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Indennità di mobilità


L'INDENNITÀ LUNGA


Stabilita dalla L.223/91, è l'indennità che SI PROLUNGA oltre il termine della mobilità “ordinaria” per consentire al lavoratore di maturare il diritto alla pensione.


La legge 223/1991 ( art 7 commi 6 e 7)  ha previsto il beneficio della mobilità lunga per determinate categorie di lavoratori.
Fino al 31/12/94 era di competenza delle Sedi l'individuazione dei requisiti oggettivi aziendali (settore di produzione) e dei requisiti soggettivi del lavoratore.


Dal 01.01.1995 la mobilità lunga viene concessa con appositi decreti ministeriali:
l'azienda comunica al Ministero del lavoro i nominativi dei lavoratori licenziati , per i quali si accolla il costo del prolungamento della mobilità. (Decreto Ministeriale 19 ottobre 1995- Legge n. 608/1996 )

 

 

SPETTA

Ai lavoratori licenziati da:
  • aziende del mezzogiorno;
  • aziende che si trovano in aree con tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale;
  • imprese del settore chimico, tessile, abbigliamento e calzaturiero.

Può essere concessa dalla data di licenziamento sino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o anzianità

 

 

LA DURATA


Fino al giorno precedente la decorrenza della pensione.
  • Pensione di VECCHIAIA:
    Al momento del perfezionamento del requisito della pensione di vecchiaia, sia che avvenga durante la mobilità ordinaria che nel prolungamento, si decade dal trattamento. (art. 7 c. 3 L.223/91)
    Coloro che alla data del licenziamento hanno già compiuto l’età pensionabile hanno diritto alla immediata liquidazione della pensione di vecchiaia.
  • Pensione di ANZIANITA’:
    Il perfezionamento del requisito per la pensione di anzianità durante la mobilità ordinaria non fa decadere la prestazione. L'assicurato, quindi, mantiene il diritto a percepire l'indennità di mobilità, ma solo fino al termine della mobilità ordinaria spettante.
    Se però tale requisito viene perfezionato durante il prolungamento, l’assicurato decade immediatamente dalla mobilità anche se non ha provveduto a presentare la domanda di pensione, e il periodo intercorrente tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza effettiva della pensione (primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda) non potrà essere indennizzato con l'indennità di mobilità.(Msg. n. 1076 del 14/04/1995 , Circ. n. 96 del 03/05/1996).

 

 

ESTENSIONI LEGISLATIVE E RIFERIMENTI TEMPORALI

  • Legge n. 608 del 28.11.1996 , art 4, c. 26 e 27.

Estensione della mobilità lunga, ai fini del raggiungimento dei requisiti per la pensione di anzianità e di vecchiaia , a 10.000 lavoratori, dipendenti da aziende che intendevano attuare programmi di ristrutturazione, riorganizzazione, conversione e risanamento aziendale, nonché piani di gestione delle eccedenze con rilevanti conseguenze sul piano occupazionale, licenziati e collocati in mobilità dal 1/1/1995 al 30/6/1997 . ( Circ. n.231 del 12/08/1995 ; Circ. n.96 del 04/05/1996 ; Circ. n.16 del 23/01/1997 p.3).

  • Legge n. 229 del 18.07.1997 , art. 3.

Estensione della mobilità lunga ai fini del raggiungimento dei requisiti per la sola pensione di anzianità , a 3.500 lavoratori dipendenti da aziende aventi unità produttive in tutto il territorio nazionale, licenziati e collocati in mobilità, entro la data del 31.12.1998,e, entro la data del 31.12.1999 , da aziende interessate ai contratti d'area, di cui all'articolo 2, comma 203, lett. F), della legge 23 dicembre 1990, n. 662 ( Circ. n.185 dell' 11/08/1998 ).


  • Legge n. 176 del 05.06.1998 , art.1-septies,  e  successive integrazioni( L.448/98;L.144/99).

Estensione della mobilità lunga ai fini del raggiungimento dei requisiti per la sola pensione di anzianità in favore di 7.000 lavoratori, di cui 200 del settore dell'edilizia, licenziati entro la data del 31.12.2002 ( Circ. n. 168 del 12/08/1999 ).

