950626
DIREZIONE CENTRALE
PER LE PENSIONI
Circolare n. 176
Ai DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
Ai COORDINATORI GENERALI, CENTRALI
   E PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI
Ai PRIMARI COORDINATORI GENERALI E
   PRIMARI MEDICO LEGALI
   e, per conoscenza,
Al PRESIDENTE
Ai CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
Ai PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
Ai PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI
INDEBITI PENSIONISTICI. SENTENZE DELLA CORTE DI
CAS- SAZIONE A SEZIONI UNITE.
DIREZIONE CENTRALE
PER LE PENSIONI
Roma, 21 giugno 1995  Ai DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
Circolare n. 176      Ai COORDINATORI GENERALI, CENTRALI
                         E PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI
                      Ai PRIMARI COORDINATORI GENERALI E
                         PRIMARI MEDICO LEGALI
                         e, per conoscenza,
                      Al PRESIDENTE
                      Ai CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
                      Ai PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
Allegati 5            Ai PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI
OGGETTO:  INDEBITI PENSIONISTICI. SENTENZE DELLA CORTE DI
CAS- SAZIONE A SEZIONI UNITE.
1 - PREMESSA
Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo i contrasti
delineatisi a livello giurisprudenziale in tema di recupero
di indebiti pensionistici, con sentenze n.900, n. 901,
n.902, n. 1315, n. 1317 e n. 1966 del 1995 hanno affermato
il principio secondo cui, al fine di stabilire quale delle
norme succedutesi nel tempo debba trovare applicazione nella
specifica materia, si deve avere riguardo al momento
dell'esecuzione del pagamento indebito.
Come e' noto, la materia degli indebiti pensionistici e'
stata disciplinata nel tempo dall'articolo 80, terzo comma,
del regio decreto 28 agosto 1924, n. 1422 (allegato 1),
dall'articolo 52 della legge 9 marzo 1989, n.88 (allegato 2)
e dall'articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412
(allegato 3), disposizioni che, in deroga al principio di
carattere generale stabilito dall'articolo 2033 del codice
civile, secondo cui chi ha eseguito un pagamento non dovuto
ha diritto di ripetere cio' che ha pagato, hanno previsto
particolari ipotesi di sanatoria delle prestazioni erogate
indebitamente.
Per effetto del principio stabilito dalle Sezioni Unite
della Cassazione, le disposizioni innanzi richiamate disci-
plinano i pagamenti indebiti di pensione effettuati, ri-
spettivamente, fino al 27 marzo 1989 (articolo 80 del R.D.
n.1422), nel periodo dal 28 marzo 1989 al 30 dicembre 1991
(articolo 52 della legge n. 88) e dal 31 dicembre 1991 in
poi (articolo 13 della legge n. 412).
2 -  PAGAMENTI INDEBITI DI PENSIONE EFFETTUATI FINO AL 27
MARZO 1989
I pagamenti indebiti di pensione effettuati fino al 27 marzo
1989 sono disciplinati dall'articolo 80, terzo comma, del
R.D. n. 1422, i cui criteri applicativi sono stati stabiliti
da ultimo dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con
sentenza n. 310 del 20 gennaio 1989, illustrata con circo-
lare n. 172 del 1  agosto 1989.
Si ritiene comunque utile puntualizzare di seguito tali
criteri.
Premesso che in ogni caso la sanatoria prevista dall'arti-
colo 80 non opera qualora la rettifica dell'errore sia
intervenuta entro l'anno dalla comunicazione del provvedi-
mento di liquidazione o di riliquidazione della pensione,
con la sentenza n. 310 la Corte ha stabilito che la sanato-
ria prevista dall'articolo in parola e' applicabile alle
prime liquidazioni e alle riliquidazioni di pensioni che
siano inficiate da errori di calcolo nella determinazione
della misura della prestazione, sempre che non ricorra il
dolo del pensionato. La sanatoria dei pagamenti indebiti di
pensione non opera  invece quando il provvedimento di
liquidazione o di riliquidazione sia inficiato da errori che
riguardano l'esistenza del diritto alla prestazione.
La sanatoria di cui all'articolo 80 non trova, pertanto,
applicazione:
-    nei casi in cui l'erronea liquidazione sia determinata da
inesistenza dei presupposti di fatto o di diritto per il
riconoscimento della prestazione (inesistenza del rapporto
assicurativo; inesistenza dei requisiti di assicurazione e
di contribuzione);
-    nei casi in cui siano sopravvenute circostanze di diritto
o di fatto incidenti sull'efficacia del rapporto in essere
(compimento della maggiore eta' del figlio titolare di
pensione ai superstiti; cessazione del diritto all'assegno
di invalidita' per scadenza del termine triennale di
validita').
