Contratto di lavoro intermittente

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IL JOB ON CALL O CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE


(D.Lgs n. 276/2003 da artt.  33 - 40  )


Si tratta di un contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale, ovvero per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno.
Con questo tipo di contratto si regolamenta quindi, in modo definitivo, il lavoro svolto saltuariamente e rispetto al quale vengono emesse fatture a fronte del compenso.


Più in particolare sono previste due forme:

  • Lavoro a chiamata (o intermittente o job on call) con obbligo di corrispondere una indennità di disponibilità se il lavoratore ha scelto di essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro.
  • Lavoro a chiamata (o intermittente o job on call) senza obbligo di corrispondere una indennità di disponibilità se il lavoratore ha scelto di non essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro.

SOGGETTI INTERESSATI

  • Può essere stipulato da qualunque lavoratore
  • Può essere stipulato da qualunque impresa ad eccezione di quelle che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi prevista dalla legge sulla sicurezza nei posti di lavoro (Dlgs 626/1994).
  • Non può essere stipulato dalla Pubblica Amministrazione

CARATTERISTICHE


Può essere utilizzato:


  1. per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze
    individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale (ATTUAZIONE);
  2. per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno (week-end, ferie estive, vacanze pasquali o natalizie);
  3. in via sperimentale con soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni di età ovvero con
    lavoratori con più di 45 anni di età, anche pensionati (non è necessario uno stato di disoccupazione o
    inoccupazione di lunga durata).

Forme e contenuti:

  • deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova;
  • deve indicare i seguenti elementi:
    1. la durata della prestazione lavorativa
    2. le ipotesi che consentono la stipulazione del contratto
    3. il luogo della prestazione
    4. le modalità della disponibilità, se garantita dal lavoratore ed il relativo preavviso di chiamata spettante
    al lavoratore (mai inferiore ad 1 giorno)
    5. il trattamento economico e normativo riconosciuto al lavoratore per le prestazioni eseguite e la relativa
    indennità di disponibilità
    6. forme e modalità con le quali il datore di lavoro è autorizzato a richiedere l'esecuzione della prestazione
    lavorativa
    7. la rilevazione delle presenze
    8. le modalità e i tempi di pagamento dello stipendio e della eventuale indennità di disponibilità
    9. le misure di sicurezza adottate nel campo lavorativo
  • é di tipo subordinato;
  • può essere certificato.

Divieti:

  • Non è consentito l'uso del job on call per sostituire lavoratori in sciopero.
  • Non è consentito l'uso del job on call presso le aziende che nei sei mesi precedenti hanno operato licenziamenti collettivi, ovvero è in corso una sospensione o riduzione di orario di lavoro per cassa integrazione (questo divieto è derogabile da un accordo sindacale) di lavoratori adibiti a mansioni per le quali si effettua la chiamata.
  • Non è consentito l'uso del job on call a quelle imprese che non hanno messo "in sicurezza" l'ambiente di lavoro ai sensi del Dlgs 626/1994.

LE REGOLE


Regole ( circolare  n. 17 dell' 8.02.2006 )

