960730
DIREZIONE CENTRALE
PENSIONI
Circolare n. 158
Ai DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
Ai COORDINATORI GENERALI, CENTRALI E
   PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI
Ai PRIMARI COORDINATORI GENERALI E
   PRIMARI MEDICO LEGALI
    e, per conoscenza,
Al PRESIDENTE
Ai CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
Al PRESIDENTE E AI MEMBRI DEL CONSIGLIO
   DI INDIRIZZO E VIGILANZA
Ai PRESIDENTI DEI COMITATI AMMINISTRATORI
   DI FONDI, GESTIONI E CASSE
Ai PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
Ai PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI
Sentenza della Corte Costituzionale n.388 del 20-26
luglio 1995.
DIREZIONE CENTRALE
PENSIONI
Roma, 30 luglio 1996   Ai DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
Circolare n. 158       Ai COORDINATORI GENERALI, CENTRALI E
                          PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI
                       Ai PRIMARI COORDINATORI GENERALI E
                          PRIMARI MEDICO LEGALI
                           e, per conoscenza,
                       Al PRESIDENTE
                       Ai CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
                       Al PRESIDENTE E AI MEMBRI DEL CONSIGLIO
                          DI INDIRIZZO E VIGILANZA
                       Ai PRESIDENTI DEI COMITATI AMMINISTRATORI
                          DI FONDI, GESTIONI E CASSE
                       Ai PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
                       Ai PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI
Allegati 1
OGGETTO:  Sentenza della Corte Costituzionale n.388 del 20-26
          luglio 1995.
1 - CONTENUTO DELLA SENTENZA N.388
Con  messaggio  n.34971 del 16 novembre 1995 (allegato 1) e'
stato reso noto il contenuto  della   sentenza  della  Corte
Costituzionale   n.388  del  20 - 26 luglio 1995, pubblicata
sulla  Gazzetta Ufficiale  n.  32,  1a serie speciale, del 2
agosto 1995, che  ha dichiarato l'illegittimita' costituzio-
nale dell'articolo  3,  ottavo  comma, della legge 29 maggio
1982,  n.297  "nella parte in cui non prevede che, nell'ipo-
tesi di  lavoratore  dipendente  sottoposto  ad integrazione
salariale, il  quale  abbia  gia'  conseguito in costanza di
rapporto di lavoro la  prescritta  anzianita' assicurativa e
contributiva obbligatoria e  per  il  quale  la pensione sia
liquidata   sulla  base  del  concorso  della  contribuzione
figurativa, non possa essere comunque liquidata una pensione
di importo  inferiore  a quella che sarebbe spettata tenendo
conto soltanto della contribuzione obbligatoria".
La  disposizione  di  cui  e'  stata  dichiarata la parziale
illegittimita' disciplina i criteri di determinazione  della
retribuzione  pensionabile  per  le  pensioni  liquidate con
decorrenza successiva al 30  giugno  1982, disponendo che la
retribuzione annua pensionabile  per  le pensioni dell'assi-
curazione generale obbligatoria  dei  lavoratori  dipendenti
e' costituita dalla quinta parte della somma  delle retribu-
zioni percepite in costanza di rapporto di lavoro,  o corri-
spondenti a periodi riconosciuti figurativamente,  ovvero ad
eventuale contribuzione volontaria, risultante  dalle ultime
260 settimane  di  contribuzione  antecedenti  la decorrenza
della pensione.
Sulla materia, come e' noto, la Corte Costituzionale e' gia'
intervenuta con le sentenze n.307 del 1989, n.428 del 1992 e
n.264 del 1994,  che  hanno  stabilito  l'esclusione   dalla
valutazione, ai fini del calcolo della pensione,  della con-
tribuzione volontaria e di quella obbligatoria,  nei casi in
cui, ove considerate,  comporterebbero  un  trattamento pen-
sionistico meno favorevole.
La questione  di  legittimita'  costituzionale  che  ha dato
luogo alla sentenza n.388 e' stata  sollevata  dal Tribunale
di Rieti con riferimento alla situazione  di  un  lavoratore
prepensionato   che  aveva   percepito  nell'ultimo  periodo
antecedente la  decorrenza  della pensione il trattamento di
integrazione salariale.
Nel caso oggetto del giudizio, la retribuzione pensionabile,
determinata  a  norma  della  legge  n.297  sulla base delle
ultime  260  settimane  di  contribuzione,  durante le quali
erano stati accreditati esclusivamente  contributi figurati-
vi, e' risultata notevolmente  inferiore  a quella calcolata
senza tener conto del periodo di integrazione salariale.