Con la sentenza n.310 la Corte ha inoltre affermato il
principio secondo il quale l'integrazione al minimo, le
quote aggiuntive, i supplementi non costituiscono semplice
misura della prestazione, ma elementi integrativi della
pensione oggetto di autonomo diritto, dipendente da presup-
posti di fatto o di diritto propri e diversi da quelli
richiesti per l' esistenza del diritto a pensione. Pertanto,
il venir meno anche in parte del diritto al trattamento
minimo, al supplemento, alle quote aggiuntive, per mancanza
dei relativi presupposti ovvero per essere gli stessi, in un
secondo momento, variati, comporta l'inapplicabilita' della
sanatoria di cui all'articolo 80. La sanatoria e' viceversa
operante, anche con riferimento alle anzidette prestazioni,
nei casi di rettifiche di errori che abbiano comportato
l'attribuzione di una prestazione in misura maggiore di
quella spettante.
Al fine di interesse si ricorda che nell'ambito delle quote
aggiuntive debbono ricomprendersi:
-    gli aumenti di perequazione in cifra fissa di cui
all'articolo 10, terzo comma, della legge 3 giugno
1975, n.160;
-    la maggiorazione sociale di cui all'articolo 1 della legge
15 aprile 1985, n.140, e all'articolo 1 della legge 29
dicembre 1988, n.544;
-    l'aumento della pensione sociale di cui all'articolo 2
della legge n.140 del 1985 e all'articolo 2 della legge
n.544 del 1988;
-    la maggiorazione prevista per gli ex combattenti dall'ar-
ticolo 6 della legge n.140 del 1985 e dall'articolo 6
della legge n.544 del 1988;
-    la maggiorazione di cui all'articolo 14-quater della legge
29 febbraio 1980, n.33;
-    le quote di maggiorazione per familiari a carico erogate
sulle pensioni delle gestioni dei lavoratori autonomi.
In sintesi, la sanatoria prevista dall'articolo 80 trova
applicazione qualora il provvedimento di liquidazione o di
riliquidazione della pensione sia viziato da errore nella
determinazione della misura della pensione (erronea deter-
minazione dell'anzianita' contributiva e/o della retribu-
zione pensionabile, erronea determinazione dell'importo IVS
utile per il calcolo della pensione e/o del supplemento,
ecc.). La sanatoria trova applicazione a condizione che
l'errore non sia dovuto a dolo dell'interessato e che la
rettifica dell'errore sia effettuata oltre l'anno dalla
comunicazione del provvedimento di liquidazione o riliqu-
idazione della pensione.
Per quanto riguarda i casi in cui puo' configurarsi il dolo,
si precisa che la sanatoria prevista dall'articolo 80 non
puo' considerarsi operante tutte le volte in cui il compor-
tamento dell'interessato sia rilevante ai fini dell'errore.
Nell'accezione del termine dolo debbono essere ricompresi,
oltre ai casi di attivita' illecita dell'interessato, come
tale rilevante anche in sede penale con conseguente obbligo
di denuncia all'Autorita' giudiziaria, anche l'indicazione
di dati inesatti o l'omissione di denuncia, sia in sede di
richiesta della pensione sia nel corso della percezione, di
circostanze incidenti sul diritto o sulla misura della
prestazione. Di conseguenza, ove l'errore sia da imputare al
comportamento dell'interessato, in quanto non abbia adem-
piuto agli obblighi ad esso facenti carico, puo' farsi luogo
al recupero di quanto indebitamente riscosso anche se la
rettifica riguardi la misura della prestazione e intervenga
successivamente all'anno dalla comunicazione del provvedi-
mento di liquidazione o riliquidazione della pensione.
Al riguardo devono comunque ritenersi non rilevanti i
comportamenti commissivi od omissivi dell'interessato
riguardanti circostanze conosciute direttamente dall'Isti-
tuto.
Si ricorda, da ultimo, che a norma dell'articolo 69, terzo
comma, della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive
modificazioni e integrazioni,le somme da recuperare non
possono essere gravate da interessi, salvo i casi di dolo.
Nei casi in cui non e' operante la sanatoria, il diritto di
credito dell'Istituto per le somme indebitamente percepite
soggiace al termine ordinario decennale di prescrizione,
tenendo conto, peraltro, che l'intervenuta prescrizione va
eccepita dall'interessato e non e' operante d'ufficio.