  • Il rapporto di lavoro può essere sia a tempo indeterminato che a tempo determinato.
  • Il lavoratore è conteggiato nella forza lavoro aziendale in proporzione all'orario effettivamente svolto nel
    semestre (le modalità di compilazione della denuncia DM10 sono riportate nella circolare n.17/08.02.2006).
  • Al lavoratore spetta, pro quota oraria, lo stesso trattamento retributivo e previdenziale ed assistenziale di
    un pari livello occupato con normale contratto di lavoro subordinato.
  • Il rapporto di lavoro subordinato non può essere a tempo parziale.
  • Possono essere conclusi dallo stesso lavoratore più contratti di lavoro intermittente con diversi datori
    di lavoro.
  • Il contratto di lavoro intermittente può coesistere con altre tipologie contrattuali, a patto che tra le varie tipologie di rapporti non sussistano incompatibilità.
  • Il lavoratore che presta il proprio lavoro in casi particolari (ad es. fine settimana, ferie stive, vacanze
    natalizie e pasquali), che si sia obbligato a rispondere alla chiamata, ha diritto alla indennità disponibilità
    pattuito solo in caso di effettiva chiamata.
  • L'accettazione della "disponibilità" è facoltativa, se il lavoratore rifiuta la richiesta del datore di lavoro non
    ha diritto all'indennità.
  • Al lavoratore spetta una indennità mensile di disponibilità pari al 20% della retribuzione prevista dal CCNL, per i periodi durante i quali garantisce la propria presenza su chiamata in essa rientrano: il minimo
    tabellare, indennità di contingenza, EDR, ratei di mensilità aggiuntive.
  • L'indennità, divisibile in quote orarie, è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o contratto collettivo
    per es. nel T.F.R. e nelle mensilità aggiuntive.
  • L'indennità di disponibilità rappresenta un reddito imponibile, sia fini contributivi sia ai fini fiscali. Per quanto riguarda l'aspetto contributivo, l'indennità è soggetta alla contribuzione obbligatoria sia ai fini IVS che ai fini delle prestazioni di malattia e maternità, senza l'obbligo di osservare i minimi contributi previsti dalle disposizioni vigenti.
  • Il lavoratore che sceglie di essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro, in caso  di malattia o altri 
    eventi simili, deve informare tempestivamente il datore di lavoro e non ha diritto all'indennità di disponibilità in tale periodo.
    Se invece non  ottempera al predetto obbligo di comunicazione, perde il diritto all'indennità stessa per un periodo pari a 15 giorni.
  • Il rifiuto senza giustificazione di rispondere alla chiamata, da parte del lavoratore che ha scelto di essere
    vincolato alla chiamata del datore di lavoro, può comportare la risoluzione del contratto, la restituzione
    della quota di indennità riferita al periodo successivo all'ingiustificato rifiuto, un congruo risarcimento del
    danno nella misura fissata dai C.C.N.L. o in mancanza dal contratto di lavoro.
  • Durante il periodo di disponibilità al lavoratore spetta esclusivamente l'indennità di disponibilità. Ogni altro
    istituto contrattuale, di natura retributiva, previdenziale ed assistenziale, non compete.
  • Il lavoratore ha facoltà di coprire o colmare con contribuzione volontaria i periodi di disponibilità o quelli
    durante i quali ha percepito retribuzioni inferiori a quella convenzionale (che è stata stabilita con D.M.
    del 30.12.2004 – G.U.S.G. n.40 del 18.02.2005).
  • Per il lavoro intermittente non è prevista l'applicazione delle agevolazioni contributive (es. legge
    n.407/1990 - legge n.223/1991)
  • Annualmente il d.d.l. informa le OO.SS. sull'andamento del ricorso al Job on call.

RILEVANZA SULLE PENSIONI


(circolare n.18/2005)


Nel sistema retributivo o misto


La predetta indennità di disponibilità, in quanto assoggettata a contribuzione, concorre alla formazione dell'anzianità contributiva utile ai fini del diritto e della misura della pensione, nonché della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per il calcolo della prestazione pensionistica.


Nel sistema contributivo l'indennità in argomento concorre alla formazione dell'anzianità contributiva utile ai fini del diritto alla pensione, nonché all'individuazione del montante contributivo individuale da utilizzare per la determinazione del relativo importo.


WEEK-END, FERIE ESTIVE, VACANZE PASQUALI O NATALIZIE


Il lavoro intermittente è utilizzabile anche per il lavoro nel week-end o in periodi predeterminati (ferie estive, vacanze pasquali o natalizie), come chiarito dalla nota ministeriale del 12 luglio 2004:

  • week-end: il periodo che va dal venerdì pomeriggio, dopo le ore 13.00, fino alle ore 6.00 del lunedì mattina
  • vacanze natalizie: il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio
  • vacanze pasquali: il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il Lunedì dell'Angelo
  • ferie estive: il periodo che va dal 1° giugno al 30 settembre

ATTUAZIONE


L'applicazione del contratto di lavoro intermittente è rimandata alla Contrattazione Collettiva Nazionale.
In attesa della regolamentazione delle parti sociali un D.M. del Min.Lav. e Politiche Sociali  pubblicato con Gazzetta Ufficiale n. 259 del 4 novembre 2004 ha previsto, in via provvisoria, che i contratti di lavoro intermittente si possono applicare nei casi previsti nel  R.D. del 6 dicembre n. 2657/1923, e di seguito indicati:

  1. Custodi.
  2. Guardiani diurni e notturni, guardie daziarie.
  3. Portinai.
  4. Fattorini (esclusi quelli che svolgono mansioni che richiedono un'applicazione assidua e continuativa) uscieri e inservienti (a).
    L'accertamento che le mansioni disimpegnate dai fattorini costituiscono un'occupazione a carattere continuativo è fatta dall'Ispettorato del lavoro.
  5. Camerieri, personale di servizio e di cucina negli alberghi, trattorie, esercizi pubblici in genere, carrozze letto, carrozze ristoranti e piroscafi, a meno che nelle particolarità del caso, a giudizio dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro, manchino gli estremi di cui all'art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955(b).
  6. Pesatori, magazzinieri, dispensieri ed aiuti.
  7. Personale addetto all'estinzione degli incendi.
  8. Personale addetto ai trasporti di persone e di merci. Personale addetto ai lavori di carico e scarico, esclusi quelli che a giudizio dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro non abbiano carattere di discontinuità (c).
  9. Cavallanti, stallieri e addetti al governo dei cavalli e del bestiame da trasporto, nelle aziende commerciali e industriali.
  10. Personale di treno e di manovra, macchinisti, fuochisti, manovali, scambisti, guardabarriere delle ferrovie interne degli stabilimenti.
  11. Sorveglianti che non partecipano materialmente al lavoro.
  12. Addetti ai centralini telefonici privati.
  13. Personale degli ospedali, dei manicomi, delle case di salute e delle cliniche, fatta eccezione per il personale addetto ai servizi di assistenza nelle sale degli ammalati, dei reparti per agitati o sudici nei manicomi, dei reparti di isolamento per deliranti o ammalati gravi negli ospedali, delle sezioni specializzate per ammalati di forme infettive o diffusive, e, in genere, per tutti quei casi in cui la limitazione di orario, in relazione alle particolari condizioni dell'assistenza ospedaliera, sia riconosciuta necessaria dall'Ispettorato dell'industria e del lavoro, previo parere del medico provinciale (b).
  14. Commessi di negozio nelle città con meno di cinquantamila abitanti a meno che, anche in queste città, il lavoro dei commessi di negozio sia dichiarato effettivo e non discontinuo con ordinanza del prefetto, su conforme parere delle organizzazioni padronali ed operaie interessate, e del capo circolo dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro competente per territorio (d).
  15. Personale addetto alla sorveglianza degli essiccatoi.
  16. Personale addetto alla sorveglianza degli impianti frigoriferi.
  17. Personale addetto alla sorveglianza degli apparecchi di sollevamento e di distribuzione di acqua potabile.
  18. Personale addetto agli impianti di riscaldamento, ventilazione e inumidimento di edifici pubblici e privati.
  19. Personale addetto agli stabilimenti di bagni e acque minerali, escluso il personale addetto all'imbottigliamento, imballaggio e spedizione.
  20. Personale addetto ai servizi di alimentazione e d'igiene negli stabilimenti industriali.
  21. Personale addetto servizi igienici o sanitari, dispensari ambulatori, guardie mediche e posti di pubblica assistenza, a meno che, a giudizio dell'Ispettorato corporativo, manchino nella particolarità del caso, gli estremi di cui all'art. 6 del Regolamento 10 settembre 1923, n. 1955 (prestazioni discontinue o di semplice attesa o custodia) (d), (e).
  22. Barbieri, parrucchieri da uomo e da donna nelle città con meno di centomila abitanti, a meno che, anche in queste città, il lavoro dei barbieri e parrucchieri da uomo e da donna sia dichiarato effettivo e non discontinuo con ordinanza del prefetto su conforme parere delle organizzazioni padronali ed operaie interessate e del capo circolo dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro competente per territorio (b).
  23. Personale addetto alla toeletta (manicure, pettinatrici).
  24. Personale addetto ai gazometri per uso privato.
  25. Personale addetto alla guardia dei fiumi, dei canali e delle opere idrauliche.
  26. Personale addetto alle pompe di eduzione delle acque se azionate da motori elettrici.
  27. Personale addetto all'esercizio ed alla sorveglianza dei forni a fuoco continuo nell'industria della calce e cemento, a meno che, a giudizio dell'Ispettorato del lavoro, nella particolarità del caso, concorrano speciali circostanze a rendere gravoso il lavoro. Fuochisti adibiti esclusivamente alla condotta del fuoco nelle fornaci di laterizi, di materiali refrattari, ceramiche e vetrerie.
  28. Personale addetto nelle officine elettriche alla sorveglianza delle macchine, ai quadri di trasformazione e di distribuzione, e alla guardia e manutenzione delle linee e degli impianti idraulici, a meno che, a giudizio dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro, la sorveglianza, nella particolarità del caso, non assuma i caratteri di cui all'art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955 (b).