Conseguentemente, come rilevato dal  Tribunale, "la liquida-
zione  dell'assegno  pensionistico  risulta  determinata  in
misura sensibilmente  piu'  ridotta  rispetto  a  quella che
sarebbe derivata tenendo conto dei soli  contributi obbliga-
tori gia' versati e  sufficienti,  all'atto  dell'ammissione
all'integrazione salariale, a far  conseguire il trattamento
pensionistico  di  anzianita'  al  raggiungimento  dell'eta'
pensionabile."
La Corte Costituzionale,  dopo  aver  osservato di aver gia'
esaminato con le sentenze  n.307  del 1989, n.428 del 1992 e
n.264 del 1994 gli effetti che  il meccanismo previsto dalla
norma impugnata  produce  in  talune  particolari ipotesi di
prosecuzione  della contribuzione  di  importo  inferiore  a
quello  della  contribuzione  obbligatoria   precedentemente
versata, di  per  se'  sufficiente  al  perfezionamento  del
diritto  alla  pensione,   ha  rilevato  che "la diversita',
rispetto ai precedenti, del caso  che  ha  dato  origine  al
presente incidente di costituzionalita', in cui  il depaupe-
ramento dell'ammontare  della  pensione  e'  conseguenza del
concorso  della  contribuzione  figurativa  del   lavoratore
collocato in regime di integrazione salariale, non influisce
sulla ratio decidendi della questione.  Ratio  che rimane la
medesima delle citate decisioni".
Conseguentemente, la Corte  ha  adottato  la sentenza n.388.
2 - CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA SENTENZA N.388
La sentenza n.388, come  le  precedenti pronunce emanate  in
materia, trova applicazione  solo  per  le pensioni a carico
dell'assicurazione  generale  obbligatoria  dei   lavoratori
dipendenti  aventi  decorrenza  dal   1  luglio 1982 in poi,
considerato  che  la  norma  di  cui  e' stata dichiarata la
parziale illegittimita' disciplina  il sistema di calcolo di
tali pensioni.
2.1 - Pensioni di vecchiaia, di  anzianita'  e  prepensiona-
menti.
2.1.1 - Condizioni  per  l'applicazione della sentenza n.388
Il diritto alla determinazione  della  prestazione in attua-
zione dei  principi  affermati  dalla  sentenza  n.388  deve
essere  riconosciuto  alle   pensioni  di   vecchiaia aventi
decorrenza  dal  mese  successivo  a  quello  di  compimento
dell'eta' pensionabile, nonche' alle pensioni  di anzianita'
ed ai prepensionamenti, al compimento dell'eta' pensionabile
da parte degli interessati.
Per l'individuazione dell'eta' pensionabile  successivamente
al 31 dicembre 1993 deve farsi riferimento  all'eta' richie-
sta, in relazione  alla  data  di  nascita  dei  pensionati,
dall'articolo 1 del  decreto  legislativo  30 dicembre 1992,
n.503,  come  modificato  dall'articolo  11  della  legge 23
dicembre 1994, n.724.
La sentenza n.388 trova applicazione  nei  casi  in  cui nel
periodo utile per il calcolo della retribuzione pensionabile
a norma dell'articolo 3, ottavo comma, della legge n.297,  e
cioe' nelle ultime 260 settimane  di  contribuzione  antece-
denti la decorrenza della pensione, siano compresi   periodi
di contribuzione per integrazione  salariale  e l'anzianita'
assicurativa e contributiva richieste per il  diritto   alla
pensione di vecchiaia alla  data  di  compimento   dell'eta'
stabilita per tale pensione siano  state  perfezionate senza
il computo  della  contribuzione  relativa  ai  periodi   di
integrazione salariale ovunque essi si collochino.
Nei  casi  di  prepensionamenti,  al  fine  di  accertare se
l'interessato abbia perfezionato l'anzianita' assicurativa e
contributiva  richieste  per  il  diritto  alla  pensione di
vecchiaia, deve essere esclusa dal computo anche  la maggio-
razione convenzionale  dell'anzianita' contributiva  ricono-
sciuta in sede di prepensionamento.
Ferme restando  le  anzidette  condizioni, la sentenza n.388
trova  applicazione  anche  nei  casi  in  cui  l'inizio del
periodo di integrazione salariale si  collochi anteriormente
all'ultimo quinquennio di contribuzione.
Cio', diversamente da quanto previsto per la sentenza n.264,
per la cui applicazione  e'  necessario,  come precisato con
circolare n.52  del  20  febbraio  1995,  che la diminuzione
della retribuzione si sia verificata nell'ultimo quinquennio
di contribuzione, e cioe', come nelle situazioni oggetto del
giudizio, "in coincidenza con il periodo di  riferimento (le
ultime 260 settimane di contribuzione) o nel corso di esso".
