Il lavoro a progetto

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 (D.Lgs 276/03, art. da 61 a 69 - circ. 9/04 – circ. 1 M.L.P.S. del 08/01/04)


Il D.Lgs 276/03, anche noto come riforma Biagi, ha dettato una nuova disciplina civilistica delle collaborazioni coordinate e continuative, individuando, ai fini della qualificazione giuridica del rapporto di lavoro, un nuovo elemento caratterizzante: dispone infatti (art. 61, c. 1)che dal 24 ottobre 2003 (data di entrata in vigore del decreto) i rapporti di co-co-co non possono più essere instaurati liberamente e senza alcun vincolo, bensì devono essere riconducibili ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di essi,determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore:

  • in funzione del risultato;
  • nel rispetto del coordinamento con l'organizzazione del committente;
  • indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa.

COSA CAMBIA


La novità della riforma sta quindi nell'aver dettato, in aggiunta alla previgente disciplina, una mera ma fondamentale modalità organizzativa (il progetto, programma o fase di esso), senza la qualeil rapporto di co-co-co non è più giuridicamente configurabile, con i conseguenti risvolti anche sul piano fiscale e previdenziale.


COSA NON CAMBIA


È importante però precisare che la riforma Biagi non ha sostituito, né modificato la previgente disciplina delle co-co-co in nessuno dei suoi aspetti fondamentali; infatti:

  • non ha sostituito, né modificato l'art. 409 c.p.c. (v. Fonti normative);
  • non ha innovato la previgente disciplina nella definizione dei requisiti qualificanti delle co-co-co  (autonomia del collaboratore, potere di coordinamento del committente, irrilevanza del tempo impiegato per l'esecuzione della prestazione, ecc. – v. Co-co-co/Requisiti);
  • non ha apportato alcuna modifica alle norme di definizione della base imponibile, alle modalità ed ai termini di versamento dei contributi, alle modalità di accredito della contribuzione versata, ecc.;
  • non ha apportato modifiche al diritto e alle modalità di erogazione delle prestazioni previdenziali pensionistiche (v. circ. 18/05) e non pensionistiche (v. circ. 41/06).

COSA RIBADISCE


Sotto questo aspetto la riforma ha anzi ribadito con maggior vigore concetti già noti, enfatizzando ad es. la rilevanza giuridica del risultato (e non del tempo), che è un elemento fondamentale di distinzione tra il contratto di lavoro autonomo e quello di lavoro dipendente. Ragion per cui il contratto di co-co-co deve necessariamente risolversi con la realizzazione del progetto, programma o fase di esso (art. 67), anche se questo dovesse avvenire prima dell'eventuale termine di scadenza apposto nel contratto; in tal caso peraltro il corrispettivo, proprio perché legato al risultato e non alla prestazione oraria, va comunque pagato per intero.





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