3 - APPLICAZIONE DEI NUOVI CRITERI
Secondo le istruzioni fornite a suo tempo con circolari
n.172 del 1  agosto 1989 e n.101 del 27 aprile 1990, le
situazioni pendenti alla data di entrata in vigore dell'ar-
ticolo 52 della legge  9 marzo 1989, n. 88, in materia di
indebiti pensionistici andavano definite, limitatamente alle
somme non ancora recuperate alla data del 28 marzo 1989,
sulla base dei criteri applicativi dello stesso articolo 52.
Cio', in conformita' all'intendimento del legislatore,
risultante dagli atti parlamentari preparatori dell'anzi-
detta disposizione, secondo cui la norma in parola "vale,
ovviamente, anche per le partite tuttora pendenti,
limitatamente alle somme non recuperate", nonche' ai criteri
interpretativi enunciati dalla Corte di Cassazione con
sentenza n. 4805 del 14 novembre 1989.
Per effetto dei nuovi principi affermati dalle Sezioni Unite
della Cassazione con le sentenze richiamate in premessa, le
pratiche relative a pagamenti indebiti di pensione
effettuati fino al 27 marzo 1989, tuttora pendenti, debbono
essere definite in applicazione delle disposizioni
dell'articolo 80 del R.D. 28 agosto 1924, n. 1422, come
interpretato dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza
n. 310 del 20 gennaio 1989.
3 -  PAGAMENTI INDEBITI DI PENSIONE EFFETTUATI NEL PERIODO
DAL 28 MARZO 1989 AL 30 DICEMBRE 1991 E DAL 31 DICEMBRE
1991 IN POI
Come precisato in premessa, i pagamenti indebiti di pensione
effettuati nel periodo dal 28 marzo 1989 al 30 dicembre 1991
e nel periodo dal 31 dicembre 1991 in poi sono disciplinati,
rispettivamente, dall'articolo 52 della legge 9 marzo 1989,
n. 88, e dall'articolo 13 della legge 30 dicembre 1991,
n.412.
Al riguardo si richiamano le istruzioni fornite con circo-
lari n. 101 del 27 aprile 1990, n. 107 del 6 maggio 1993 e
n. 238 del 22 ottobre 1993, nonche' con messaggi n.35777 del
22 aprile 1994 (allegato 4) e n.19494 del 28 luglio 1994
(allegato 5).
                             IL DIRETTORE GENERALE
                                   TRIZZINO
                                             Allegato 1
                        REGIO DECRETO 28 AGOSTO 1924, N.1422
APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO PER LA ESECUZIONE DEL REGIO
DECRETO 30 DICEMBRE 1923, N.3184, CONCERNENTE PROVVEDIMENTI
PER L'ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO LA INVALIDITA' E LA
VECCHIAIA
                              ARTICOLO 80
                         .....omissis
3. Le assegnazioni di pensione si considerano definitive
quando, entro un anno dall'avviso datone all'interessato,
non siano state respinte dalla Cassa nazionale; in tal caso,
le successive rettifiche di eventuali errori, che non siano
dovuti a dolo dell'interessato, non hanno effetto sui
pagamenti gia' effettuati.
                                             Allegato 2
                 LEGGE 9 MARZO 1989, N. 88.
Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza
sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro
gli infortuni sul lavoro
                              Art. 52
                              (Prestazioni indebite)
1. Le pensioni a carico dell'assicurazione generale obbli-
gatoria per l'invalidita, la vecchiaia ed i superstiti dei
lavoratori dipendenti, delle gestioni obbligatorie sostitu-
tive o, comunque, integrative della medesima, della gestione
speciale minatori, delle gestioni speciali per i commer-
cianti, gli artigiani, i coltivatori diretti, mezzadri e
coloni nonche la pensione sociale, di cui all'articolo 26
della legge 30 aprile 1969, n. 153, possono essere in ogni
momento rettificate dagli enti o fondi erogatori, in caso di
errore di qualsiasi matura commesso in sede di attribuzione,
erogazione o riliquidazione della prestazione.
2. Nel caso in cui, in conseguenza del provvedimento modi-
ficato, siano state riscosse rate di pensione risultanti non
dovute, non si fa luogo a recupero delle somme corrisposte,
salvo che l'indebita percezione sia dovuta a dolo dell'in-
teressato. Il mancato recupero delle somme predette puo
essere addebitato al funzionamento responsabile soltanto in
caso di dolo o colpa grave.
