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Il riscatto consente di valutare, nell’ambito di una gestione previdenziale, periodi e servizi (es: titoli universitari, periodi di aspettativa senza assegni) non coperti da contribuzione obbligatoria altrimenti non utili ai fini pensionistici mediante pagamento di un contributo a carico del richiedente.


A chi si rivolge

Possono esercitare la facoltà di riscatto tutti i lavoratori dipendenti; in caso di morte del dipendente, possono farlo i superstiti che hanno diritto alla pensione indiretta. Dal 31 luglio 2010 la facoltà di presentare la domanda di riscatto è stata estesa anche al soggetto “assicurato”, inteso come colui che può vantare contribuzione accreditata presso la Gestione Dipendenti Pubblici che non abbia già dato titolo ad un trattamento di quiescenza, anche se non sia più in servizio. Pertanto, la domanda può essere presentata anche dopo la cessazione dal servizio senza diritto alla pensione.


Come si ottiene

La domanda si compila e si trasmette esclusivamente in modalità telematizzata; per accedere al servizio è necessario essere iscritti alla banca dati dell'Inps Gestione Dipendenti Pubblici ed essere in possesso del PIN (vedi Sezioni di riferimento – Servizi in linea).




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