO N. 173794
STATISTICO ATTUARIALE
N. 1167 - SERVIZIO
ELABORAZIONE AUTOMATICA
DATI N. 848
Roma, 23 giugno 1983               AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
Circolare n. 119                             e, per conoscenza,
                                   AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
Allegati 2                         AI PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
                                   AI PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI
OGGETTO:  Revisione delle pensioni di invalidita'.
     Nel  quadro delle iniziative volte a contenere il crescente disavanzo
delle gestioni pensionistiche il Ministero del Lavoro e  della  Previdenza
Sociale   ha   raccomandato  l'adozione  di  misure  idonee  ad  eliminare
distorsioni e squilibri verificatisi, nel tempo, in sede  di  applicazione
della normativa sulle pensioni di invalidita'.
     In particolare, tenute presenti le anomalie emerse dal raffronto  tra
l'estensione   dei   trattamenti  di  invalidita'  rispetto  a  quelli  di
vecchiaia, il  Ministero  del  Lavoro  ha  evidenziato  l'opportunita'  di
procedere,  nell'ambito  dei compiti espressamente attribuiti all'Istituto
di cui all'art. 95 del Regolamento approvato  con  R.D.  28  agosto  1924,
n.1422  (1), in relazione all'art. 10, secondo comma del R.D.L. 14  aprile
1939, n. 636 (2), ad una verifica della permanenza  delle  condizioni  che
hanno determinato il conferimento della pensione di invalidita' a soggetti
di eta' inferiore a cinquanta anni, al fine di evitare il  perpetuarsi  di
eventuali distorsioni ed abusi.
     L'argomento ha formato oggetto di esame da  parte  del  Consiglio  di
Amministrazione,  il  quale,  considerati i fattori genetici del complesso
fenomeno dell'invalidita' pensionabile con riferimento alla evoluzione del
quadro  normativo  nonche'  i  criteri  gia'  seguiti  dalle  Sedi  per la
revisione delle pensioni di invalidita', ha approvato - nella  seduta  del
22  aprile  1983  -  un  piano  di revisione programmato delle pensioni in
argomento predisposto dal  Comitato  Speciale  Fondo  Pensioni  Lavoratori
Dipendenti  -  integrato  dalle  rappresentanze dei Comitati preposti alle
altre gestioni  pensionistiche  -  impegnando  la  Direzione  Generale  ad
attuarlo ed a riferire semestralmente sull'attivita' svolta e sui relativi
risultati.
     L'indagine   -   secondo  il  progetto  operativo  anzidetto  -  deve
riguardare, senza distinzione  territoriale,  sia  le  pensioni  a  carico
dell'assicurazione   generale  obbligatoria  sia  quelle  a  carico  delle
gestioni dei lavoratori autonomi ed anche - all'evidente scopo di  evitare
esclusioni   aprioristiche   -   quelle   dei   fondi   speciali   gestiti
dall'Istituto, laddove la normativa lo consenta, i cui titolari  siano  di
eta' inferiore ai cinquanta anni.
     Sulla base dei dati statistici di cui si e' in possesso i  pensionati
di invalidita' interessati alla verifica vale a dire quelli compresi nella
fascia di eta' al di sotto dei cinquanta  anni  sono  circa  399.000,  sul
complesso di 5.316.000 pensioni di invalidita' in essere.
     E' inoltre  previsto  che  la  revisione  debba  essere  estesa  alle
pensioni  attualmente  in  godimento  di  soggetti  in eta' compresa tra i
cinquanta ed i sessanta anni per i quali  sia  possibile  ipotizzare,  con
riferimento ad elementi obiettivi, un mutamento delle condizioni che hanno
determinato la concessione della pensione in relazione alla  capacita'  di
guadagno:   pensioni,   queste,   che   risultano   riguardare   1.280.000
beneficiari.
     Per  la  pratica  attuazione  del  programma le Sedi si atterranno ai
criteri di seguito illustrati.