  • Art.1-septies L.176/1998 :aumenta di 1000 unità i beneficiari previsti dalla L.229/97 per i licenziamenti entro il 31/12/1999.
  • L.448/98 art.81 c.1:eleva a 3000 i beneficiari della L.176/98 , fissando la data entro la quale devono essere collocati in mobilità al 31/12/2002.
  • L.144/99 art.45 c.17 lett b): ulteriore incremento a 7.000 unità di cui 200 destinate ai lavoratori dell'edilizia licenziati ai sensi della L.451/94 o a seguito procedure concorsuali.
  • Legge n. 81 del 17.04.2003 , art 1-bis.

Ha esteso il beneficio della mobilità lunga di cui all'articolo 1-septies L. n. 176/1998, e successive modificazioni, nel limite di 7.000 unità, in favore dei lavoratori licenziati e collocati in mobilità entro il 31.12.2004 da imprese i cui piani di gestione delle eccedenze occupazionali sono stati oggetto di esame in sede di Presidenza del Consiglio dei Ministri o di Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel corso dell'anno 2002 e fino al 15 /6/ 2003.


LEGGE 296 DEL 27/12/2006- MOBILITÀ LUNGA FINALIZZATA AL RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PER LA PENSIONE DI ANZIANITÀ.


 la L. n. 296 del 27/12/2006  ha esteso il beneficio della mobilità lunga alla sola pensione di anzianità ( Msg 27073 del 8/11/2007 ).


 

SPETTA


Spetta a 6000 lavoratori licenziati e messi in mobilità da imprese o gruppi di imprese che abbiano presentato specifica richiesta al ministero entro il 31/3/2007 e che entro il 31/12/2007 abbiano completato gli adempimenti procedurali richiesti (Msg n. 30593 del 30/12/2007), così ripartiti:

  • 1000 unità riservate alle imprese in amministrazione straordinaria.
  • 500 unità riservate alle imprese dell’elettronica sottoposte a procedura concorsuale ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
  • 4500 unità alle imprese “in bonis”.

L’accesso alla mobilità lunga spetta a i soli lavoratori che maturano i requisiti a pensione di anzianità DOPO il termine dell’intero periodo di mobilità ordinaria.
Gli oneri finanziari sono cofinanziati tra stato e imprese.
Eccezioni: la possibilità di accedere al diritto alla mobilità lunga è dato ANCHE ai lavoratori che maturano il requisito pensionistico durante il periodo di mobilità ordinaria, sempre che:

  • Aziende di cui ai punti 1 e 2 : le imprese abbiano presentato dichiarazione sull’impossibilità di far gravare sul passivo della procedura gli oneri finanziari.
  • Aziende di cui al punto 3: le imprese si facciano carico degli oneri finanziari coprendo, per una o più mensilità di mobilità e contributi figurativi, l’intera platea dei lavoratori posti in mobilità dalle imprese medesime.

REQUISITO CONTRIBUTIVO
28 anni di contribuzione all’atto del licenziamento.

Si possono cumulare di TUTTI i contributi versati nel FPLD e nelle Gestioni Speciali lavoratori autonomi, anche se non sono stati ricongiunti nella gestione lavoratori dipendenti.
Se però i contributi da lavoro autonomo non sono ricongiunti o la domanda di ricongiunzione non verrà presentata prima del licenziamento egli oneri versati entro la scadenza della mobilità ordinaria, la pensione di anzianità sarà esclusivamente e definitivamente a carico della gestione dei lavoratori autonomi seguendone le norme previste riguardo alla decorrenza e perfezionamento dei requisiti.
Ai lavoratori dell’amianto verrà riconosciuta una rivalutazione (coeff. 1,5) del numero di settimane coperte di contribuzione obbligatoria relative a prestazioni con provata esposizione all’amianto (art 13 L. n.257/1992 - Circ. n.58 del 15/04/2005 ).

La posizione contributiva considerata valida per il prolungamento della mobilità è “…quella risultante dalla documentazione in possesso dell’impresa medesima, salvo eventuali dichiarazioni dei lavoratori interessati che possono integrare la situazione conosciuta dal datore di lavoro…”
Successive integrazioni non possono “…inficiare gli accordi di mobilità raggiunti tra le parti ed i successivi licenziamenti intimati..”

RIOCCUPAZIONE A TEMPO DETERMINATO
Lo svolgimento di lavoro subordinato a tempo determinato non sposta il termine finale della prestazione fissato dalla decorrenza economica del trattamento pensionistico spettante, sia che venga effettuato durante il periodo di mobilità ordinaria, che durante quello di mobilità lunga.


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