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Il decreto legislativo 10 settembre  2003 n. 276, attuativo della legge 14 febbraio 2003 n. 30, meglio nota come Legge-Biagi, ha introdotto il contratto d'inserimento.


Il contratto di inserimento mira a inserire (o reinserire) nel mercato del lavoro alcune categorie di persone, attraverso un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del singolo a un determinato contesto lavorativo. Momento centrale del contratto è la redazione del piano di inserimento lavorativo, che deve garantire l'acquisizione di competenze professionali attraverso la cosiddetta formazione on the job.


Il contratto di inserimento sostituisce il contratto di formazione e lavoro (CFL) nel settore privato.


Si precisa che, in virtù dell'accordo interconfederale del 13 novembre 2003 i contratti di formazione lavoro stipulati anche successivamente al 23 ottobre 2003, in base a progetti approvati entro tale data, restano in vigore fino alla loro naturale scadenza: successivamente saranno regolamentati dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro delle varie categorie interessate.


Il CFL rimane invece ancora applicabile nelle pubbliche amministrazioni.


I TEMPI DELLA RIFORMA


Il Legislatore ha rinviato alla contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale la definizione dei piani individuali di inserimento, in particolare per quanto riguarda la realizzazione dei progetti.


La stessa contrattazione collettiva deve inoltre definire orientamenti, linee guida e codici di comportamento che garantiscano l'effettivo adeguamento delle competenze professionali al contesto lavorativo.


In data 11 febbraio 2004, le parti sociali hanno sottoscritto l'accordo interconfederale finalizzato a garantire una fase di prima applicazione dei contratti di inserimento e di reinserimento previsti dal decreto legislativo n. 276/03.


Tra i vari aspetti è stato indicato il contenuto del contratto ed è stata prevista una formazione teorica minima di 16 ore.


Di conseguenza, è possibile per i datori di lavoro procedere alla stipula di contratti di inserimento, nel rispetto di quanto previsto sia dalla legge sia dall'accordo interconfederale.


In ogni caso, l'efficacia dell'accordo interconfederale è transitoria e sussidiaria rispetto alla contrattazione collettiva, protraendosi fino a quando la materia verrà disciplinata, in funzione della peculiarità settoriale e/o delle specifiche condizioni professionali del lavoratore, dai contratti collettivi ai vari livelli.
Il contratto d'inserimento è quindi già pienamente operativo nel settore privato.


La circolare ministeriale del 21 luglio 2004 n. 31 ha fornito importanti chiarimenti anche relativamente ai benefici economici e normativi legati alla stipulazione di tale contratto.


APPLICAZIONE


I soggetti che possono stipulare il nuovo contratto d'inserimento sono:

  • enti pubblici economici, imprese e loro consorzi
  • gruppi di imprese
  • associazioni professionali, socio-culturali e sportive
  • fondazioni
  • enti di ricerca pubblici e privati
  • organizzazioni e associazioni di categoria

L'Inps con circolare n. 74 del 19 maggio 2006, per quanto riguarda l'individuazione dei datori di lavoro ammessi alla stipula del contratto di inserimento/reinserimento, uniformandosi a nota del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali ha confermato - stante l'elencazione fornita dall'art. 54, c. 2 - lett. c,del D. Lgs. n. 276/2003 - l'esclusione degli studi professionali.
Tutto ciò premesso, considerando però  che il legislatore riconosce l'accesso a detto istituto contrattuale in via generale le imprese (art. 54, c. 2, lett. a), l'Istituto con circolare n. 10 del 28 gennaio 2008 ha ammesso che gli studi professionali - qualora organizzati in forma di impresa - possano accedere alla stipula dei contratti di inserimento e alla fruizione dei connessi incentivi.


La  cd. legge-Biagi ha incluso tra i soggetti che possono assumere con contratto d'inserimento anche i "gruppi d'impresa". Si tratta di aggregazioni di imprese di natura societaria, formalmente autonome e indipendenti l'una dall'altra, ma assoggettate tutte alla direzione unitaria. Tutte sono sotto l'influenza dominante di una società capogruppo che direttamente o indirettamente le controlla coordinandole o dirigendole secondo un unico disegno, per il perseguimento di uno scopo economico unitario (interesse di gruppo. Al "gruppo di imprese" viene pertanto riconosciuto il ruolo giuridico di datore di lavoro.


Il contratto di inserimento si applica a:

  • persone di età compresa tra 18 e 29 anni
  • disoccupati di lunga durata tra i 29 e i 32 anni
  • lavoratori con più di 50 anni privi del posto di lavoro
  • lavoratori che intendono riprendere un'attività e che non hanno lavorato per almeno due anni
  • donne di qualsiasi età che risiedono in aree geografiche in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% di quello maschile (oppure quello di disoccupazione superiore del 10%) (art 54 comma 1 lett. e del d.lg.vo 276/2003).

