900228
SERVIZIO PRESTAZIONI
GESTIONI SPECIALI
Circolare n.  84
Ai Dirigenti centrali e periferici
e, per conoscenza,
Ai Consiglieri di amministrazione
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Cassa integrazione guadagni - Questioni varie.
SERVIZIO PRESTAZIONI
GESTIONI SPECIALI
Roma, 29 aprile 1988        Ai Dirigenti centrali e periferici
                            e, per conoscenza,
                            Ai Consiglieri di amministrazione
Circolare n.  84            Ai Presidenti dei Comitati regionali
                            Ai Presidenti dei Comitati provinciali
OGGETTO: Cassa integrazione guadagni - Questioni varie.
1) C.C.N.L. PER GLI ADDETTI ALL'INDUSTRIA DELLE CALZATURE - ORARIO DI
   LAVORO E CALCOLO DELLE INTEGRAZIONI SALARIALI.
          Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro  per  gli
addetti all'industria delle calzature del 28 marzo 1987, all'art. 26,
stabilisce che "la durata dell'orario normale contrattuale e'  di  39
ore  settimanali;  la  durata  dell'orario  normale contrattuale puo'
anche  essere  di  40  ore  settimanali,  previo  accordo  a  livello
aziendale".
          Per  quanto  concerne  gli  effetti  di tale disciplina sul
meccanismo  di  intervento  della  Cassa  integrazione  guadagni,  si
precisa  che il numero delle ore ammesso alle integrazioni salariali,
ai sensi degli artt. 1 del D.L. Lgt. 9 novembre 1945,  n.  788,  e  2
della  legge  20  maggio  1975,  n.  164  (1),  deve essere correlato
all'orario di lavoro adottato a livello aziendale e che quindi dovra'
essere commisurato a 39 o a 40 ore a seconda del regime concordato in
sede aziendale.
          Parimenti l'importo  orario  sul  quale  deve  commisurarsi
l'integrazione salariale, tenuto conto del sistema di mensilizzazione
della  retribuzione,  sara'  determinato  sulla  base  della   stessa
parametrazione  stabilita  per  il calcolo delle quote retributive da
detrarre dalla retribuzione mensile,  applicando  la  stessa  formula
prevista  dall'art. 36 del contratto collettivo: retribuzione mensile
suddivisa per le ore lavorative del mese, intendendo per tali  quelle
che  si  sarebbero  prestate  secondo l'intero orario contrattuale in
atto nell'azienda, come se non ci fossero  assenze  di  alcun  genere
(malattie, ferie, festivita', ecc.).
          Conseguentemente  -  ad  esempio  - l'importo orario per il
mese di marzo  1988  sara'  calcolato  applicando  alla  retribuzione
mensile il divisore 184 nel caso di orario a 40 ore e 180 se l'orario
di lavoro e' stabilito in 39 ore.
          Poiche' il nuovo contratto decorre dal 1' aprile  1987,  da
tale data trovano applicazione le presenti istruzioni.
2) CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO
          In   merito  alla  posizione  dei  lavoratori  assunti  con
contratto  di  formazione  e  lavoro   nei   riguardi   della   Cassa
integrazione  guadagni  si  ribadisce che le istruzioni impartite con
circolare n. 854 G.S.  del  27  marzo  1986  (2),  sulla  base  della
delibera n. 35 del 7 marzo 1986 (3) del Consiglio di Amministrazione,
concernono le integrazioni salariali ordinarie.
          Per  quanto  attiene  il   trattamento   straordinario   di
integrazione  salariale,  rientrante nella esclusiva competenza degli
organi Governativi, si e' sottoposto agli organi medesimi il problema
nascente dalla incompatibilita' fra le caratteristiche specifiche del
contrato di formazione e lavoro -  tra  le  quali  assume  preminente
rilievo  la  durata  fissata  dal legislatore improrogabilmente in 24
mesi -  e  le  peculiarita'  del  regime  giuridico  del  trattamento
straordinario di integrazione salariale. Sulla  questione il Comitato
di Ministri per il coordinamento della politica  industriale  (CIPI),
con  delibera del 2 dicembre 1987, ha stabilito che "saranno comunque
esclusi  dai  benefici  delle  integrazioni  salariali  i  lavoratori
assunti  con contratto di formazione e lavoro per tutta la durata del
contratto, salvi  i  casi  specificamente  individuati  dall'apposito
Comitato   selettivo  in  presenza  di  situazioni  di  straordinaria
eccezionalita'    derivanti    da    eventi    obiettivamente     non
predeterminabili.  In  tali  casi  il  Comitato indica anche i limiti
della deroga".
          In  relazione  a  tale  deliberazione  si  precisa  che  il
trattamento  straordinario  non  spetta ai lavoratori in contratto di
formazione e lavoro a meno che la inclusione fra  i  destinatari  del
provvedimento    concessivo    del   trattamento   straordinario   di
integrazione salariale non risulti  espressamente  dal  provvedimento
stesso.
3) ART. 6 DELLA LEGGE 20 MAGGIO 1975, N. 164.
          Con  circolare  n.  57684  G.S.  -  n.  11921  O.  - n. 291
D.S.E.A.D. - N. 385 C. e  V.  del  27  giugno  1975  (4)  sono  state
illustrate le disposizioni della legge 20 maggio 1975, n. 164.
