920810
DIREZIONE  CENTRALE
PRESTAZIONI TEMPORANEE
   Ufficio VIII
Circolare n. 206
AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
AI COORDINATORI GENERALI, CENTRALI E
   PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI
AI PRIMARI COORDINATORI GENERALI E
   PRIMARI MEDICO LEGALI
AI DIRETTORI DEI CENTRI OPERATIVI
       e, per conoscenza,
AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
AI PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
AI PRESIDENTI DEI  COMITATI  PROVINCIALI
Decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80.
Liquidazione di crediti di lavoro, diversi dal
trattamento di fine rapporto, a carico della Gestione
prestazioni  temporanee ai lavoratori dipendenti.
DIREZIONE  CENTRALE
PRESTAZIONI TEMPORANEE
   Ufficio VIII
Roma, 10 agosto 1992      AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
Circolare n. 206          AI COORDINATORI GENERALI, CENTRALI E
                             PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI
                          AI PRIMARI COORDINATORI GENERALI E
                             PRIMARI MEDICO LEGALI
                          AI DIRETTORI DEI CENTRI OPERATIVI
                                 e, per conoscenza,
                          AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
                          AI PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
                          AI PRESIDENTI DEI  COMITATI  PROVINCIALI
All.2
 OGGETTO:  Decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80.
           Liquidazione di crediti di lavoro, diversi dal
           trattamento di fine rapporto, a carico della Gestione
           prestazioni  temporanee ai lavoratori dipendenti.
      Il Decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80, pubblicato
 sulla G.U. n. 36 del 13.02.1992 ed entrato in vigore il 28
 febbraio 1992, agli articoli 1 e 2, di cui si allega il testo, ha
 disposto che il Fondo di garanzia - istituito dalla legge n. 297
 del 29 maggio 1982 con lo scopo di sostituirsi, in caso di
 insolvenza, al datore di lavoro per il pagamento del trattamento
 di fine rapporto - intervenga anche per la liquidazione di
 crediti di lavoro, diversi da tale trattamento, dovuti e non
 corrisposti al lavoratore dipendente, dando cosi' attuazione alla
 direttiva CEE n.80/1987, che prevede una tutela dei diritti del
 lavoratore subordinato, in caso di insolvenza del datore di
 lavoro, piu' ampia di quella istituita dalla citata legge n. 297.
      Premesso che, ai sensi dell'art. 24, comma 1, della legge 9
 marzo 1989, n. 88, il suddetto Fondo di Garanzia gestito
 dall'INPS e' confluito nella Gestione prestazioni temporanee ai
 lavoratori dipendenti, si forniscono le disposizioni necessarie
 per dare attuazione al succitato  decreto.
 1.- CAMPO DI APPLICAZIONE.
      Rientrano nel campo di applicazione degli artt. 1 e 2 del
 decreto in oggetto i lavoratori, o i loro aventi diritto,
 dipendenti da datori di lavoro assoggettati alle procedure
 concorsuali di fallimento, concordato preventivo, liquidazione
 coatta amministrativa e amministrazione straordinaria, di cui al
 decreto legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito, con
 modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n. 95, che vantino
 crediti di lavoro diversi dal T.F.R. maturati alle dipendenze dei
 propri datori di lavoro ma non riscossi.
      Possono inoltre chiedere l'intervento della Gestione
 Prestazioni Temporanee ai fini in parola anche i lavoratori, o i
 loro aventi diritto, dipendenti da datori di lavoro non
 assoggettabili ad una delle predette procedure, che  abbiano
 preventivamente esperito l'esecuzione forzata per la
 realizzazione dei crediti di lavoro maturati e non corrisposti e
 le garanzie patrimoniali siano risultate in tutto o in parte
 insufficienti.
      Il decreto in esame  prevede, per il pagamento dei suddetti
 crediti di lavoro, requisiti e presupposti sostanzialmente
 identici a quelli richiesti dalla legge n.297/1982 per ottenere
 la liquidazione del trattamento di fine rapporto.