  29. Personale addetto alla sorveglianza ed all'esercizio:
    • a) degli apparecchi di concentrazione a vuoto;
    • b) degli apparecchi di filtrazione;
    • c) degli apparecchi di distillazione;
    • d) dei forni di ossidazione, riduzione e calcinazione nelle industrie chimiche,a meno che si tratti di lavori che, a giudizio dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro, non rivestano i caratteri di cui all'art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955 (b);
    • e) degli impianti di acido solforico e acido nitrico;
    • f) degli apparecchi per l'elettrolisi dell'acqua;
    • g) degli apparecchi per la compressione e liquefazione dei gas.
  30. Personale addetto alle gru.
  31. Capistazione di fabbrica e personale dell'ufficio ricevimento bietole nella industria degli zuccheri.
  32. Personale addetto alla manutenzione stradale.
  33. Personale addetto esclusivamente nell'industria del candeggio e della tintoria, alla vigilanza degli autoclavi ed apparecchi per la bollitura e la lisciviatura ed alla produzione con apparecchi automatici del cloro elettrolitico.
  34. Personale addetto all'industria della pesca (f).
  35. Impiegati di albergo le cui mansioni implichino rapporti con la clientela e purché abbiano carattere discontinuo (così detti impiegati di bureau come i capi e sottocapi addetti al ricevimento, cassieri, segretari con esclusione di quelli che non abbiano rapporti con i passeggeri), a meno che nella particolarità del caso, a giudizio dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro, manchino gli estremi di cui all'art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955 (prestazioni discontinue o di semplice attesa o custodia) (b), (g).
  36. Operai addetti alle pompe stradali per la distribuzione della benzina, comunemente detti pompisti. a meno che nella particolarità del caso, a giudizio dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro manchino gli estremi di cui all'art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955 (prestazioni discontinue o di semplice attesa o custodia) (b), (h).
  37. Operai addetti al funzionamento e alla sorveglianza dei telai per la segatura del marmo, a meno che nella particolarità del caso a giudizio dell'Ispettorato corporativo manchino gli estremi di cui all'art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955 (d), (i).
  38. Interpreti alle dipendenze di alberghi o di agenzie di viaggio e turismo, esclusi coloro che hanno anche incarichi od occupazioni di altra natura e coloro le cui prestazioni, a giudizio dell'Ispettorato corporativo, non presentano nella particolarità del caso i caratteri di lavoro discontinuo o di semplice attesa (b), (j).
  39. Operai addetti alle presse per il rapido raffreddamento del sapone, ove dall'Ispettorato corporativo sia nei singoli casi, riconosciuto il carattere discontinuo del lavoro (b), (k).
  40. Personale addetto al governo, alla cura ed all'addestramento dei cavalli nelle aziende di allevamento e di allenamento dei cavalli da corsa (l).
  41. Personale addetto esclusivamente al governo e alla custodia degli animali utilizzati per prodotti medicinali o per esperienze scientifiche nelle aziende o istituti che fabbricano sieri (m).
  42. Personale addetto ai carriponte, a meno che nella particolarità del caso, a giudizio dell'Ispettorato del lavoro, manchino gli estremi di cui all'art. 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955 (prestazioni discontinue o di semplice attesa o custodia). (n)
  43. Artisti dipendenti da imprese teatrali, cinematografiche e televisive; operai addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi; cineoperatori, cameramen recording o teleoperatori da ripresa, fotografi e intervistatori occupati in imprese dello spettacolo in genere ed in campo documentario, anche per fini didattici. (o)
  44. Operai addetti esclusivamente alla sorveglianza dei generatori di vapore con superficie non superiore a 50 mq. quando, nella particolarità del caso, detto lavoro abbia carattere di discontinuità, accertato dall'Ispettorato del lavoro. (p)
  45. Operai addetti presso gli aeroporti alle pompe per il riempimento delle autocisterne e al rifornimento di carburanti e lubrificanti agli aerei da trasporto, eccettuati i singoli casi nei quali l'Ispettorato del lavoro accerti l'inesistenza del carattere della discontinuità. (q)
  46. Operai addobbatori o apparatori per cerimonie civili o religiose ove dall'Ispettorato del lavoro sia, nei singoli casi, riconosciuto il carattere discontinuo del lavoro. (r)

