Assegno emergenziale/integrativo dei fondi di solidarietà

Home > Informazioni > Prestazioni a sostegno reddito > Assegno emergenziale/integrativo dei fondi di solidarietà

Salta il menu di navigazione del canale
Data: 24/10/2016

I Fondi di solidarietà, disciplinati dagli articoli 26 e seguenti del d.lgs 148 del 14 settembre 2015, forniscono strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa dei lavoratori dipendenti di aziende appartenenti a settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale.

 

Alcuni fondi, però, erogano, oltre alla prestazione principale di assegno ordinario a favore dei lavoratori interessati da riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, anche una prestazione integrativa a favore dei lavoratori che sono rimasti disoccupati.

 

COS’E’

L’assegno emergenziale/integrativo è una prestazione di sostegno al reddito erogata dai fondi del credito, del credito cooperativo e del trasporto pubblico, integrativa rispetto all’indennità di disoccupazione in termini d’importo o di durata, a favore dei lavoratori dipendenti licenziati e che, limitatamente ai fondi credito e credito cooperativo, non possiedono i requisiti previsti per l’accesso all’assegno straordinario; la prestazione è erogata in permanenza della condizione di disoccupazione involontaria.

 

La presente scheda riguarda in particolare l’assegno emergenziale, in quanto l’assegno integrativo del Fondo trasporto pubblico è attualmente sottoposto a revisione ministeriale. Una volta emanato il nuovo decreto, di recepimento delle modifiche, la scheda sarà prontamente aggiornata.

 

QUANDO SPETTA

L’accesso all’assegno emergenziale è subordinato all’espletamento delle vigenti procedure contrattuali di prevenzione dei conflitti collettivi e di legge previste per i processi che determinano la riduzione dei livelli occupazionali, nonché all’ulteriore condizione che queste ultime si concludano con un accordo aziendale. Qualora non si raggiunga l’accordo aziendale, l’azienda non potrà accedere all’intervento richiesto.

 

COSA SPETTA

L’erogazione dell’assegno emergenziale/integrativo avviene ad integrazione, sia nell’importo che nella durata, dell’indennità di disoccupazione ed è, quindi, subordinata al riconoscimento di quest’ultima.

 

 L’assegno emergenziale per i settori del credito ordinario e del credito cooperativo è calcolato in percentuale sull’ultima retribuzione tabellare lorda mensile spettante al lavoratore, nella misura dell’80% o 70% o 60% a seconda dell’importo della retribuzione tabellare annua, nei limiti dei massimali mensili che per il 2016 sono pari per il Fondo credito ad € 2.378,58, € 2.679,45 ed € 3.750,21 e per il Fondo cooperativo ad € 2.281,32, € 3.068,44 ed € 3.568,87 lordi mensili. L’importo calcolato sull’80% della retribuzione lorda mensile è indicato al lordo della riduzione prevista dall’art. 26 della legge n. 41/1986. Gli importi sopra riportati sono rivalutati annualmente secondo i criteri e le modalità in atto per la cassa integrazione guadagni.

 

Durante il periodo di percezione dell’indennità di disoccupazione, al lavoratore viene erogato un assegno emergenziale il cui importo lordo è ridotto in misura corrispondente al valore lordo della prestazione di disoccupazione. Viceversa, durante il periodo successivo alla fine dell’indennità NASpI, viene erogato l’intero importo a titolo di assegno emergenziale.

 

Durante il periodo di percezione del solo assegno emergenziale, non è dovuto l’assegno al nucleo familiare.

 

DURATA

La durata massima dell’assegno emergenziale è di 24 mesi, compresi i periodi di percezione dell’indennità di disoccupazione, fermo restando il permanere della condizione di disoccupazione involontaria.

 

All’assegno emergenziale si applicano le stesse regole vigenti in materia di sospensione, decadenza e decorrenza del trattamento NASpI, sia in caso di coesistenza con l’indennità di disoccupazione sia in caso di percezione del solo assegno emergenziale.

 

FINANZIAMENTO

In caso di fruizione dell’assegno emergenziale è previsto l’obbligo, in capo al datore di lavoro, del versamento di un contributo emergenziale la cui misura è pari alla metà del finanziamento deliberato dal Fondo. Una volta deliberato il finanziamento da parte del Comitato amministratore del Fondo per l’intero importo della prestazione e della relativa contribuzione correlata, la delibera è comunicata all’azienda ai fini del pagamento della contribuzione emergenziale.

 

Per il versamento del contributo emergenziale l’azienda è tenuta ad effettuare un bonifico sulla contabilità speciale, relativa alla tesoreria provinciale dello Stato, della Sede presso cui è stata presentata la domanda di assegno emergenziale.