Con D.M. 17 novembre 2005 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  sono state individuate le aree territoriali di applicazione del contratto di inserimento per gli anni 2004-2005-2006. Esse sono tutte le Regioni e le Province Autonome. Con lo stesso D.M. le aree di cui all'art. 2 lettera f) del Regolamento ( CE ) n. 2204/2002 della Commissione sono state identificate nelle Regioni Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna: in esse è possibile l'applicazione del contratto di inserimento generalizzato per le donne di qualunque età che risiedano in aree geografiche ad elevata disoccupazione femminile.
Detta misura è stata confermata per l'anno 2007 con il Decreto Ministeriale del 31 luglio 2007 e, da ultimo, per l'anno 2008, con Decreto Ministeriale del 13 novembre 2008.
Tale ultimo decreto ha, però, escluso dall'ambito di applicazione del contratto di inserimento per le donne la Regione Calabria, confermando le agevolazioni per tutte la altre Regioni.
In conseguenza, con riferimento alle assunzioni operate nell'anno 2008, il limite massimo delle agevolazioni previste per le assunzioni di donne all'interno della Regione Calabria, sarà quello generalizzato del 25% e non più quello previsto in misura eventualmente superiore (a seconda delle categorie produttive di appartenenza) sino ad un massimo del 50% del costo salariale annuo del lavoratore assunto.
Con circolare n. 22 del 19 febbraio 2009, l'Istituto ha disposto che le aziende che nel 2008 avessero effettuato delle assunzioni nella Regione Calabria fruendo indebitamente delle maggiori agevolazioni, dovranno restituire i maggiori sgravi tramite apposito codice nel modello DM10 di denuncia mensile. Le operazioni di regolarizzazione andranno completate entro il 16 maggio 2009.

  • persone riconosciute affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico. Per la nozione di grave handicap fisico, mentale o psichico rileva l'insieme di disposizioni di cui alla legge 104/92.

Il Ministero del Lavoro, in risposta all'interpello n. 17 del 10 giugno 2008 riguardante il grado di invalidità, in termini percentuali, richiesto per l'assunzione di persone riconosciute affette da grave handicap fisico, mentale o psichico, ha precisato che la norma cui occorre fare riferimento per l'individuazione dei soggetti con i quali è possibile stipulare un contratto d'inserimento, è l'art. 1 della legge 68/1999.


Non è prevista una percentuale massima di lavoratori che possono essere assunti con contratto di inserimento (anche se questa potrà essere stabilita dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali).


CONDIZIONI


Il datore di lavoro, per poter assumere con questo contratto, deve:

  • aver mantenuto in servizio almeno il 60% dei lavoratori il cui contratto di inserimento sia scaduto nei 18 mesi precedenti (esclusi i dimessi, i licenziati per giusta causa, le cessazioni avvenute nel corso o alla fine del periodo di prova, la mancata trasformazione per rifiuto del lavoratore, e n. 4 contratti non trasformati).
  • Predisporre un progetto individuale di inserimento, con il quale si individua la necessità del lavoratore , al fine di operarne l'inserimento nel contesto lavorativo, mediante l'adeguamento delle sue competenze professionali.

DURATA


Il contratto di inserimento va da 9 a 18 mesi, (fino a 36 mesi per gli assunti con grave handicap fisico, mentale o psichico). Nel calcolo del periodo massimo non si tiene conto dei periodi di servizio civile o militare e di assenza per maternità. Non può essere rinnovato tra le stesse parti (ma si può stipulare un nuovo contratto di inserimento con un diverso datore di lavoro) e le eventuali proroghe, se il limite fissato inizialmente dalle parti era inferiore, devono comunque aversi nei limiti stabiliti (18 o 36 mesi).


CARATTERISTICHE


Per la stipula del contratto di inserimento è necessaria la forma scritta e l'indicazione precisa del progetto individuale di inserimento, finalizzato ad individuare le necessità del lavoratore, al fine di operarne l'inserimento nel contesto lavorativo.


La mancanza di forma scritta comporta la nullità del contratto e la trasformazione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.


La definizione del progetto individuale di inserimento deve avvenire con il consenso del lavoratore e nel rispetto di quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, oppure all'interno di enti bilaterali.


INCENTIVI ALLE IMPRESE


Al contratto di inserimento si applicano per quanto compatibili le previsioni relative ai contratti di lavoro subordinato a tempo determinato.


Il lavoratore, rispetto al livello spettante secondo il contratto nazionale per i lavoratori che svolgono la stessa mansione o funzione, può essere assunto ad un livello di inquadramento inferiore (ma non di più) di 2 livelli.


I lavoratori assunti con contratto di inserimento non si computano nell'organico aziendale ai fini delle disposizioni di legge e di contratto collettivo.