      Di conseguenza si rinvia, per le necessarie precisazioni,
 alle disposizioni contenute nella circolare n. 470/AGO - n. 709
 RG/44 del 7 marzo 1983, par. 1, (punti 1.1 e 1.3), disposizioni
 che devono intendersi applicabili anche per la liquidazione dei
 crediti in parola, con le integrazioni di seguito riportate.
      Si sottolinea, in particolare, che l'intervento della
 Gestione e' limitato ai casi in cui le procedure sopra indicate
 "siano intervenute" dopo l'entrata in vigore del decreto
 n.80/1992 e cioe' a partire dal 29 febbraio 1992.
       Va peraltro tenuto presente che e' possibile chiedere il
 pagamento dei crediti di lavoro maturati in relazione a rapporti
 risoltisi anteriormente al 29 febbraio 1992, purche' i crediti
 stessi risultino compresi in una procedura concorsuale od
 esecutiva formalizzatasi successivamente al 28 febbraio 1992;
 risultino cioe' rispettivamente ammessi nello stato passivo
 definitivo in caso di fallimento, liquidazione coatta
 amministrativa e amministrazione straordinaria; nel decreto di
 cui all'art. 101 L.F. per le insinuazioni tardive; siano
 ricompresi tra i crediti per i quali e' intervenuta sentenza di
 omologazione del concordato preventivo; siano ricompresi
 nell'apposito titolo esecutivo nei casi di esecuzione
 individuale.
      Ai sensi di quanto disposto dal comma settimo, secondo
 periodo, dell'art. 2, della legge 297/1982, la Gestione,
 effettuato il pagamento, e' surrogata di diritto al lavoratore, o
 ai suoi aventi causa, nel privilegio spettante sul patrimonio del
 datore di lavoro per le somme pagate ai sensi del decreto
 legislativo in esame.
 2 - DOMANDA. TERMINI PER LA PRESENTAZIONE.
      La possibilita' di intervento della Gestione, secondo quanto
 espressamente stabilito dalla legge, e' subordinata alla
 presentazione di una specifica domanda che dovra' essere
 avanzata, dal lavoratore interessato o dai suoi aventi causa,
 alla Sede territorialmente competente in relazione alla residenza
 del richiedente, utilizzando l'apposito modulo che si allega in
 fac-simile.
      Il 5  comma dell'art. 2 del decreto legislativo n. 80/1992
 stabilisce che il diritto ad ottenere la prestazione si prescrive
 in un anno. Tale prescrizione inizia a decorrere dal primo giorno
 utile per la presentazione della domanda.
      Il termine iniziale decorre:
 a)  nei casi di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e
 amministrazione straordinaria, dopo che siano trascorsi quindici
 giorni dal deposito dello stato passivo, reso esecutivo ai sensi
 degli articoli 97 o 209 della Legge Fallimentare, ovvero, in caso
 di opposizioni e impugnazioni, dalla data di emanazione della
 specifica sentenza che decide su tali opposizioni o impugnazioni
 ovvero, in caso di insinuazioni tardive, dalla data del decreto
 di ammissione allo stato passivo;
 b)  in caso di concordato preventivo, dalla data di pubblicazione
 della relativa sentenza di omologazione;
 c)  in caso di esecuzione individuale, dalla data in cui si e'
 conclusa, infruttuosamente, in tutto o in parte, l'esecuzione
 forzata.
      Come piu' volte precisato per il trattamento di fine
 rapporto, le Sedi possono procedere alla definizione delle
 domande soltanto quando il credito di cui si chiede il pagamento
 risulti debitamente accertato e determinato in via definitiva,
 con le modalita' formali specificamente stabilite dalle anzidette
 procedure.
      Le relative domande, pertanto, dovranno essere corredate da
 ogni utile documentazione probatoria e, in ogni caso, da quella
 necessaria per la liquidazione del trattamento di fine rapporto.
      Gli interessi e la rivalutazione monetaria, secondo quanto
 espressamente stabilito dal citato 5  comma, decorrono dalla data
 di presentazione della domanda, sempre che la stessa sia
 corredata di tutta la documentazione necessaria per poter
 procedere alla relativa definizione.
