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Storia e funzioni dell'INPS

Storia e funzioni dell'Inps

Storia e funzioni dell'InpsL'Inps è il più grande ente previdenziale italiano. Sono assicurati all'Inps la quasi totalità dei lavoratori dipendenti del settore privato ed alcuni del settore pubblico, così come la maggior parte dei lavoratori autonomi.

L'Inps IN NUMERI

I dati più significativi dell'Inps: 

19 milioni
lavoratori assicurati
14 milioni 500 mila
pensionati
5 milioni
aziende e imprese iscritte


L'Inps opera sul territorio con:

20 Direzioni Regionali
103 Direzioni Provinciali
51 Direzioni Sub-Provinciali
343 Agenzie
1000 Punti-Cliente



Lavora in collegamento con i più importanti consolati italiani all'estero e, in maniera integrata, con le banche dati del Fisco, dell'Inail, delle Camere di Commercio e dei Comuni. Torna su

LA STORIA

Nel 1898 la previdenza sociale muove i primi passi con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai. Si tratta di un'assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch'esso libero degli imprenditori.
Nel 1919, dopo circa un ventennio di attività, la Cassa ha in attivo poco più di 700.000 iscritti e 20.000 pensionati. In quell'anno l'assicurazione per l'invalidità e la vecchiaia diventa obbligatoria e interessa 12 milioni di lavoratori. E' il primo passo verso un sistema che intende proteggere il lavoratore da tutti gli eventi che possono intaccare il reddito individuale e familiare.
Nel 1933 la CNAS assume la denominazione di Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e gestione autonoma.
Nel 1939 sono istituite le assicurazioni contro la disoccupazione, la tubercolosi e per gli assegni familiari. Vengono, altresì, introdotte le integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto. Il limite di età per il conseguimento della pensione di vecchiaia viene ridotto a 60 anni per gli uomini e a 55 per le donne; viene istituita la pensione di reversibilità a favore dei superstiti dell'assicurato e del pensionato.
Nel 1952, superato il periodo post-bellico, viene introdotta la legge che riordina la materia previdenziale: nasce il trattamento minimo di pensione.
Nel periodo 1957-1966 vengono costituite tre distinte Casse, per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni, per gli artigiani e per i commercianti.
Nel periodo 1968-1969 il sistema retributivo, basato sulle ultime retribuzioni percepite, sostituisce quello contributivo nel calcolo delle pensioni. Nasce la pensione sociale. Viene cioè riconosciuto ai cittadini bisognosi che hanno compiuto 65 anni di età una pensione che soddisfi i primi bisogni vitali. Vengono predisposte misure straordinarie di tutela dei lavoratori (Cassa integrazione guadagni straordinaria e pensionamenti anticipati) e per la produzione (contribuzioni ridotte e esoneri contributivi).
Nel 1980 viene istituito il Sistema Sanitario Nazionale. Sono affidati all'Inps la riscossione dei contributi di malattia e il pagamento delle relative indennità, compiti assolti in precedenza da altri enti.
Nel 1984 il legislatore riforma la disciplina dell'invalidità, collegando la concessione della prestazione non più alla riduzione della capacità di guadagno, ma a quella di lavoro.
Nel 1989 entra in vigore la legge di ristrutturazione dell'Inps, che rappresenta un momento di particolare importanza nel processo di trasformazione dell'ente in una moderna azienda di servizi.
Nel 1990 viene attuata la riforma del sistema pensionistico dei lavoratori autonomi. La nuova normativa, che ricalca per vari aspetti quella in vigore per i lavoratori dipendenti, lega il calcolo della prestazione al reddito annuo di impresa.
Nel 1992 l'età minima per la pensione di vecchiaia viene elevata a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne.
Nel 1993 viene introdotta in Italia la previdenza complementare, che si configura come un sistema volto ad affiancare la tutela pubblica con forme di assicurazione a capitalizzazione di tipo privatistico.
Nel 1995 viene emanata la legge di riforma del sistema pensionistico (legge Dini) che si basa su due principi fondamentali:

  • Il pensionamento flessibile in un'età compresa tra i 57 e 65 anni (uomini e donne);
  • Il sistema contributivo, per il quale le pensioni sono calcolate sull'ammontare dei versamenti effettuati durante tutta la vita lavorativa.

Nel 1996 diviene operativa la gestione separata per i lavoratori parasubordinati (collaboratori coordinati e continuativi, professionisti e venditori porta a porta) che fino a quella data non avevano alcuna copertura previdenziale.
Nel 2003 sono stati approvati la legge e il conseguente decreto legislativo che hanno dato vita alla riforma del mercato del lavoro, ispirata alle idee e agli studi del professor Marco Biagi.
Nel 2004 è stata approvata la legge delega sulla riforma delle pensioni. La maggior parte delle novità introdotte dalla riforma saranno operative dal 2008, mentre è entrato subito in vigore il provvedimento relativo all'incentivo per il posticipo della pensione. Torna su

LE ATTIVITA'