     Va premesso, in via generale e per l'aspetto concernente le affezioni
che hanno dato  luogo  al  riconoscimento  dello  stato  invalidante,  che
l'indagine   non   dovrebbe   interessare   le  infermita'  aventi  natura
inemendabile o irreversibile e di estrema gravita' tali  da  far  ritenere
esclusa  la  possibilita'  sia  di  un miglioramento per una evoluzione in
senso favorevole della stessa  sia  di  un  recupero  della  capacita'  di
guadagno per un riadattamento lavorativo in altre occupazioni confacenti e
non usuranti.
     In  pratica  le  Sedi  procederanno  alla  revisione nei confronti di
pensionati a titolo di invalidita' per affezioni che rientrano nell'ambito
delle  malattie  cardio-vascolari,  dell'apparato  respiratorio, di quello
osteoarticolare nonche' per le affezioni di natura neuro-psichica, aventi,
per l'appunto, carattere di emendabilita'e di reversibilita'.
     Si ricorda che, individuati i soggetti nei modi appresso indicati, la
verifica  dovra'  interessare  le  pensioni  in  essere  indipendentemente
dall'organo che le ha riconosciute, ivi comprese, quindi, quelle  concesse
sia dai Comitati provinciali e regionali, che dall'autorita' giudiziaria.
     Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato che, innanzi tutto,  si
proceda,  alla  revisione  nei confronti dei pensionati infracinquantenni,
iniziando peraltro da un primo contingente di 100.000 pensioni distribuito
tra le gestioni, da individuare con estrazioni casuali.
     Per l'individuazione delle pensioni  da  sottoporre  a  revisione  e'
stata realizzata un'apposita procedura completamente automatizzata, la cui
articolazione e'  descritta  nell'allegato  1,  che  estrae  dall'archivio
locale  delle  pensioni  i  nominativi  di  quei  titolari  di pensione di
invalidita', (categorie IO, IO/P,  IR,  IO/ART.,  IO/COM),  nati  dopo  il
1933,da  sottoporre  a  visita di revisione sulla base dei criteri innanzi
illustrati.
     La  procedura  provvede  altresi'  a  stampare  una lista di tutte le
pensioni estratte, a caricarle nell'archivio domande EAD 75, a memorizzare
la  data  di  invio al gabinetto diagnostico e predisporre la stampa delle
cartoline di invito a visita medica.
     Per il caricamento sull'EAD 75 le Sedi assegneranno alle revisioni da
effettuare ai sensi della presente circolare un serie numerica distinta da
quelle  usate  per  caricare le altre domande, in modo che la stessa possa
costituire il dato identificativo attraverso  il  quale  le  revisioni  in
argomento  possano  essere  individuate  sull'archivio  EAD  in  qualsiasi
momento, a mezzo della rilevazione LISTADO (programma 34).
     Le  liste dei pensionati da sottoporre a visita di revisione andranno
stampate in tre copie una delle quali dovra' essere spedita a questa  Sede
Centrale Ruolo Professionale - Ramo Attuariale.
     Il  programma  di  stampa  delle   liste   dei   pensionati   prevede
l'indicazione  dei  seguenti dati: numero assegnato alla pratica sullo EAD
75, numero del certificato di pensione, cognome e nome e data  di  nascita
del  pensionato,  sesso,  indirizzo  (se  presente  in  archivio), ufficio
pagatore, decorrenza della pensione e importo mensile al 1 gennaio 1983 (o
alla  data  di  decorrenza,  se successiva). Inoltre, in corrispondenza di
ogni nominativo, e' previsto un  rigo  in  bianco  per  potervi  riportare
eventuali annotazioni.
     Con successiva circolare saranno  fornite  istruzioni  in  ordine  ad
elaborazioni   statistiche  da  effettuare  sulle  pensioni  sottoposte  a
revisione.