2.1.2 - Modalita' di ricalcolo delle pensioni
Le pensioni  per  le  quali  trova  applicazione la sentenza
n.388 devono essere ricalcolate in applicazione dei principi
enunciati nella stessa  sentenza  "tenendo  conto   soltanto
della contribuzione obbligatoria".
L'espressione   adottata   dalla   Corte Costituzionale deve
essere intesa nel senso che per il calcolo di dette pensioni
si deve prendere in considerazione,  ai fini dell'anzianita'
contributiva e della retribuzione  pensionabile, soltanto la
contribuzione  (obbligatoria,   figurativa  e    volontaria)
diversa da quella figurativa per integrazione salariale.
La contribuzione   per   integrazione  salariale, ovunque si
collochi,   non  deve  pertanto  essere considerata a nessun
effetto.
Ne consegue che per le pensioni con decorrenza successiva al
31 dicembre 1992, che a  norma  dell'articolo 13 del decreto
legislativo 30 dicembre  1992,  n.503, debbono essere calco-
late in due quote,  sia  la  quota  relativa alle anzianita'
maturate fino al 1992,  sia  quella relativa alle anzianita'
maturate  successivamente,  devono  essere determinate senza
tener conto della contribuzione  per  integrazione salariale
ne' ai fini  del  calcolo  della  retribuzione  pensionabile
della prima quota, ne' ai fini della  retribuzione pensiona-
bile della seconda quota.
Quanto  all'anzianita'  contributiva,   quella  utile per il
calcolo   della  quota di  pensione relativa alle anzianita'
maturate fino al 1992  deve  essere  ridotta di un numero di
settimane pari  a  quello  delle  settimane  di integrazione
salariale che si collocano anteriormente al 1  gennaio 1993,
e quella  utile  per  il  calcolo  della  quota  di pensione
relativa  alle  anzianita'  maturate  dal  1993  in poi deve
essere ridotta di un numero di settimane pari a quello delle
settimane di integrazione  salariale  che  si collocano suc-
cessivamente al 31 dicembre 1992.
Nei casi di prepensionamento, qualora  l'anzianita' contri-
butiva maturata con  il  computo  della  sola contribuzione
obbligatoria,  volontaria  e   figurativa diversa da quella
relativa a periodi di  integrazione  salariale, pur essendo
sufficiente  per  il  diritto  alla  pensione di vecchiaia,
dovesse risultare insufficiente  per  il diritto al prepen-
sionamento, l'importo di pensione  da determinare in appli-
cazione della sentenza  n.388 e da  porre  a confronto  con
quello in  pagamento  deve  essere calcolato escludendo dal
computo anche la maggiorazione dell'anzianita' contributiva
spettante per effetto del prepensionamento.
2.2 - Pensioni di reversibilita'
Rientrano nell'ambito di applicazione della sentenza  n.388
anche le pensioni di reversibilita' provenienti da pensione
di vecchiaia con decorrenza dal mese successivo a quello di
compimento dell'eta' pensionabile,  ovvero  da  pensione di
anzianita' o da  trattamento  di  prepensionamento   il cui
titolare  sia  deceduto  dopo  aver  compiuto l'eta' per il
pensionamento  di  vecchiaia,  sempreche'  per  la pensione
diretta ricorressero le condizioni per l'applicazione della
sentenza stessa.
3 - EFFETTI TEMPORALI DELLA SENTENZA N.388
La  sentenza  n.  388 ha effetto dal 3 agosto 1995,  giorno
successivo a quello  di  pubblicazione sulla Gazzetta Uffi-
ciale.
In particolare,  le  pensioni  di vecchiaia liquidate dal 3
agosto 1995 in poi che si trovano nelle condizioni indicate
dalla Corte devono  essere  determinate,  con effetto dalla
decorrenza originaria, senza tener conto della contribuzione
relativa ai periodi  di  integrazione  salariale, qualora il
trattamento cosi' determinato risulti  piu'  favorevole   di
quello    calcolato   sulla   base   dell'intera   posizione
assicurativa.
Per le pensioni  di  vecchiaia  gia' in essere alla predetta
data del 3 agosto 1995  la  riliquidazione ha effetto dal 1
settembre 1995.  Per  tali  pensioni si potra' procedere, su
domanda degli interessati, all'attribuzione degli arretrati,
nei limiti  della  prescrizione  decennale,  sempreche' alla
data della  domanda  non sia decorso il termine di decadenza
per la proposizione dell'azione giudiziaria.