Incentivi economici (circolare MLPS n. 31/2004)


In attesa della riforma del sistema degli incentivi all'occupazione, restano in vigore gli incentivi previsti per i CFL con esclusivo riferimento alle seguenti categorie di lavoratori:

  • disoccupati di lunga durata da 29 a 32 anni (Circ. n.51/2004)
    • Al riguardo, occorre osservare che, in sede di Conferenza Unificata Stato - Regioni , è stato stabilito che mantengono lo stato di disoccupazione i soggetti che percepiscano nell'anno solare un reddito da lavoro non superiore a quello escluso da imposizione sulla base dei parametri fissati dalle vigenti norme fiscali.
      E' sufficiente - unitamente alla dichiarazione di responsabilità prodotta dal lavoratore al competente centro per l'impiego ai sensi di quanto disposto dall' articolo 3  del D.lgs.n.297/2002 - l'attestazione da parte del centro medesimo della permanenza del soggetto nello stato di disoccupazione.
  • lavoratori con più di 50 anni privi di un posto di lavoro (Circ. n. 51/2004), potrà considerarsi utile una dichiarazione di responsabilità da parte del lavoratore, attestante il possesso dei requisiti di legge
  • lavoratori che intendono riprendere ma che non abbiano lavorato per almeno 2 anni
  • donne di qualsiasi età residenti nelle aree geografiche individuate con D.M. Lo stesso D.M. ha previsto che le agevolazioni contributive siano condizionate all'obbligo della residenza nei territori individuati.
  • persone riconosciute affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico.

L' agevolazione contributiva opera durante il periodo di inserimento e verrà riconosciuta nei limiti di quanto disposto dal regolamento comunitario n. 2204/2002. Viene comunque garantita la riduzione dell'onere contributivo del 25 % perché compatibile con la normativa comunitaria sugli aiuti di stato.


Il regolamento comunitario n. 2204/2002 prevede l'immediata operatività dei benefici in favore dei soggetti svantaggiati il cui ammontare, con riferimento al singolo rapporto di lavoro, non superi il 50% (il 60% per i disabili) del costo del salario annuo del lavoratore assunto.


Fermo restando tale limite, l'agevolazione può essere concessa se l'assunzione determina un incremento netto del numero dei dipendenti dello stabilimento interessato.


Non si considerano come riduzioni, le dimissioni volontarie, o per pensionamento o per licenziamento per giusta causa.


Per i rapporti intrattenuti con le suddette categorie di soggetti, si applicherà comunque la riduzione dell'onere contributivo del 25% perché compatibile con la normativa comunitaria sugli aiuti di stato. Poiché appaiono qualificabili come aiuti di Stato anche i benefici contributivi, in misura superiore al 25%, previsti per i contratti d'inserimento, con circolare n. 124 del 13 novembre 2007 l'Inps ha dettato le condizioni per l'ammissione ai suddetti benefici contributivi, precisando che i datori di lavoro che intendano accedervi dovranno produrre una dichiarazione attestante se gli stessi hanno o meno beneficiato di aiuti per i quali la Comunità Europea ha ordinato il recupero.


Dagli incentivi economici sono stati esclusi i soggetti di età compresa fra 18 e 29 anni. Però le agevolazioni contributive possono essere riconosciute se trattasi di giovani che desiderano riprendere un'attività lavorativa, che non abbiano lavorato per almeno 2 anni né effettuato nel frattempo corsi di formazione.


La misura della riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali posti a carico del datore di lavoro risulta così determinata:


Datori di Lavoro IMPRESE
Mezzogiorno Contribuzione dovuta in misura fissa come per gli apprendisti
Centro Nord Riduzione del 25% della contribuzione a carico del d.d.l.
Datori di Lavoro non aventi natura di IMPRESA
Mezzogiorno Riduzione del 50% della contribuzione a carico del d.d.l.
Centro Nord Riduzione del 25% della contribuzione a carico del d.d.l.
Imprese settore commerciale e turistico con meno di 15 dipendenti
Mezzogiorno Contribuzione dovuta in misura fissa come per gli apprendisti
Centro Nord Riduzione del 40% della contribuzione a carico del d.d.l.
Imprese artigiane 
Ovunque ubicate Contribuzione dovuta in misura fissa come per gli apprendisti
Datori di Lavoro settore AGRICOLO
Mezzogiorno Contribuzione dovuta in misura fissa come per gli apprendisti
Centro Nord Riduzione del 25% della contribuzione a carico del d.d.l.

SANZIONI


Le inadempienze nella realizzazione del progetto di inserimento riferibili alla responsabilità del datore di lavoro sono punite con il versamento della differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto al termine del progetto, maggiorata del 100%. La maggiorazione esclude qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione.


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