     Le  liste  costituiranno,  infatti,  il  supporto per la ricerca e il
prelievo  dei  fascicoli  di  pensione,  nonche'  un  utile  strumento  di
riscontro  sullo  stato  degli  adempimenti,  soprattutto  in  relazione a
situazioni particolari non evidenziabili attraverso l'EAD 75 e delle quali
le  Sedi  dovranno  prendere nota nello spazio riservato alle annotazioni:
Cosi', ad esempio, dovra' essere annotato il  mancato  reperimento  di  un
fascicolo  di  pensione perche' possa esserne immediatamente effettuata la
ricerca per proseguire l'istruttoria della pratica.
     Una   volta   prelevati   i   fascicoli,  occorrera'  procedere  alla
consultazione  degli  archivi  dei  lavoratori  dipendenti  (archivi  01M,
lavoratori  agricoli,  domestici) e dei lavoratori autonomi, per accertare
l'eventuale svolgimento di attivita' lavorativa degli interessati in epoca
successiva  al  pensionamento:  tale  accertamento  dovra' altresi' essere
effettuato con riferimento alla eventualita' di espletamento di  attivita'
lavorativa alle dipendenze di Amministrazioni pubbliche.
     Le risultanze della consultazione degli archivi "lavoratori" andranno
inserite nei relativi fascicoli di pensione per fornire ulteriori elementi
di valutazione al sanitario che dovra'  esaminarle.  Cosi'  pure  andranno
inserite  nei  fascicoli  le relative cartoline di invito a visita medica.
L'indirizzo eventualmente mancante sara'  apposto  a  cura  del  Gabinetto
diagnostico in relazione ai soli pensionati da sottoporre a visita medica.
     Le cartoline relative a pensionati i cui fascicoli  non  siano  stati
momentaneamente reperiti dovranno essere conservate in apposita evidenza.
     I  programmi  della  procedura  di  cui  trattasi, disponibili per la
ricezione e il caricamento sul sottosistema elaborativo  periferico,  sono
stati predisposti dal Centro regionale di programmazione della Toscana, di
concerto con questa Sede Centrale.
     Al   predetto  Centro  regionale  le  Sedi  potranno  rivolgersi  per
richiesta di chiarimenti di ordine operativo  e  per  la  segnalazione  di
eventuali inconvenienti.
     Una  volta  effettuata l'estrazione del suddetto contingente, secondo
le  modalita'  stabilite,  i  fascicoli  di  pensione  estratti   verranno
sottoposti  ad  un  preventivo  esame  da parte del coordinatore sanitario
responsabile dell'ufficio medico dell'Unita' funzionale interessata, che -
sulla  base  degli  elementi  emergenti da tale esame - dovra' decidere se
confermare agli atti la pensione di invalidita' o procedere  all'invito  a
visita.
     Ovviamente, la decisione di conferma agli atti dovra'  riguardare  le
pensioni   concesse   per   infermita'   aventi   natura   inemendabile  o
irreversibile o di gravita' tale da far ritenere esclusa  la  possibilita'
di  una  evoluzione  in  senso  favorevole delle condizioni biofisiche del
pensionato  o  di  un  recupero  della  capacita'  di  guadagno   per   un
riadattamento   lavorativo  in  occupazioni  confacenti  e  non  usuranti,
elementi   questi   che   debbono   essere   tutti   sufficientemente    e
incontrovertibilmente   comprovati   dalla   documentazione   allegata  al
fascicolo sanitario.
     Per  tali  casi,  il sanitario che ha riesaminato il fascicolo dovra'
compilare un apposito verbale (da inserire nel fascicolo  stesso)  con  in
calce  la  proposta  di  conferma  della  pensione  (con o senza ulteriore
revisione), verbale che dovra' poi essere  completato,  con  la  decisione
definitiva, da parte del Dirigente la Sede.
     Per i restanti casi,  si  dovra'  procedere,  nel  piu'  breve  tempo
possibile,  all'invito  a visita, visita che, ove possibile, dovra' essere
effettuata  da  un  sanitario  diverso  da  quello  che  l'ha   effettuata
precedentemente, allo scopo di realizzare, a garanzia dell'obiettivita' di
giudizio,  un  opportuno  confronto  tra  sanitari  diversi  del  medesimo
Istituto.