Per le pensioni   di  anzianita' e per i prepensionamenti il
cui titolare abbia compiuto o compia l'eta' pensionabile dal
3 agosto 1995  in  poi,  il  ricalcolo della pensione dovra'
essere effettuato dalla  decorrenza  originaria  secondo   i
criteri stabiliti nella sentenza.  L'importo della  pensione
rideterminato con gli  anzidetti  criteri,   assoggettato  a
tutti gli  aumenti  di  legge  intervenuti   tra  la data di
decorrenza originaria della pensione  e  il primo giorno del
mese successivo a quello  di  compimento dell'eta' pensiona-
bile, sara' posto a  confronto  con  quello  in  pagamento a
quest'ultima   data.   Qualora  l'importo   della   pensione
rideterminato   in applicazione della sentenza n.388 risulti
piu' favorevole,  si  dovra'  procedere  alla ricostituzione
della pensione con effetto dal mese  successivo  a quello di
compimento dell'eta' pensionabile.
Per le pensioni  di  anzianita'  i cui titolari abbiano com-
piuto l'eta' pensionabile anteriormente al 3 agosto 1995, la
riliquidazione ha effetto  dall'1  settembre 1995. La corre-
sponsione degli eventuali arretrati  maturati  tra  il primo
giorno del mese successivo a quello  di compimento dell'eta'
pensionabile e il 31 agosto  1995  potra'  avere  luogo,  su
domanda   degli  interessati,  nei  limiti   prescrizionali,
sempreche'   alla  data   della  domanda  non sia decorso il
termine di decadenza per l'azione giudiziaria.
                           IL DIRETTORE GENERALE
                                  TRIZZINO
                                          Allegato 1
   I.N.P.S.                MESSAGGIO N. 34971 DEL 16.11.1995
D.C. PENSIONI
MITTENTE: UFFICIO NORMATIVA
                           Ai Direttori delle Sedi
                           Ai Direttori dei Centri Operativi
                           Ai Direttori delle Sedi Regionali
Oggetto: Applicazione della sentenza della Corte Costituzio-
         nale n. 264 del 1994 nei casi di  prepensionamento.
1 - Con  circolare  n. 52 del   20  febbraio 1995 sono state
impartite le  disposizioni  applicative della sentenza della
Corte Costituzionale n. 264 del 22 - 30   giugno 1994, rela-
tiva all'esclusione, ai fini del calcolo delle pensioni, dei
periodi di retribuzione ridotta compresi  nell'ultimo  quin-
qennio di contribuzione,  non  determinanti  per  il diritto
alla pensione.
A seguito di quesiti formulati da alcune Sedi in merito alla
possibilita'  di  applicare  la  sentenza  n.  264  anche ai
trattamenti di prepensionamento, con messaggio  n. 34305 del
3 aprile 1995, nel confermare che l'ambito di   applicazione
della sentenza  in  argomento  e'   limitato  ad  ipotesi di
contribuzione obbligatoria derivante da attivita' lavorativa
meno retribuita, e' stato comunicato che nel  frattempo  era
stato  promosso  giudizio  di  legittimita'   costituzionale
dell'articolo 3, ottavo comma,  della  legge 29 maggio 1982,
n. 297, con riferimento all'ipotesi  di  un  lavoratore pre-
pensionato  percettore  nell'ultimo  periodo  antecedente la
decorrenza  della  pensione  di  trattamento di integrazione
salariale.
Al riguardo si fa presente che  la Corte Costituzionale, con
sentenza n. 388 del 20 -  26  luglio  1995, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 32, 1a  serie  speciale,  del 2 agosto
1995, ha  dichiarato  l'illegittimita'  costituzionale   del
citato articolo  3   "nella  parte  in  cui non prevede che,
nell'ipotesi  di lavoratore  dipendente  sottoposto ad inte-
grazione  salariale,  il  quale  abbia  gia'  conseguito  in
costanza  di  rapporto  di  lavoro  la prescritta anzianita'
assicurativa e contributiva obbligatoria  e  per il quale la
pensione sia liquidata sulla  base  del  concorso della con-
tribuzione figurativa, non possa  essere  comunque liquidata
una pensione di  importo  inferiore  a  quella  che  sarebbe
spettata tenendo conto  soltanto  della contribuzione obbli-
gatoria".
Nel fare riserva  di  istruzioni  ai  fini dell'applicazione
della sentenza n. 388,  si  fa presente che la stessa assume
rilevanza anche in  sede  di   applicazione  della  sentenza
n.264. Cio', in quanto nella sentenza n. 388 e' affermato il
principio che  anche  i trattamenti di pensionamento antici-
pato hanno titolo alla  salvaguardia  della posizione acqui-
sita attraverso il raggiungimento della  soglia  minima   di
pensionabilita'.
