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La normativa è regolata dal D. Lgs. n. 66/08.04.2003 "Riforma della disciplina in materia di orario di lavoro in attuazione delle direttive 93/104/Ce e 2000/34/Ce".


La nuova disciplina viene applicata in tutti i settori di attività, sia pubblici che privati.


Le eccezione riguardano:

  • la gente di mare, del personale di volo dell’aviazione civile e dei lavoratori mobili delle imprese di trasporto (con riferimento ai profili di cui alla direttiva 2002/15/Ce)
  • il personale della scuola di cui al Decreto Legislativo n. 297/94
  • gli apprendisti minorenni

DEFINIZIONE


In base all’ art. 1, comma 2 lettera a) del D.Lsg n. 66/2003, costituisce orario di lavoro qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni.


ORARIO NORMALE DI LAVORO


(art. 3)


E’ fissato in 40 ore settimanali, modificabile in senso riduttivo dai contratti collettivi ma con l’obbligo di riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.


DURATA MASSIMA DELL'ORARIO DI LAVORO


(art. 4)


E’ quella fissata volta per volta dalla contrattazione collettiva e che non può comunque superare mediamente le 48 ore settimanali, comprese le ore di straordinario.


Non viene stabilito un limite giornaliero di durata dell’orario di lavoro e, secondo la lettera circolare n. 5/27373/70 dell’11.09.03 del ministero del lavoro e delle politiche sociali, non può darsi neanche una definizione rigida della settimana lavorativa; infatti si può considerare "settimana lavorativa" ogni periodo di sette giorni, con la conseguenza che i datori di lavoro possono far decorrere la settimana di riferimento a partire da qualsiasi giorno.


La durata media dell’orario di lavoro deve essere calcolata con riferimento a un periodo non superiore a quattro mesi, che può essere dilatato (sempre con contrattazione collettiva) fino a sei o a dodici mesi, ma solo per ragioni obiettive, tecniche o inerenti all’organizzazione del lavoro, che siano specificate negli stessi contratti collettivi.


Il periodo di riferimento può essere individuato o con il criterio fisso indicato dalla legge (il termine iniziale il 30.04.2003) o l’altro criterio; è necessaria solo la certezza dei termini iniziale e finale del periodo stesso e della collocazione dei sette giorni di riferimento.


Nel computo della "media" non sono presi in considerazione i periodi di ferie annuale e i periodi di assenza per malattia.


IL LAVORO STRAORDINARIO


(art. 1 c. 2 lett. c)


E’ lavoro straordinario quello prestato oltre il normale orario di lavoro, cioè quello prestato oltre la quarantesima ora ovvero oltre la minore durata stabilita dai contratti collettivi.


Il ricorso al lavoro straordinario deve essere contenuto. In assenza di una disciplina collettiva applicabile,il ricorso allo "straordinario" è ammesso solo previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore per un periodo che non superi le duecentocinquanta ore annuali.


Gli stessi contratti collettivi possono consentire che in alternativa o in aggiunta alla maggiorazione retributiva prevista dall’art.5, i lavoratori fruiscano di riposi compensativi; in tal caso le ore di lavoro straordinario prestate non si computano ai fini della "media settimanale".


Per il contributo aggiuntivo sul lavoro straordinario, l’Inps ne ha sospeso l’applicazione a seguito di problematiche applicative che richiedono ulteriori approfondimenti con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (msg . 147 del 11.12.2003)


IL RIPOSO GIORNALIERO


(art. 7)


Il D.Lsg. non stabilisce un limite giornaliero di durata dell’orario di lavoro,ma solo il diritto al riposo giornaliero del lavoratore che non può essere inferiore alle undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore.


LE PAUSE GIORNALIERE


(art. 8)


La contrattazione collettiva dovrà stabilire modalità e durata delle pause giornaliere se l’orario giornaliero è superiore a 6 ore.


In assenza di previsione contrattuale , al lavoratore dovrà essere concessa una pausa tra l’inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro di durata non inferiore a 10 minuti.


IL RIPOSO SETTIMANALE


(art. 9)


Il periodo di riposo è qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro.