     Al riguardo, e'  appena  il  caso  di  ricordare  che  le  visite  di
revisione  debbono  essere  effettuate  con  la  massima  scrupolosita'  e
l'approfondimento clinico che ne consegue, dovendo esse rappresentare,  in
effetti, una verifica della diagnosi e della prognosi che furono alla base
del provvedimento di concessione della pensione di invalidita'. Ne'  nuoce
ricordare che- prima di procedere alla proposta di revoca della pensione -
dovra' essere sempre documentato, in modo inoppugnabile e  inequivocabile,
che   nelle  condizioni  di  salute  del  pensionato  sia  intervenuto  un
miglioramento, con riacquisto della capacita' di guadagno oltre il  limite
di  legge  (motiv.  B)  oppure,  quando  venga accertato che il pensionato
svolga di fatto un lavoro  avente  carattere  di  normalita',  che  questo
lavoro  sia  svolto senza declassamento, che non dipenda da considerazioni
di benevolenza o di pieta' da parte del datore di lavoro  e,  infine,  che
non   richieda  uno  sfruttamento  particolare  ed  usurante  per  le  sue
condizioni psicofisiche e sia retribuito normalmente (motiv. A).
     Accanto alle due motivazioni sopraricordate A e B (che possono essere
anche abbinate in uno  stesso  caso,  quando  ricorrono  tutte  e  due  le
ipotesi), deve essere presa in considerazione anche una terza possibilita'
di revoca, che e' quella che si verifica quando, pur non  essendo  provato
ne'  un effettivo miglioramento delle condizioni biofisiche del pensionato
ne' un suo riadattamento al lavoro, viene peraltro accertata  la  mancanza
in  atto  dei requisiti invalidanti in quanto la capacita' di guadagno del
pensionato in occupazioni  confacenti  alle  sue  attitudini  non  risulta
ridotta al di sotto del limite di legge (motiv. C) (3).
     Per ogni pensione revisionata sanitariamente, sia  che  la  decisione
sia  stata  presa  sulla  base degli atti, sia a seguito di visita medica,
dovra' essere compilato il modulo di cui all'allegato n. 2 il cui testo le
Sedi  provvederanno  a  riprodurre  a ciclostile. I moduli dovranno per il
momento essere conservati in apposita evidenza, in  attesa  di  successive
istruzioni.
     Allo scopo di coordinare in modo adeguato l'attivita' sanitaria delle
Sedi, finalizzata all'effettuazione  delle  visite  di  revisione  di  cui
trattasi,  le  Sedi  regionali  dovranno  programmarne  i piani di lavoro,
tenendo conto delle singole esigenze e supplendo alle carenze di personale
medico  di alcune di esse, mediante l'invio in missione, presso le stesse,
di sanitari delle Sedi piu' dotate (sempre nell'ambito del  territorio  di
propria competenza), onde evitare squilibri di attivita' tra Sede e Sede.
     Per evitare, altresi', che l'impegno richiesto ai medici di Sede  per
l'effettuazione  di tali visite di revisione possa in qualche modo portare
nocumento all'espletamneto  degli  altri  adempimenti  sanitari,  le  Sedi
stesse - sempre dietro precise indicazioni delle Sedi regionali - dovranno
riservare agli accertamenti di revisione soltanto un  limitato  numero  di
giorni alla settimana.
     Per  quanto  concerne  il  piano  di  revisione  nei  confronti delle
pensioni in godimento di soggetti in eta' compresa tra i 50 ed i 60  anni,
in attesa che sia messo a punto il programma che consenta di individuare i
pensionati in attivita' lavorativa da cui possa, evidentemente,  desumersi
il  riacquisto  della capacita' di guadagno, le Sedi prenderanno opportuni
contatti con i datori di lavoro al fine  di  conoscere  i  nominativi  dei
dipendenti pensionati di invalidita'.