2 - Cio' premesso,  la  sentenza n. 264 dovra' essere appli-
cata, al compimento  dell'eta'  pensionabile,  anche   nelle
ipotesi  di  prepensionamento  sulla   base delle istruzioni
impartite  in  via  generale  con la citata circolare n. 52,
tenendo conto delle seguenti ulteriori precisazioni.
I trattamenti di  pensionamento anticipato, sia di vecchiaia
che  di anzianita', possono essere rideterminati in applica-
zione  della  sentenza  n.  264  al compimento, da parte del
titolare, dell'eta' di pensionamento per vecchiaia richiesta
in relazione  alla  data  di  nascita  dell'interessato. Per
l'individuazione dell'eta'  pensionabile  successivamente al
31 dicembre 1993  deve  farsi  riferimento alle disposizioni
dell'articolo 1  del  decreto  legislativo 30 dicembre 1992,
n.503,  come  modificato  dall'articolo  11  della  legge 23
dicembre 1994, n. 724.
Come  previsto  dalla  sentenza  n.  264,  l'esclusione  dal
calcolo della  pensione  dei  periodi di minore retribuzione
puo' essere operata a condizione  che  si  tratti di periodi
non necessari  per  il  perfezionamento  dei  requisiti   di
assicurazione  e  di  contribuzione richiesti per il diritto
alla  pensione  di  vecchiaia.  In  particolare, occorre che
l'anzianita'  assicurativa  e contributiva maturata senza il
computo  dei  periodi  di  contribuzione ridotta, e senza la
maggiorazione  convenzionale  dell'anzianita'   contributiva
riconosciuta in sede di prepensionamento, sia sufficiente ai
fini del conseguimento dei requisiti di  assicurazione  e di
contribuzione  richiesti  per  il   diritto alla pensione di
vecchiaia  in   relazione  alla data di compimento, da parte
degli interessati, dell'eta'  stabilita per il pensionamento
di vecchiaia.
Qualora  l'anzianita'  contributiva determinata con l'esclu-
sione dei predetti  periodi  sia  sufficiente per il diritto
alla pensione di vecchiaia,  si  dovra' provvedere al rical-
colo della pensione dalla  decorrenza  originaria sulla base
dei seguenti criteri.
2.1 - Nel caso in cui, a seguito dell'esclusione dei periodi
di contribuzione ridotta,  permangano i requisiti di assicu-
razione e di contribuzione richiesti  ai fini del diritto al
prepensionamento, il ricalcolo deve  essere operato senza il
computo della contribuzione  ridotta,  ne'  ai  fini   della
retribuzione  pensionabile,   ne'  ai  fini  dell'anzianita'
contributiva, e con il computo della  maggiorazione dell'an-
zianita' contributiva spettante  per  effetto del prepensio-
namento.
L'importo della pensione  cosi' determinato, assoggettato  a
tutti gli   aumenti   di   legge  intervenuti tra la data di
decorrenza originaria della  pensione  e il primo giorno del
mese successivo a quello di  compimento  dell'eta' pensiona-
bile, sara' posto a confronto  con  quello  in   pagamento a
quest'ultima data, ai fini dell'attribuzione del trattamento
piu' favorevole.
2.2 - Nel caso in  cui l'anzianita' contributiva determinata
con l'esclusione dei  periodi  di contribuzione ridotta, pur
essendo sufficiente  per  il  diritto  alla pensione di vec-
chiaia,  dovesse  invece  risultare  insufficiente   per  il
diritto  al  prepensionamento,   l'importo   di  pensione da
determinare in applicazione della sentenza n. 264 e da porre
a confronto con quello  in  pagamento  deve essere calcolato
escludendo dal computo,  oltre  ai  periodi di contribuzione
ridotta, anche la maggiorazione dell'anzianita' contributiva
spettante per effetto del prepensionamento.
3 - Per quanto riguarda gli effetti temporali della sentenza
n. 264 si  richiamano  le   istruzioni  impartite al punto 3
della citata circolare n. 52.
4 - Si ricorda,  per completezza, che la sentenza n. 264 puo'
essere applicata,   su esplicita richiesta degli interessati,
esclusivamente per i   trattamenti  con decorrenza successiva
al 30 giugno 1982 e,  per  le pensioni con decorrenza succes-
siva al 1992,  ai  fini  del  calcolo della quota di pensione
relativa alle anzianita'  maturate entro il 31 dicembre 1992.
                        IL DIRETTORE GENERALE
                               TRIZZINO