L'attività principale consiste nella liquidazione e nel pagamento delle pensioni che sono di natura previdenziale e di natura assistenziale.
Le prime sono determinate sulla base di rapporti assicurativi e finanziate con il prelievo contributivo: pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, pensione ai superstiti, assegno di invalidità, pensione di inabilità, pensione in convenzione internazionale per il lavoro svolto all'estero.
Le seconde sono interventi la cui attuazione, pur rientrando nelle competenze dello "stato sociale", è stata attribuita all'Inps: integrazione delle pensioni al trattamento minimo, assegno sociale, invalidità civili.
L'Inps non si occupa solo di pensioni ma provvede anche ai pagamenti di tutte le prestazioni a sostegno del reddito quali, ad esempio, la disoccupazione, la malattia, la maternità, la cassa integrazione, il trattamento di fine rapporto e di quelle che agevolano coloro che hanno redditi modesti e famiglie numerose: l'assegno per il nucleo familiare, gli assegni di sostegno per la maternità e per i nuclei familiari concessi dai Comuni.
Gestisce anche la banca dati relativa al calcolo dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) che permette di fruire di alcune prestazioni sociali agevolate.
L'Inps fa fronte a tutte le sue prestazioni tramite il prelievo dei contributi e, in questo ambito, si occupa, tra l'altro, dell'iscrizione delle aziende; dell'apertura del conto assicurativo dei lavoratori dipendenti ed autonomi; della denuncia del rapporto di lavoro domestico; del rilascio dell'estratto conto assicurativo e certificativo.
Fanno anche parte dell'attività dell'Istituto: le visite mediche per l'accertamento dell'invalidità e dell'inabilità; le visite mediche per le cure termali; l'emissione dei modelli di certificazione fiscale. Torna su

LE CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Nel campo della sicurezza sociale in ambito internazionale, l'Italia, oltre ad applicare i regolamenti comunitari, ha stipulato con alcuni Stati appositi accordi e convenzioni bilaterali, per tutelare i lavoratori migranti.

L'Unione Europea
La normativa comunitaria di sicurezza sociale è applicabile ai 27 Stati membri che fanno parte dell'Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. I regolamenti comunitari di sicurezza sociale si applicano anche ai tre Paesi che hanno aderito all'accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE): Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

Accordi e Convenzioni bilaterali
Sono attualmente in vigore accordi e convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale, stipulati dall'Italia con i seguenti Stati:
Argentina, Australia, Brasile, Canada, Quebec, Croazia, Jersey e Isole del Canale, Repubblica di Capoverde, Repubblica di San Marino, Principato di Monaco, Santa Sede, Stati Uniti d'America, Tunisia, Uruguay, Venezuela.
Con la Bosnia Erzegovina, la Macedonia, la Serbia e il Montenegro è attualmente in vigore la convenzione stipulata con la ex-Jugoslavia nel 1957.

Nei rapporti di sicurezza sociale con la Turchia, si applica la Convenzione europea di sicurezza sociale.
Con il Messico è in vigore un Accordo che prevede unicamente la trasferibilità delle pensioni nei due Stati.
Con lo Stato di Israele è in vigore uno scambio di lettere sulla legislazione di sicurezza sociale applicabile ai lavoratori temporaneamente distaccati da un'impresa avente sede in uno Stato nel territorio dell'altro Stato contraente.
Con la Repubblica della Corea è in vigore un'Intesa con la quale sono state concordate disposizioni relative alla legislazione applicabile.
Gli Accordi con Israele e la Repubblica di Corea prevedono esclusivamente l'istituto del distacco, grazie al quale un lavoratore di un'azienda può rimanere assicurato nel proprio Paese quando presta, solo per un periodo di tempo limitato, un'attività lavorativa nell'altro Stato contraente.

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GLI ENTI

Per l'applicazione della normativa internazionale di sicurezza sociale (regolamenti comunitari e convenzioni bilaterali) sono competenti i seguenti Enti:

  • L'Inps, per le pensioni, gli assegni familiari, l'indennità di disoccupazione, di malattia, spettanti alla generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato, ai lavoratori autonomi ed agli assicurati presso Fondi speciali gestiti dall'Inps;
  • Il MINISTERO DELLA SALUTE, per mezzo delle ASL, per l'assistenza sanitaria;
  • l'Inail, per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
  • l'Inpdap, per l'assicurazione dei dipendenti pubblici e personale assimilato;
  • l'Inpgi, per le pensioni e l'assicurazione dei giornalisti;
  • l'Enpals, per le pensioni dei lavoratori dello spettacolo;
  • le CASSE DI PREVIDENZA, per le prestazioni previdenziali dei liberi professionisti (architetti, ingegneri, avvocati, medici ecc.);

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GLI ORGANI DELL'ISTITUTO

Il vertice dell'Inps è costituito da un insieme di organi e precisamente:

  • il Presidente che ha la legale rappresentanza dell'ente;
  • il Consiglio di Amministrazione, formato da otto membri, che è responsabile della gestione dell'ente e predispone i bilanci;
  • il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, composto da 24 membri, che rappresentano tutte le forze sociali ed ha il compito di fissare gli obiettivi strategici e di approvare i bilanci;
  • il Direttore Generale che è il responsabile dell'attività dell'ente e del conseguimento degli obiettivi;
  • il Collegio dei Sindaci e il Magistrato della Corte dei Conti che esercitano le funzioni di controllo;
  • i Comitati Regionali e Provinciali che, a livello locale, partecipano alla gestione dell'Inps.

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