     Cio' si appalesa tanto piu' necessario per i dipendenti da  pubbliche
amministrazioni  per  i  quali  l'Istituto  non e' in possesso di supporti
informativi in quanto i dipendenti medesimi non sono  piu'  iscritti  alle
gestioni assicurative da esso amministrate.
     Il reperimento dei pensionati di invalidita'  tra  i  dipendenti  sia
pubblici  che privati in attivita' di servizio sara' effettuato dalle Sedi
con gli accorgimenti tuttora in uso fino a che l'Istituto non avra'  messo
a  punto  il  programma di cui si e' detto e non avra' preso accordi con i
Ministeri competenti per la collaborazione  ipotizzata  dal  Consiglio  di
Amministrazione.
     La  normativa vigente per i Fondi Speciali di previdenza amministrati
dall'Istituto consente,  allo  stato  di  effettuare  la  revisione  delle
pensioni   di   invalidita'   soltanto  nei  confronti  dei  titolari  dei
trattamenti erogati dal Fondo di previdenza per il  personale  addetto  ai
pubblici  servizi  di telefonia (cat.TT) e dal Fondo di previdenza per gli
impiegati dipendenti dalle esattorie e ricevitorie delle  imposte  dirette
(cat. ES):
     Infatti per dette pensioni di  categoria  speciale  e'  operante,  in
materia di cessazione e revoca delle pensioni di invalidita', la normativa
prevista  per  le  pensioni  a  carico  del  F.P.L.D.:  quanto  al   Fondo
telefonici,  per effetto dell'art. 16 della legge 4 dicembre 1956, n. 1450
(4) e, quanto al Fondo esattoriali, per effetto degli artt. 21 e 76  della
legge 2 aprile 1958, n. 377 (5).
     Pertanto, anche nei confronti dei titolari di pensioni di invalidita'
a carico dei Fondi suddetti trovano applicazione i criteri gia' illustrati
per la verifica della permanenza delle condizioni che a suo tempo  diedero
luogo alla pensione in relazione alla capacita' di guadagno.
     Qualora, a seguito  della  verifica  risultino  sussistere  nei  casi
predetti  i  presupposti  per  la revoca della pensione di invalidita', le
Sedi provvederanno a trasmettere il verbale  di  visita  medica  a  questa
Direzione Generale - Servizio Fondi Speciali di Previdenza -
che effettuera' gli adempimenti di propria competenza.
     Al fine di seguire tutta  l'attivita'  svolta  dalle  Sedi  nei  suoi
diversi    momenti    (fase    amministrativa,    sanitaria,   contenzioso
amministrativo e giudiziario) viene prevista  con  circolare  di  prossima
emanazione   un'ampia  rilevazione  statistica  che  interessa  i  modelli
14.O/Pen. 2, BR, F, G, H,  nonche'  il  modello  non  automatizzato  O/CR,
relativo, quest'ultimo, all'attivita' dei Comitati Regionali.
     Sara'  cura   dei   Dirigenti   le   Sedi   regionali   di   vigilare
sull'osservanza  dei  programmi di revisione disposti e di relazionare sui
risultati conseguiti al termine di un semestre.
                                        IL DIRETTORE GENERALE
                                                FASSARI
-----------
     (1) V. Bollettino n. 56, 1924, pag. 33.
     (2) V. "Atti ufficiali" 1939, pag. 251.
     (3) La Corte di Cassazione ha  ritenuto  possibile  la  revoca  anche
nell'ipotesi  suddetta  in  cui  non  ricorrono  le  ipotesi  A  e B. Tale
motivazione, in attesa che  vengano  posti  in  distribuzione  i  modd.I07
debitamente integrati, dovra' essere riportata sul provvedimento di revoca
a mezzo timbro.
     (4) V. "Atti ufficiali" 1957, pag. 14.
     (5) V. "Atti ufficiali" 1958, pag. 560.
ALLEGATO 1
Procedura straordinaria per le revisioni sanitarie - Manuale operativo
                              - OMISSIS -
ALLEGATO 2
Rilevazione   statistica   delle  pensioni  di  invalidita'  sottoposte  a
revisione.
                              - OMISSIS -