                                             Allegato 3
                 LEGGE 30 DICEMBRE 1991 N. 412.
Disposizioni in materia di finanza pubblica.
                              Art. 13
                (Norme di interpretazione autentica)
1. Le disposizioni di cui all'articolo 52, comma 2, della
legge 9 marzo 1989, n. 88, si interpretano nel senso che la
sanatoria ivi prevista opera in relazione alle somme corri-
sposte in base a formale, definitivo provvedimento del quale
sia data espressa comunicazione all'interessato e che
risulti viziato da errore di qualsiasi natura imputabile
all'ente erogatore, salvo che l'indebita percezione sia
dovuta a dolo dell'interessato. L'omessa od incompleta
segnalazione da parte del pensionato di fatti incidenti sul
diritto o sulla misura della pensione goduta, che non siano
gia conosciuti dall'ente competente, consente la ripetibi-
lita delle somme indebitamente percepite.
2. L'INPS procede annualmente alla verifica delle situazioni
reddituali dei pensionati incidenti sulla misura o sul
diritto alle prestazioni pensionistiche e provvede, entro
l'anno successivo, al recupero di quanto eventualmente
pagato in eccedenza.
3. omissis
                                                  Allegato 4
      I.N.P.S.                   MESSAGGIO N. 35777 DEL 22.4.1994
D. C. PENSIONI
MITTENTE: UFFICIO NORMATIVA
                         Ai DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
                         Ai DIRETTORI DEI CENTRI OPERATIVI
OGGETTO:  Ratei di assegno di invalidita' erogati dopo la
scadenza
Alcune Sedi hanno chiesto se possa ritenersi operante la sanato-
ria prevista dall'articolo 52 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e
successive modificazioni, relativamente ai ratei di assegno di
invalidita' corrisposti successivamente alla scadenza.
Al riguardo va rilevato che a norma dell'articolo 1, comma 7,
della legge 12 giugno 1984, n.222, l'assegno di invalidita' e'
riconosciuto per un periodo di tre anni ed e' confermabile per
periodi della stessa durata, su domanda del titolare, qualora
permangano le condizioni che diedero luogo alla liquidazione
della prestazione, tenuto conto anche dell'eventuale attivita'
lavorativa svolta dall'interessato. La conferma dell'assegno ha
effetto dalla data di scadenza, nel caso in cui la domanda sia
presentata nel semestre antecedente tale data, oppure dal primo
giorno  del mese successivo a quello di presentazione della
domanda, qualora la stessa venga presentata entro centoventi
giorni successivi alla scadenza.
Con messaggio n. 10904 del 16 ottobre 1991 e' stato ribadito che
alla scadenza del triennio deve procedersi in ogni caso al ritiro
degli ordinativi di pagamento degli assegni per i quali non
risulti presentata la domanda di conferma. E' stato inoltre
precisato che le Sedi debbono valutare l'opportunita' di disporre
il ritiro anche degli ordinativi riferiti ad assegni per i quali
sia stata presentata domanda di conferma entro il termine di
scadenza ma non sia stato possibile adottare il relativo provve-
dimento entro tale termine. Con riferimento all'anzidetta fatti-
specie e' stato altresi' rilevato che una corretta tempificazione
del flusso di trasmissione delle domande all'Ufficio Sanitario
consente di limitare il ricorso al ritiro degli ordinativi di
pagamento ai soli casi di comportamenti dilatori od omissivi
imputabili agli interessati: domande di conferma presentate a
ridosso della scadenza del triennio, carenza di documentazione
essenziale, mancata presentazione del pensionato a visita medica,
ecc.
Nel contesto delle disposizioni impartite nella particolare
materia, il pagamento dell'assegno oltre la scadenza deve per-
tanto intendersi ipotesi assolutamente eccezionale e comunque
riconducibile sotto la fattispecie dell'errore.
In proposito, si ricorda che, secondo le istruzioni fornite con
circolare n. 101 del 27 aprile 1990, ove l'indebito consegua ad
errore imputabile all'Istituto, deve ritenersi operante la
sanatoria prevista dall'articolo 52 della legge n. 88. La sana-
toria e' altresi' operante, a norma dell'articolo 13, comma 1,
della legge 30 dicembre 1991, n. 412, anche per i periodi suc-
cessivi al 30 dicembre 1991, ove l'indebito consegua, come nei
casi di specie, alla mancata valutazione da parte dell'Istituto
di dati gia' a sua conoscenza. Si rinvia, in proposito, alle
istruzioni fornite al punto 2.2.4 della circolare n. 107 del 6
maggio 1993.
