950805
Direzione Centrale
Prestazioni
Temporanee
Circolare n.213
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Coordinatori generali, centrali e
   periferici dei Rami professionali
Ai Primari Coordinatori generali e
   Primari medico legali
   e, per conoscenza,
Al Presidente
Ai Consiglieri di Amministrazione
Al Presidente e ai Membri del Consiglio di
   indirizzo e vigilanza
Ai Presidenti dei Comitati Regionali
Ai Presidenti dei Comitati Provinciali
Prestazioni economiche di malattia e di maternita'.
Retribuzione media giornaliera.
Computo dei ratei delle mensilita' aggiuntive.
Direzione Centrale
Prestazioni
Temporanee
Roma, 31 luglio 1995   Ai Dirigenti centrali e periferici
Circolare n.213        Ai Coordinatori generali, centrali e
                          periferici dei Rami professionali
                       Ai Primari Coordinatori generali e
                          Primari medico legali
                          e, per conoscenza,
                       Al Presidente
                       Ai Consiglieri di Amministrazione
                       Al Presidente e ai Membri del Consiglio di
                          indirizzo e vigilanza
                       Ai Presidenti dei Comitati Regionali
                       Ai Presidenti dei Comitati Provinciali
  OGGETTO:Prestazioni economiche di malattia e di maternita'.
          Retribuzione media giornaliera.
          Computo dei ratei delle mensilita' aggiuntive.
Sommario: la corresponsione da parte del datore di lavoro
          delle mensilita' aggiuntive in misura intera non
          esclude che i relativi ratei, corrispondenti ai
          periodi di assenza per malattia e maternita'
          indennizzati, siano a carico dell'Istituto.
               Con circolare n. 93 del 9.5.1988 e' stato, tra
l'altro, precisato che l'inclusione dei ratei delle mensilita'
aggiuntive tra le voci retributive che concorrono alla
determinazione della indennita' di malattia e di maternita'
erogata a carico dell'INPS al momento dell'evento puo' essere
riconosciuta come correttamente operata quando, ancorche' i
suddetti emolumenti risultino corrisposti dal datore di lavoro
alla scadenza ordinaria in misura intera, non decurtata, cioe', in
relazione alle assenze per malattia o maternita' indennizzate
intervenute nell'anno, la contrattazione collettiva (o la legge)
non pone a carico del datore di lavoro stesso l'intero ammontare
dell'emolumento stesso.
          Sullo specifico argomento si forniscono le seguenti
ulteriori indicazioni.
          Per quanto si riferisce alle indennita' di malattia,
l'insussistenza, per il datore di lavoro, di un tale obbligo (e,
parallelamente, la ammissibilita' dell'inclusione dei ratei in
questione nella retribuzione valida per il calcolo della
prestazione previdenziale) puo' essere identificata nelle
situazioni di seguito indicate.
1)   Quando la contrattazione collettiva prevede
esplicitamente che i ratei in questione, nella quota
corrispondente al periodo di assenza dal lavoro per
malattia, non siano a carico del datore di lavoro (1).
2)   Quando, pur in mancanza della esplicita previsione
contrattuale di cui al punto 1), la contrattazione stessa
prevede un sistema di integrazione dell'indennita' di
malattia.
     I relativi effetti, se non diversamente indicato, sono
infatti da ritenere riferiti anche alle mensilita'
aggiuntive; il meccanismo utilizzato allo scopo e', in
genere, quello dell'"accantonamento" descritto nella
citata circolare n.93/88.
     E' da chiarire che la previsione contrattuale di
corrispondere per intero la tredicesima (o altra
mensilita' aggiuntiva) anche in presenza nell'anno di
periodi di assenza per malattia, maternita', ecc., porta
a far ritenere che l'integrazione a carico dell'azienda
per la mensilita' aggiuntiva sia contrattualmente
prevista sempre al 100 per cento (2), anche se quella
(integrazione) sulla normale indennita' di malattia sia
stabilita in misura inferiore al 100 per cento del
salario di fatto percepito.
3)   Quando il contratto prevede che i ratei di cui trattasi
non vengano detratti dalle mensilita' aggiuntive in
quanto costituiscono l'unica integrazione dell'indennita'
di malattia (3), integrazione che viene operata
dall'azienda non al momento del pagamento della
indennita', ma all'atto della corresponsione della
mensilita' aggiuntiva.
          Si precisa che i ratei delle mensilita' aggiuntive
non sono riconoscibili a carico dell'Istituto quando
l'"integrazione"  e' riferita a periodi non effettivamente
indennizzati dall'Istituto stesso per motivi vari (ad es., per
ritardato invio della certificazione, per assenza a visita di
controllo ecc.).
          E' ovvio anche che, in ogni caso, con l'operazione
di integrazione delle indennita' attraverso la corresponsione in
misura intera della mensilita' aggiuntiva, l'indennita' di
malattia (nonche' di maternita' - vds. in appresso -) non potra'
superare il 100 per cento della retribuzione normale lorda; in
caso contrario ci si troverebbe al di fuori delle previsioni di
cui alla presente circolare.
          Per quanto concerne le indennita' per astensione
obbligatoria per maternita', l'obbligo, da parte del datore di
lavoro, di computare i relativi periodi di assenza agli effetti
della tredicesima mensilita' o della gratifica natalizia discende
dall'art. 6 della legge n. 1204/71, da coordinare con la norma
dell'art.16 della stessa legge (che prevede che la retribuzione su
cui calcolare l'indennita' deve comprendere il rateo delle
mensilita' aggiuntive). In considerazione di quanto precede, la
corresponsione della mensilita' aggiuntiva intera, non decurtata
cioe' della parte riferita a detti periodi, piu' che una
erogazione di vere e proprie quote di mensilita' aggiuntive,
costituisce una integrazione di legge della indennita' a carico
dell'INPS.
          Per tali assenze (indennita' per astensione
obbligatoria), pertanto, l'inclusione dei relativi ratei tra gli
elementi retributivi che concorrono alla determinazione della
corrispondente indennita' giornaliera a carico dell'INPS non puo'
formare oggetto di rilievi nei confronti delle aziende.
          Sempre in tema di maternita' si ricorda che, invece,
ai sensi dell'art.7 della citata legge n.1204, i periodi di
assenza per astensione facoltativa non sono computabili ai fini
della gratifica natalizia o tredicesima mensilita' a carico
dell'azienda; inoltre, per i medesimi periodi di astensione
facoltativa (art. 16, c.2, della stessa legge), l'indennita'(a
carico dell'INPS) e' calcolata solo sulla quota di retribuzione
del mese considerato, senza il rateo di mensilita' aggiuntiva.
          La predetta esclusione, per legge, dei ratei in
questione ai fini del calcolo dell'indennita' per astensione
facoltativa, determinera' quindi  necessariamente, nell'ipotesi in
cui nel corso del medesimo anno intervengano anche periodi di
malattia o di astensione obbligatoria per maternita',
l'utilizzazione ai fini del calcolo delle indennita' connesse a
tali ultimi eventi, di un rateo non intero, ma ridotto in
proporzione ai periodi di fruizione dell'astensione facoltativa.
                                  IL DIRETTORE  GENERALE
                                        TRIZZINO
NOTE
(1)  Nei recenti contratti dei settori industriali edilizia,
tessile, calzaturiero e ceramica, ad esempio, sono state
inserite clausole in tal senso.
(2)  Ovviamente con l'integrazione non si deve superare il 100
per cento - vds.in appresso.
(3)  V. ad esempio il contratto per i dipendenti del turismo -
settore pubblici esercizi.