920402
DIREZIONE CENTRALE PER
LA RISORSA UMANA
Circolare n. 100.
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Coordinatori generali, centrali
   e periferici dei Rami profes-
   sionali
Ai Primari Coordinatori
   gemerali
   e Primari Medico legali
Ai Direttori dei Centri operativi
   e, per conoscenza,
Ai Consiglieri di amministrazione
Ai Presidenti dei Comitati
   regionali e provinciali
Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge-quadro per
l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti
delle persone handicappate". Disposizioni appli-
cative.
DIREZIONE CENTRALE PER
LA RISORSA UMANA
Roma, 2 aprile 1992            Ai Dirigenti centrali e periferici
Circolare n. 100.              Ai Coordinatori generali, centrali
                                  e periferici dei Rami profes-
                                  sionali
                               Ai Primari Coordinatori
                                  gemerali
                                  e Primari Medico legali
                               Ai Direttori dei Centri operativi
                                  e, per conoscenza,
                               Ai Consiglieri di amministrazione
                               Ai Presidenti dei Comitati
                                  regionali e provinciali
OGGETTO:  Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge-quadro per
          l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti
          delle persone handicappate". Disposizioni appli-
          cative.
     La legge 5 febbraio 1992 n. 104, pubblicata nel  Supplemento
ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17 febbraio 1992, ed
entrata in vigore il giorno  successivo,  ha  dettato  importanti
norme  "sull'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle
persone handicappate", che  attribuiscono,  tra  l'altro,  alcuni
diritti  ai  lavoratori  dipendenti che si trovino in particolari
situazioni e che, ovviamente,  hanno  come  destinatari  anche  i
dipendenti dell'Istituto.
     In  particolare, sono destinatari delle norme in questione i
dipendenti che siano:
-    genitori, anche adottivi o affidatari, di bambini  portatori
     di handicap in situazione di gravita', purche' non ricoverati
     a tempo pieno presso istituti specializzati;
-    conviventi con parente o affine entro il terzo grado  porta-
     tore  di  handicap  in  situazione  di gravita', purche' non
     ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.
-    portatori di handicap in situazione di gravita'.
     L'art. 3 della legge in oggetto  definisce  il  concetto  di
persona  handicappata  ai  fini  dell'applicazione delle norme in
essa contenute e precisa il concetto di "situazione di  gravita'"
(3   comma); il successivo art. 4 stabilisce che la situazione di
gravita' e' accertata dalla unita' sanitaria locale competente che
ne rilascia la dovuta certificazione.
     Si  impartiscono,  di  seguito,  le  necessarie disposizioni
operative al fine di consentire  ai  dipendenti  che  si  trovino
nelle  condizioni  innanzi  descritte di potere esercitare i loro
diritti in un quadro normativo definito.
     Norme in favore di genitori di bambini portatori  di  handi-
cap.
1)   Ai sensi dell'art. 33, primo e secondo comma, della legge in
questione, la lavoratrice madre anche adottiva o  affidataria  di
bambino portatore di handicap in situazione di gravita' -accertata
ai sensi del menzionato art. 4 della legge stessa- ha diritto,  a
condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso
istituti specializzati, al prolungamento del  periodo  di  asten-
sione  facoltativa  dal  lavoro  di  cui all'art. 7, primo comma,
della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, ovvero, in alternativa,  a
due  ore  di  permesso giornaliero retribuito, fino al compimento
del terzo anno di eta' del bambino stesso.
     Per fruire del diritto anzidetto, la dipendente  interessata
deve produrre:
     *  apposita  domanda  indicando  il  periodo  della assenza,
ovvero i periodi durante i  quali  intende  fruire  dei  permessi
orari;
     * una dichiarazione della competente unita' sanitaria locale
dalla quale risulti che il bambino  si  trovi  in  situazione  di
gravita'  accertata ai sensi dell'art. 4, comma 1, della legge n.
104/1992;
     * una dichiarazione di responsabilita' dalla  quale  risulti
che  il  bambino  non e' ricoverato a tempo pieno presso istituti
specializzati.
     Il diritto di cui innanzi compete anche al dipendente  padre
alle  stesse  condizioni  e  con le stesse modalita' che l'art. 7
della legge n. 903/1977 pone a carico  del  medesimo  per  fruire
delle assenze facoltative previste dal citato art.  7,  1   e  2
comma, della legge n. 1204/1971, in alternativa alla madre.
     Nel  caso  di  prolungamento della astensione facoltativa ai
sensi del 1  comma dell'art. 33 L. n. 104/1992, si  applicano  le
norme  di  cui  agli  artt.  7, ultimo comma e 15, secondo comma,
della legge n. 1204/1971, cosi' come illustrate, da ultimo, con la
circolare 16 marzo 1990, n. 67.