Con l'occasione si ritiene utile precisare che, qualora nel
periodo di validita' dell'assegno l'interessato abbia compiuto
l'eta' stabilita per il pensionamento di vecchiaia e possa far
valere i requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti,
le somme eventualmente corrisposte dopo il perfezionamento di
detti requisiti sono da considerare anticipazioni degli importi
dovuti a titolo di pensione di vecchiaia. Resta inteso che per
gli assegni da trasformare in pensione di vecchiaia con decor-
renza successiva al 31 dicembre 1992 occorre accertare anche la
condizione di cessazione del rapporto di lavoro dipendente. A
tale proposito si richiama la circolare n.50 del 23 febbraio
1993, punto 9.
                              IL DIRETTORE GENERALE F.F.
                                          TRIZZINO
                                                 Allegato 5
    I.N.P.S.                    MESSAGGIO N.19494 DEL 28.7.1994
D. C. PENSIONI
MITTENTE: UFFICIO NORMATIVA
                          Ai DIRIGENTI  CENTRALI  E PERIFERICI
                          Ai DIRETTORI dei CENTRI OPERATIVI
                          e, per conoscenza,
                          Al COMMISSARIO STRAORDINARIO
                          Ai VICE COMMISSARI
                          Ai PRESIDENTI dei COMITATI REGIONALI
                          Ai PRESIDENTI dei COMITATI PROVINCIALI
OGGETTO:  Articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412.
     Indebiti pensionistici.
Da parte di talune Sedi sono stati chiesti ulteriori chiarimenti
in merito alla disciplina dei casi di indebite erogazioni ini-
ziate prima del 31 dicembre 1991 e proseguite dopo tale data.
Al riguardo si osserva quanto segue.
Come chiarito con circolare n.107 del 6 maggio 1993, per gli
indebiti relativi a periodi anteriori alla data di entrata in
vigore della legge n.412 del 1991 si applica la disciplina di cui
all'articolo 52 della legge 9 marzo 1989, n.88.
Per le indebite erogazioni proseguite per periodi successivi
all'anzidetta data, che traggano origine da situazioni insorte
sotto il vigore dell'articolo 52 della legge n.88 del 1989 e
rilevanti anche a norma dell'articolo 13 della legge n.412 del
1991, trova applicazione, per i periodi successivi al 1991, la
sanatoria prevista da quest'ultima disposizione.
E' questo, ad esempio, il caso dell'errore commesso in sede di
assegnazione definitiva della pensione o dell'erroneo pagamento
derivante da mancata valutazione di dati gia' in possesso
dell'Istituto, relativi a prestazioni erogate dall'Istituto
stesso.
Per quanto riguarda gli indebiti connessi a situazioni
reddituali, il comma 2 dell'articolo 13 della legge n.412 dispone
che l'INPS procede annualmente alla verifica delle situazioni
reddituali dei pensionati incidenti sulla misura o sul diritto
alle prestazioni pensionistiche e provvede, entro l'anno succes-
sivo, al recupero di quanto eventualmente pagato in eccedenza.
L'Istituto, in attuazione di tale disposizione, ha chiesto i dati
reddituali per gli anni 1990, 1991 e 1992.
Cio' posto, se gli indebiti relativi agli anni 1990 e 1991
possono essere sanati, sussistendone i presupposti, ai sensi
dell'articolo  52 della legge n.88 del 1989, per l'anno 1992 il
diritto al recupero trova il proprio fondamento nel comma 2  del
citato articolo 13. Ove, pertanto, le prestazioni relative
all'anno 1992 siano  risultate indebite  a seguito della situa-
zione reddituale dichiarata per lo stesso anno, l'Istituto puo'
senz'altro procedere al relativo recupero entro l'anno succes-
sivo.
Ove, invece, avendo il pensionato sempre comunicato correttamente
i redditi, la corresponsione della prestazione in misura maggiore
del dovuto scaturisca dalla mancata utilizzazione di dati gia'
conosciuti  dall'Istituto, le somme risultate indebite per i
periodi successivi al 31 dicembre  1991 sono soggette alla
sanatoria prevista dall'articolo 13 della legge n.412 del 1991.
I criteri innanzi indicati debbono essere applicati anche ai fini
della gestione dei conguagli risultanti dalle operazioni di
ricalcolo  delle pensioni sociali di cui al messaggio n.7043 del
1  giugno 1994.
                            IL DIRETTORE GENERALE F.F.
                                     TRIZZINO