          In  particolare,  nell'allegato  1 della predetta circolare
(circolare per le imprese industriali) in merito ai limiti  temporali
stabiliti  dall'art.  6  della stessa legge n. 164 e' stato precisato
che "ai fini del computo del  biennio  previsto  dalla  legge  devono
essere  considerate  le  104  settimane  immediatamente precedenti la
settimana di integrazione richiesta".
          Al riguardo si chiarisce che il periodo massimo integrabile
di  52  settimane nel biennio non costituisce un presupposto rispetto
al periodo richiesto, ma un arco temporale di durata all'interno  del
quale vanno collocate le settimane richieste.
          Pertanto, fermo restando che il biennio e' costituito da n.
104 settimane consecutive, la  settimana  rispetto  alla  quale  deve
effettuarsi  il calcolo al fine di verificare l'eventuale superamento
del limite massimo  e'  da  ricomprendere  nel  biennio  stesso  come
centoquattresima settimana.
4) COOPERATIVE DI PRODUZIONE E LAVORO. SCIOGLIMENTO DELLA RISERVA DI
   ISTRUZIONI DI CUI AL PARAGRAFO II DELLA CIRCOLARE 8 GENNAIO 1986
   N. 2749 G.S. - N. 693 R.C.V. - N. 13 P.M.M.C. (5).
          Come  e' noto, ai sensi dell'art. 17, 7' comma, della legge
27 febbraio 1985, n. 49 (6), i lavoratori soci delle  cooperative  di
produzione  e  lavoro che abbiano ottenuto il contributo da parte del
Fondo speciale per gli  interventi  a  salvaguardia  dei  livelli  di
occupazione  devono  essere  esclusi,  per  la durata di un triennio,
dalle  prestazioni  sia  ordinarie  che  straordinarie  della   Cassa
integrazione guadagni.
          Al riguardo si precisa che il triennio in questione decorre
dalla data di registrazione del decreto del Ministro della industria,
del commercio e dell'artigianato, concessivo del contributo.
          In   base   alle   intese   intercorse   con  il  Dicastero
interessato, i decreti - con  l'elenco  dei  soci  delle  cooperative
ammesse  al beneficio - vengono trasmessi a questa Direzione Generale
che provvedera' a farli pervenire alle competenti Sedi.
          Per  quanto  attiene  gli  adempimenti  applicativi,  ferma
restando   la  dichiarazione  di  responsabilita'  della  cooperativa
prevista nella circolare su  richiamata,  le  Sedi  avranno  cura  di
verificare  che  i  nominativi dei lavoratori, compresi negli elenchi
allegati ai decreti di concessione del contributo a fondo perduto  di
cui  all'art.  17  in  questione, non siano inclusi fra i beneficiari
delle prestazioni.
          Tale verifica sara'  effettuata  con  particolare  riguardo
agli   eventuali   pagamenti   diretti   di   integrazioni  salariali
straordinarie.
          Nel  caso  in  cui  il  socio  risolva   il   rapporto   di
partecipazione   alla   cooperativa   nel   corso  del  triennio,  la
cooperativa  dovra'  evidenziare  nella  documentazione   di   lavoro
dell'interessato  il residuo periodo del triennio di esclusione dalle
prestazioni della Cassa, al fine di consentire, qualora  si  instauri
un  successivo  rapporto  di lavoro dipendente con altra impresa e di
richiesta di intervento della Cassa, la predetta esclusione.
          In relazione a cio', le Sedi acquisita  copia  dei  decreti
ministeriali  di  concessione  del contributo in discorso, invieranno
alle cooperative interessate apposita lettera informativa del divieto
di  includere, fra i beneficiari di prestazioni salariali ordinarie e
straordinarie, i lavoratori compresi nell'elenco allegato al  decreto
e  della  necessita'  che,  nel  caso  di risoluzione del rapporto di
lavoro con alcuno  dei  beneficiari  del  contributo  nel  corso  del
triennio,  il  residuo periodo del triennio stesso venga annotato sui
documenti di lavoro del socio cessato dal rapporto.
5) LAVORATORI LICENZIATI DA IMPRESE FALLITE
          Ad integrazione delle istruzioni impartite con circolare n.
303  G.S.  dell'11  febbraio 1987, paragrafo 3 (7), si precisa che il
calcolo dell'ammontare del trattamento  d'integrazione  salariale  in
favore dei lavoratori licenziati da imprese fallite puo' tenere conto
soltanto delle variazioni del costo della vita che si verificano  nel
corso  della  concessione  ex  lege  n.  301/79  (8). Non sono invece
integrabili gli aumenti contrattuali in quanto gli stessi maturano in
costanza di rapporto di lavoro.
                                      IL DIRETTORE GENERALE
                                              FASSARI
--------------
(1) V. "Atti ufficiali" 1975, pag. 1127.
(2) V. "Atti ufficiali" 1986, pag.  839.
(3) V. "Atti ufficiali" 1986, pag.  603.
(4) V. "Atti ufficiali" 1975, pag. 1336.
(5) V. "Atti ufficiali" 1986, pag.  108.
(6) V. "Atti ufficiali" 1985, pag.  677.
(7) V. "Atti ufficiali" 1987, pag.  476.
(8) V. "Atti ufficiali" 1979, pag. 1542.