Sono previste almeno 24 ore consecutive di riposo, di regola coincidenti con la domenica, ogni 7 giorni; nel computo delle 24 ore sono comprese anche le ore di riposo giornaliero. Il riposo settimanale può essere fissato anche in giornata diversa dalla domenica e può essere attuato anche mediante turnazione in casi particolari.


LE FERIE ANNUALI


(art. 10)


Il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiori a 4 settimane. Viene chiarito dalla legge in modo inequivocabile che questo periodo minimo di ferie non può essere sostituito dalla relativa "indennità per ferie non godute" salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.


IL LAVORO NOTTURNO


(artt. da 11a15)


La legge definisce:

  • il periodo notturno: periodo di almeno 7 ore consecutive comprendenti l’ intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino
  • lavoratore notturno: chi svolge durante il periodo notturno almeno
  • 3 ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale
  • 80 giorni lavorativi all’anno di lavoro notturno, riproporzionati in caso di lavoro a tempo parziale

Il lavoro notturno viene prestato solo da personale idoneo; i contratti collettivi di lavoro stabiliranno i requisiti dei lavoratori notturni ed i casi di esclusione.


E’ comunque vietato adibire al lavoro le donne, dalle ore 24.00 alle ore 6, nel periodo compreso tra l’accertamento dello stato di gravidanza ed il compimento di un anno di età del bambino.


Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:

  • la lavoratrice madre con figlio di età inferiore a 3 anni o in alternativa il lavoratore padre con lei convivente;
  • la lavoratrice o lavoratore che rappresentino l’unico genitore affidatario di un figlio convivente minore di 12 anni;
  • la lavoratrice/tore con soggetto disabile a carico.

LE DEROGHE


La contrattazione collettiva ed eventuali decreti ministeriali che verranno emanati successivamente, potranno prevedere specifiche deroghe per particolari settori, avuto riguardo alle particolari modalità di svolgimento delle prestazioni di lavoro.


SANZIONI

  • Superamento dell’orario normale di lavoro effettivo di 40 ore settimanali o qualora stabilito dal contratto collettivo nazionale, quello nomale riferito alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno (fonte sanzionatoria: art.1, comma 1 lettera f) D.Lsg  n. 213 del 19.07.2004)
  • Superamento del limite di durata massima settimanale dell’orario di lavoro (la quale non può essere maggiore , per un periodo di sette giorni, a 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario. (fonte sanzionatoria:art.1, comma 1  lettera f)D.Lsg  n. 213 del 19.07.2004)

NORME


ORARIO DI LAVORO
Direttiva 93/104/CE Direttiva 93/104/CE del Consiglio del 23 novembre 1993
concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro
Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297
Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione
2000/34/Ce Direttiva 2000/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 2000, che modifica la direttiva 93/104/CE del Consiglio concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, al fine di comprendere i settori e le attività esclusi dalla suddetta direttiva
Gazzetta ufficiale n. L 195 del 01/08/2000 PAG. 0041 - 0045
Circolare n. 181 del 01.12.2003 Oggetto: D.Lgs. 8.4.2003, n. 66. Riforma della disciplina in materia di orario di lavoro in attuazione delle direttive 93/104/Ce e 2000/34/Ce.
Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66 DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2003, n. 66,
(in Suppl. ord. n. 61, alla Gazz. Uff., 14 aprile, n. 87). -
Attuazione della direttiva 93/104/CE e della direttiva 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro.
Lettera circolare n. 5/27373/70 dell’11.09.03 del ministero del lavoro e delle politiche sociali Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro
Roma, 11.09.03 5/27373/70-ORA
LETTERA CIRCOLARE A/2003
Oggetto: Decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Art. 4, comma quinto, inerente gli obblighi di comunicazione.
Msg . 147 del 11.12.2003 Messaggio N. 000147 del 11/12/2003
Oggetto: Circolare n. 181 del 1 dicembre 2003 in materia di riforma della disciplina dell'orario di lavoro e contribuzione aggiuntiva sul lavoro straordinario.
Decreto Legislativo 19 luglio 2004, n. 213 Decreto Legislativo 19 luglio 2004, n. 213
"Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, in materia di apparato sanzionatorio dell'orario di lavoro"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 17 agosto 2004




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