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A decorrere dall’anno 1993, i contributi previdenziali degli artigiani e dei commercianti sono calcolati sulla totalità dei redditi d'impresa dichiarati ai fini IRPEF (oggi in modello UNICO di dichiarazione dei redditi), prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce (Legge 25 novembre 1992 n° 438 art. 3 bis).
Sono dovuti, quindi, non solo sul reddito dell’attività che ha dato luogo all’iscrizione ma anche su tutti gli altri eventuali redditi di impresa conseguiti dal contribuente nel periodo di riferimento (sommatoria di quadri RF-RG-RH).


Inoltre a decorrere dal 1996, qualora il contribuente abbia una partecipazione in Società a responsabilità limitata, occorre sommare anche la parte del reddito d’impresa dichiarato dalla S.r.l. ai fini fiscali ed attribuibile al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili, prescindendo dalla destinazione che l’assemblea ha riservato a detti utili e, quindi, anche se non distribuiti ai soci.


N.B.: Precedentemente (1992) il contributo IVS era dovuto sul solo reddito d’impresa che aveva dato titolo alla iscrizione alla gestione, dichiarato ai fini IRPEF per l’anno precedente.


IMPONIBILE IMPRESE CON COLLABORATORI NON COSTITUITE IN FORMA DI IMPRESA FAMILIARE


Il titolare può attribuire a ciascun collaboratore una quota del reddito denunciato ai fini fiscali; in ogni caso la quota di reddito attribuita dal titolare al collaboratore/i non può superare il 49% del reddito, restando in tal modo attribuito al titolare dell’azienda almeno il 51% del reddito ( art. 1 comma 5 legge 2 Agosto 1990, n. 233 ).
In tal caso nei quadri RG (Imprese in regime di contabilità semplificata) ed RF (Imprese in regime di contabilità ordinaria), diversamente da quanto succede nelle imprese familiari legalmente riconosciute, non viene disposta ripartizione del reddito d'impresa. Ne consegue che:

  • ai fini fiscali, non ha alcuna rilevanza l'eventuale ripartizione di reddito in quote fra titolare e collaboratore/i
  • ai fini previdenziali fa fede il quadro RR del modello UNICO, nell'eventualità in cui vi sia ripartizione  del reddito tra titolare e collaboratore/i.

IMPONIBILE PER I CONTRIBUENTI MINIMI


La base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali per i contribuenti minimi, che possono usufruire di un regime fiscale semplificato, fermo restando il minimale contributivo, è determinata dalla differenza tra il reddito del periodo di imposta considerato (indicato al rigo CM6 – Reddito lordo o perdita) e le perdite degli esercizi precedenti (indicate al rigo CM9 – Perdite pregresse).


IMPONIBILE PER SOCI DI S.R.L.


Per i soci lavoratori di S.r.l., iscritti alle Gestioni Previdenziali degli Artigiani e dei Commercianti, la base imponibile, fermo restando il minimale contributivo, è costituita dalla parte del reddito d’impresa dichiarato dalla S.r.l. ai fini fiscali ed attribuita al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili, prescindendo dalla destinazione che l’assemblea ha riservato a detti utili e, quindi, anche se non distribuiti ai soci (importo del rigo RN1 meno l’ importo del rigo RN5 del modello Unico società di capitali, rapportato alla quota di partecipazione del socio indicata nel quadro RO). Questa base imponibile rileva, comunque, non oltre il limite del massimale contributivo.


Se il periodo di imposta della società non coincide con l’anno solare, per l’individuazione del reddito d’impresa si fa riferimento all’ultima dichiarazione della società relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre; i versamenti a titolo di acconto devono essere determinati in base al reddito dichiarato nel periodo d’imposta precedente.


N.B.:La quota di partecipazione agli utili del socio di S.r.l costituisce base imponibile per il calcolo dell'imponibile contributivo sia allorché il socio sia tenuto all’iscrizione alle Gestioni degli artigiani e dei commercianti per l’attività svolta nella società a responsabilità limitata, sia allorché il titolo all’iscrizione derivi dall’attività esercitata in qualità di imprenditore individuale o di socio di una società di persone.


BASE IMPONIBILE IN ADESIONE AL CONCORDATO PREVENTIVO


Fermo restando l'obbligo di versamento del minimale contributivo, chi ha aderito al concordato preventivo biennale (2003/2004) ex art. 33 L . n. 326/2003 ha la facoltà di pagare o meno la contribuzione previdenziale sulla quota di reddito eccedente il minimale, nel caso in cui opti per il versamento della contribuzione eccedente il minimale il calcolo viene effettuato, per l'anno 2003, sul cosiddetto "reddito minimo di riferimento" costituito dal  reddito d'impresa del 2001 aumentato del 7%; per l'anno 2004, sulla quota di reddito eccedente quello "minimo di riferimento", costituita dal reddito minimo concordato per il 2003 maggiorato del 3,5%.





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