     I  permessi  orari  giornalieri  si  cumulano con le assenze
previste all'art. 7, 1  e 2  comma, della piu' volte citata legge
n.  1204/1971  e  -rapportati  a giorni interi- non sono utili ai
fini delle ferie e della tredicesima mensilita'; le  frazioni  di
giorno non si considerano.
2)   Ai sensi dell'art. 33, terzo comma, della legge n. 104/1992,
per i periodi successivi al terzo anno di eta' del bambino porta-
tore di handicap in situazione di gravita' -accertata ai sensi del
menzionato art. 4 della legge stessa- la madre lavoratrice, anche
adottiva  o  affidataria, ha diritto, a condizione che il bambino
non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, a
tre  giorni  di  permesso  mensile  retribuito, fruibili anche in
maniera continuativa.
     Per fruire del diritto anzidetto, la dipendente  interessata
deve produrre:
     *  apposita  domanda  indicando  i  giorni  durante  i quali
intende fruire dei permessi anzidetti;
     * una dichiarazione della competente unita' sanitaria locale
dalla  quale  risulti  che  il  bambino si trovi in situazione di
gravita' accertata ai sensi dell'art. 4, comma 1, della legge  n.
104/1992;
     *  una  dichiarazione di responsabilita' dalla quale risulti
che il bambino non e' ricoverato a tempo  pieno  presso  istituti
specializzati.
     Il  diritto di cui innanzi compete anche al dipendente padre
alle stesse condizioni e  con  le  stesse  modalita',  in  quanto
applicabili,  che  l'art. 7 della legge n. 903/1977 pone a carico
del medesimo per fruire delle assenze  facoltative  previste  dal
citato  art.  7,  1   e  2   comma,  della legge n. 1204/1971, in
alternativa alla madre.
     I permessi di cui innanzi non sono utili ai fini delle ferie
e della tredicesima mensilita'.
     Norme in favore di dipendenti che assistono parenti o affini
conviventi portatori di handicap
3)   I permessi di cui al precedente punto 2) competono anche -ai
sensi  del  terzo  comma dell'art. 33 della legge n. 104/1992- al
dipendente che assiste una  persona  portatrice  di  handicap  in
situazione di gravita', con lui convivente, la quale sia parente o
affine entro il terzo grado, dietro presentazione oltre che della
documentazione  prevista al richiamato punto 2), riferita, ovvia-
mente, alla persona assistita, anche del certificato di stato  di
famiglia  e del certificato di residenza, ovvero di dichiarazione
sostitutiva  dei  certificati  stessi,  secondo  le  disposizioni
richiamate con il messaggio n. 20935 del 19/9/1989.
     I permessi in questione non sono utili ai fini delle ferie e
della tredicesima mensilita'.
     Norme in favore dei dipendenti portatori di handicap
4)   Ai sensi dell'art. 33, 6  comma della legge in questione, il
dipendente  portatore di handicap in situazione di gravita' -acc-
ertata ai sensi del menzionato art. 4 della legge n. 104/1992- ha
diritto  a due ore di permesso giornaliero retribuito, ovvero, in
alternativa, a tre giorni di permesso mensile  retribuiti,  frui-
bili anche in maniera continuativa.
     Per  fruire del diritto anzidetto, il dipendente interessato
deve produrre:
     * apposita  domanda  indicando  il  periodo  della  assenza,
ovvero  i  periodi  durante  i  quali intende fruire dei permessi
orari;
     * una dichiarazione della competente unita' sanitaria locale
dalla  quale  risulti  che  il  dipendente  medesimo  si trovi in
situazione di gravita' accertata ai sensi dell'art. 4,  comma  1,
della legge n. 104/1992.
     I permessi in questione non sono utili ai fini delle ferie e
della tredicesima mensilita'.
     Per quanto riguarda, in particolare, i permessi  orari,  gli
stessi,  ai  fini  anzidetti,  debbono essere rapportati a giorni
interi, trascurando le frazioni di giorno.
     Mobilita'
     Si richiama l'attenzione sulle  disposizioni  del  5   e  6
comma  dell'art.  33  L.  n.  104/1992,  che  pongono limiti alla
possibilita' di procedere d'ufficio ai trasferimenti di Sede  dei
dipendenti  di  cui ai precedenti numeri da 1) a 4), vincolando i
trasferimenti stessi al consenso del dipendente interessato.
     Di tale limitazione dovra', in particolare, tenersi conto in
sede  di  attuazione  delle  procedure  di  mobilita' demandate a
livello regionale e, per i Centri operativi, alle  Sedi  autonome
di produzione competenti.
                                  IL DIRETTORE GENERALE
                                      F.to   BILLIA