 

PAGAMENTO

La gestione del flusso amministrativo sotteso all’erogazione sia dell’assegno emergenziale che dell’assegno integrativo si compone di due fasi, una istruttoria, svolta dalla Direzione Generale, finalizzata all’emissione della deliberazione di autorizzazione da parte Comitato Amministratore del Fondo, e l’altra di pagamento diretto della prestazione ai lavoratori beneficiari, a cura delle sedi competenti che per lo stesso lavoratore hanno in carico la domanda di NASpI. La procedura effettuerà automaticamente il pagamento mensile soltanto dopo che si è proceduto, per lo stesso lavoratore, alla liquidazione della NASpI, il cui importo è necessario per il calcolo di quanto spettante per differenza come assegno emergenziale/integrativo.

 

LA DOMANDA

La domanda d’accesso all’assegno emergenziale deve essere presentata telematicamente dall’azienda alla competente sede INPS (vedi circ. n. 203/2015 e msg n. 3183/2016) ed è presa in esame dal Comitato Amministratore, che delibera sulla concessione dei trattamenti, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e le disponibilità del Fondo, tenuto conto dei finanziamenti complessivamente già autorizzati e degli oneri di gestione.

 

Alla domanda devono essere allegati l’accordo sindacale e la lista dei lavoratori coinvolti.

 

Il finanziamento richiesto, comprensivo sia dell’importo dell’assegno sia della relativa contribuzione correlata, viene stimato dall’Istituto. Nella stima dell’importo da finanziare si dovrà tenere conto anche delle somme da liquidare ai lavoratori interessati a titolo d’indennità di disoccupazione.

 

CONTRIBUZIONE CORRELATA

La contribuzione correlata è calcolata sulla base dell’ultima retribuzione tabellare lorda mensile spettante al lavoratore in costanza di rapporto di lavoro. Tale contribuzione è utile per il conseguimento del diritto a pensione, ivi compresa quella anticipata, e per la determinazione della sua misura.

 

Per il periodo di percezione del solo assegno emergenziale, il Fondo provvede al versamento alla gestione d’iscrizione del lavoratore interessato della contribuzione correlata, calcolata applicando l’aliquota di finanziamento, tempo per tempo vigente nella gestione d’iscrizione del lavoratore, all’ultima retribuzione tabellare lorda mensile spettante al lavoratore in costanza di rapporto di lavoro.

 

Durante il periodo di percezione dell’indennità NASpI e dell’assegno emergenziale è, invece, escluso il versamento della contribuzione correlata. Per tale periodo verrà operato l’accredito della contribuzione figurativa, secondo le regole generali.

 

CUMULABILITÀ DELLA PRESTAZIONE

L’assegno emergenziale/integrativo, pur se regolato dalle disposizioni sull’indennità NASpI per decorrenza, sospensione e decadenza, rappresenta tuttavia una prestazione integrativa disciplinata da disposizioni speciali. Pertanto, qualora la lavoratrice che sta percependo l’indennità di disoccupazione e, ad integrazione, l’assegno emergenziale/integrativo entri in maternità, il diritto all’indennità di maternità sarà pienamente riconosciuto, secondo le regole dell’indennità NASpI. Al termine del periodo di sospensione per maternità obbligatoria, sia l’indennità di disoccupazione che l’assegno in argomento riprendono ad essere corrisposti per il periodo residuo spettante al momento in cui in cui l’indennità e l’assegno stesso erano stati sospesi. Viceversa, alla lavoratrice che abbia terminato il periodo ordinario d’indennità di disoccupazione e stia percependo, fermo restando lo stato di disoccupazione, il solo assegno emergenziale/integrativo, non potrà riconoscersi il trattamento di maternità.

 

RICORSI

La concessione dell’intervento è disposta dai rispettivi Comitati amministratori dei Fondi con conforme deliberazione, assunta a maggioranza dei presenti.

 

I ricorsi avverso le deliberazioni adottate sono decisi, in unica istanza, dai predetti Comitati.

 

Qualora l’esecuzione delle decisioni adottate dal Comitato evidenzi profili d’illegittimità, la determinazione può essere sospesa da parte del Direttore generale dell’INPS. Il provvedimento di sospensione, con l’indicazione della norma che si ritiene violata, deve essere adottato nel termine di cinque giorni e sottoposto al Presidente dell’INPS che, entro i tre mesi successivi, stabilisce se dare ulteriore corso alla decisione ovvero annullarla. Trascorso tale termine la decisione diviene esecutiva.

 

 


Leggi questo articolo in formato PDFTorna su all'inizio del contenuto.

Contenuti correlati

Ultime circolari

N° 64 del 21-03-2017
Convenzione per adesione tra l’Istituto Nazionale della Previdenza Soc..
N° 63 del 21-03-2017
Convenzione per adesione tra l’Istituto Nazionale della Previdenza Soc..

Ultimi messaggi

Messaggio numero 1330 del 24-03-2017
avvio attività termale 2017. Trasmissione elenchi strutture conve..
Messaggio numero 1324 del 24-03-2017
Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento...