Indennità di malattia

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E' una prestazione che viene pagata, in sostituzione della retribuzione, ai lavoratori che si ammalano.


L'extracomunitario assicurato con l'INPS ha diritto alle stesse prestazioni previste per i lavoratori italiani.


A chi spetta


L'indennità di malattia spetta:

  • alla quasi totalità degli operai del settore privato;
  • agli impiegati del settore Terziario e Servizi (ex commercio);
  • ai disoccupati e sospesi dal lavoro (appartenenti alle categorie sopra indicate) purché il lavoro sia cessato o sospeso da non più di 60 giorni prima dell'inizio della malattia.

Casi particolari

  • Ai lavoratori con contratto a tempo determinato il diritto all'indennità di malattia spetta per periodi non superiori all'attività svolta nell'ultimo anno, con un massimo di 180 giorni annui, e cessa in concomitanza con la cessazione del rapporto di lavoro; è garantita comunque fino a 30 giorni di malattia anche se nell'ultimo anno il lavoro è stato svolto per meno di 30 giorni;
  • ai lavoratori agricoli a tempo determinato l'indennità spetta a condizione che risultino iscritti per almeno 51 giornate negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dell'anno precedente o, in caso di primo anno di iscrizione, previo rilascio del certificato d'iscrizione d'urgenza;
  • ai lavoratori in part-time verticale l'indennità spetta solo per le giornate in cui è previsto lo svolgimento dell'attività lavorativa. Non vengono, quindi, indennizzate le giornate di 'pausa contrattuale';
  • ai lavoratori parasubordinati spetta, per un massimo di 180 giorni nell'anno solare,  l'indennità in caso di ricovero ospedaliero e, dal 1° gennaio 2007, spetta anche l'indennità giornaliera di malattia, interamente a carico dell'Inps.
    L'indennità di malattia, il cui importo è pari al 50% di quello corrisposto in caso di ricovero ospedaliero, spetta per un numero massimo di giorni pari a 1/6 delle giornate lavorate nei 12 mesi precedenti l’inizio della malattia, e comunque per almeno 20 giorni.
    N.B. Non sono indennizzabili le malattie di durata inferiore a 4 giorni, anche se devono comunque essere certificate sia all’Inps che al committente.
    Per avere diritto ad entrambe queste prestazioni, il lavoratore, nei 12 mesi precedenti l'inizio dell'evento, deve avere:
    • almeno 3 mesi, anche non continuativi, di contribuzione alla Gestione Separata
    • un reddito individuale non superiore al 70% del massimale contributivo valido per l'anno solare in cui è iniziato l'evento.
      Attenzione: l’indennità di malattia è aggiuntiva rispetto a quella prevista per i casi di degenza ospedaliera, ma non dà diritto all’accredito dei contributi figurativi.
      Ai lavoratori parasubordinati si applicano le stesse modalità di invio del certificato medico e le stesse fasce orarie di reperibilità previste per i lavoratori dipendenti.
      Nessuna indennità di malattia è prevista per il lavoratori autonomi e per i collaboratori familiari (colf e badanti).

Quanto spetta


Pe i lavoratori dipendenti in generale, l'importo dell'indennità è pari al 50% della retribuzione media giornaliera per i primi 20 giorni di malattia; al 66,6% per i giorni successivi della malattia o nei casi di ricaduta.
L'indennità è ridotta durante i periodi di ricovero se il lavoratore non ha familiari a carico e nei casi di disoccupazione o sospensione dal rapporto di lavoro.


Per quanto tempo


Per i lavoratori a tempo indeterminato dell’industria, dell’agricoltura, per gli apprendisti e per i lavoratori sospesi, spetta per un periodo massimo di 180 giorni per ciascun anno solare: i primi tre giorni sono a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto giorno di assenza l'Inps provvede al pagamento.


Come si ottiene


Il lavoratore deve:

  • farsi rilasciare dal medico curante il certificato di malattia redatto su apposito modello OPM in due copie;
  • entro 2 giorni dal rilascio del certificato, la copia nella quale sono indicate la diagnosi e la prognosi deve essere presentata, o inviata con raccomandata A.R., alla Sede INPS del luogo di residenza, mentre la copia con la sola prognosi deve essere consegnata al datore di lavoro.

Se ci si ammala in un paese extracomunitario:


Se il lavoratore, assicurato in Italia, si ammala mentre si trova in un Paese extracomunitario o in un Paese che non ha stipulato con l’Italia Convenzioni e Accordi specifici, deve inviare al datore di lavoro e all’Inps, entro 2 giorni dal rilascio, una copia del certificato medico.
La corresponsione dell’indennità di malattia, però, avrà luogo solo dopo la presentazione all’Inps del certificato originale, tradotto e legalizzato a cura della rappresentanza diplomatica o consolare italiana  operante nel territorio estero.


N.B. Per legalizzazione si intende l’attestazione, a mezzo timbro, che il documento è valido ai fini certificativi secondo le disposizioni locali.

L'indennità non spetta per ogni giorno di ritardo nell'invio del certificato, salvo che il lavoratore comprovi un serio motivo a giustificazione del ritardo.
Il lavoratore deve indicare sul certificato l'esatto e completo indirizzo di reperibilità durante la malattia, per consentire l'effettuazione dei controlli disposti dall'INPS d'ufficio o su richiesta del datore di lavoro.
Se il lavoratore, durante il periodo in cui percepisce l'indennità di malattia, si deve trasferire ad un indirizzo diverso da quello indicato nel certificato di malattia, deve dare comunicazione preventiva all'INPS e al proprio datore di lavoro.


La mancata, inesatta o incompleta indicazione dell'indirizzo comporta, in caso di impossibilità ad effettuare i controlli, la perdita dell'intera indennità fino alla comunicazione dell'esatto recapito.


I controlli


Il lavoratore ammalato deve rimanere a casa per eventuali controlli effettuati dai medici dell'INPS o dell'ASL nelle seguenti fasce orarie:

dalle 10,00 alle 12,00
dalle 17,00 alle 19,00
comprese le domeniche e i giorni festivi


La prima assenza ingiustificata alla visita di controllo determina la perdita totale dell'indennità fino ad un massimo di 10 giorni.
In caso di seconda assenza ingiustificata si applica la riduzione del 50% dell'indennità per il restante periodo di malattia.


Motivi che giustificano l'assenza dal controllo


I motivi che possono giustificare l'assenza del lavoratore alla visita di controllo da parte dei medici dell'INPS o dell'ASL sono:

  • necessità di eseguire visite generiche e urgenti o accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli previsti per le fasce orarie;
  • assenza per evitare gravi conseguenze personali e per la famiglia.

Per ulteriori informazioni si veda:
Malattia





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