-----

  1. Voce N. 4 - così modificata dal D.P.R. 30.07.51, n. 760 (G.U. n. 208 del 1951).
  2. L'Ispettorato corporativo, citato nel presente comma, è, attualmente, l'Ispettorato
    provinciale del lavoro.
  3. Voce n. 8 - così modificata dal R.D. 17.06.29, n. 1133 (G.U. n. 162 del 1929).
  4. L'Ispettorato corporativo, citato nel presente comma, è, attualmente, sostituito dal capo
    dell'Ispettorato provinciale del lavoro.
  5. Voce n. 21 - così modificata dal R.D. 11.07.41, n. 933 (G.U. n. 216 del 1941).
  6. Voce n. 34 - aggiunta dal R.D. 05.02.28, n. 288 (G.U. n. 57 del 1928).
  7. Voce n. 35 - aggiunta dal R.D. 14.02.29, n. 221 (G.U. n. 59 del 1929).
  8. Voce n. 36 - aggiunta dal R.D. 25.04.29, n. 883 (G.U. n. 135 del 1929).
  9. Voce n. 37 - aggiunta dal R.D. 31.03.30, n. 357 (G.U. n. 93 del 1930).
  10. Voce n. 38 - aggiunta dal R.D. 15.10.31, n. 1469 (G.U. n. 283 del 1931).
  11. Voce n. 39 - aggiunta dal R.D. 31.12.31, n. 1833 (G.U. n. 56 del 1932).
  12. Voce n. 40 - aggiunta dal R.D. 24.03.32, n. 441 (G.U. n. 108 del 1932).
  13. Voce n. 41 - aggiunta dal R.D. 22.06.33, n. 1408 (G.U. n. 260 del 1933).
  14. Voce n. 42 - aggiunta dal R.D. 31.08.33, n. 1311 (G.U. n. 244 del 1933).
  15. La presente voce n. 43, prima aggiunta dall'articolo unico, R.D. 28.04.1938, n. 784 (G.U.
    22.06.1938 n.140) è stata poi così modificata dal D.P.R. 30.04.76, n. 517.
  16. Voce n. 44 - aggiunta dal D.P.R. 02.12.51, n. 1556 (G.U. n. 11 del 1952).
  17. Voce n. 45 - aggiunta dal D.P.R. 16.08.52, n. 1238 (G.U. n. 229 del 1952).
  18. Voce n. 46 - aggiunta da D.P.R. 07.01.56, n. 86 (G.U. n. 59 del 1956).

Si evidenzia che a decorrere dal 1° gennaio 2008 il contratto intermittente è stato abrogato con la pubblicazione della legge n. 247 del 24 dicembre 2007 (art. 1 comma 45)
La situazione è stata superata a decorrere dal 25 giugno 2008 data di entrata in vigore del D.L. 112/2008 poi convertito con modificazioni nella Legge 133/2008 che con l'art. 39, comma 11, reintroduce la figura del contratto intermittente.


NORME


IL LAVORO INTERMITTENTE     (JOB ON CALL)
R.D. del 6 dicembre n. 2657/1923

Regio decreto 06.12.1923, n. 2657


(Gazzetta Ufficiale 21 dicembre 1923, n. 299)


Approvazione della tabella indicante le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia alle quali non è applicabile la limitazione dell'orario sancita dall'art. 1 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692.

Decreto legislativo 276/2003,  artt. 33 - 40

DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 2003, n. 276


Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro,


di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30.


(GU n. 235 del 9-10-2003- Suppl. Ordinario n.159)

Decreto legislativo n. 626/1994

Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626


(in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 12 novembre, n. 265). -


Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42, 98/24 e 99/38 riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.

Decreto Ministero del lavoro e delle politiche sociali 10 Marzo 2004

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI


DECRETO 10 marzo 2004


Indennità mensile di disponibilità da corrispondere al lavoratore nell'ambito del contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, ai sensi dell'art. 22 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

Decreto legislativo n. 251/2004 - art.10

Decreto legislativo 6 ottobre 2004, n. 251


recante disposizioni modificative e correttive del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276

Nota ministeriale del 12 luglio 2004

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali


Direzione Generale Tutela delle Condizioni di Lavoro


Divisione V

Decreto Ministeriale 23
ottobre 2004
Individuazione in via provvisoriamente sostitutiva, della contrattazione collettiva dei casi di ricorso al lavoro intermittente, ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
Circolare Ministeriale del 3 febbraio 2005 n. 4 Oggetto: lavoro intermittente, artt. 33 e segg. D.Lgs. n. 276/2003. Chiarimenti e indicazioni operative.




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