      Per quanto concerne, inoltre, la procedura di
 amministrazione straordinaria si sottolinea che - analogamente a
 quanto stabilito per il pagamento del T.F.R.  - la domanda
 dell'interessato deve considerarsi utilmente presentata soltanto
 dopo la data di cessazione dell'autorizzazione alla continuazione
 dell'esercizio di impresa, data dalla quale, pertanto, inizia a
 decorrere il suddetto termine prescrizionale.
 3.- CONTENUTO E LIMITI DELLA PRESTAZIONE.
      Oggetto della prestazione, ai sensi delle disposizioni in
 esame, e' il pagamento dei crediti di lavoro, non corrisposti,
 diversi da quelli spettanti a titolo di trattamento di fine
 rapporto, relativi agli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro.
      Va peraltro tenuto presente che, di tali crediti, potranno
 essere liquidati dall'INPS soltanto quelli rientranti nell'arco
 temporale dei dodici mesi precedenti:
 a)   la data del provvedimento che determina l'apertura della
      procedura di fallimento, concordato preventivo, liquidazione
      coatta amministrativa, ovvero amministrazione straordinaria;
 b)   la data di inizio del procedimento di esecuzione forzata.
      Nei casi in cui, comunque, il lavoratore abbia continuato a
 prestare la propria attivita', l'arco temporale in questione
 dovra' essere calcolato dalla data del provvedimento di messa in
 liquidazione o di cessazione dell'esercizio provvisorio di
 impresa, ovvero di cessazione dell'autorizzazione alla
 continuazione dell'esercizio stesso.
      Qualora, peraltro, la risoluzione del rapporto di lavoro
 dell'interessato sia intervenuta nel corso della continuazione
 dell'attivita' da parte dell'impresa, la data da prendere in
 considerazione, per il calcolo dei dodici mesi in questione, e'
 quella della risoluzione di detto rapporto di lavoro.
      Per cio' che concerne le somme erogabili a carico
 dell'Istituto, si precisa che, avuto riguardo  all'ampia
 espressione usata dal legislatore, tra le stesse devono
 considerarsi compresi  tutti i crediti di lavoro , diversi dal
 trattamento di fine rapporto, maturati dall'interessato nel corso
 degli ultimi tre mesi di svolgimento del rapporto di lavoro,
 ovvero del minore periodo di tempo rientrante nei dodici mesi di
 cui sopra, aventi natura di retribuzione propriamente detta, ivi
 compresi, pertanto, i ratei di tredicesima e di eventuali
 mensilita' aggiuntive.
      Si sottolinea che la somma erogabile non e' cumulabile fino
 a concorrenza dei rispettivi importi con:
 -    il trattamento straordinario di integrazione salariale
      liquidato all'interessato per periodi compresi nell'arco
      temporale dei dodici mesi, da determinare, caso per caso,
      secondo i criteri sopra indicati;
 -    le retribuzioni corrisposte  al medesimo riferite all'arco
      dei tre mesi, o del piu' ristretto periodo di tempo, da
      prendere in considerazione;
 -    l'indennita' di mobilita' liquidata al lavoratore stesso ai
      sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, relativa ai tre
      mesi successivi alla risoluzione del rapporto di lavoro.
      L'importo  complessivo da porre in pagamento, al lordo delle
 ritenute erariali, non potra' comunque superare una somma pari a
 tre volte la misura massima del trattamento straordinario di
 integrazione salariale mensile, al netto delle trattenute
 previdenziali e assistenziali, che avrebbe potuto erogare l'INPS
 a tale titolo nei periodi cui si riferiscono i crediti di lavoro
 in questione.
 4. - RICORSI
      Avverso la reiezione, totale o parziale, delle domande in
 questione e' ammesso ricorso al Comitato provinciale con le
 modalita' vigenti, modalita' che devono trovare applicazione
 anche per la presentazione dell'eventuale provvedimento di
 sospensione, ex art. 46, 9  comma, della legge 9 marzo 1989,
 n.88, al Comitato amministratore della gestione prestazioni
 temporanee ai lavoratori dipendenti.
 5.- RITENUTA FISCALE, PAGAMENTO E DISPOSIZIONI FINALI.
      Si precisa che i crediti di lavoro - diversi da quelli
 spettanti a titolo di trattamento di fine rapporto - presi in
 esame dal Decreto legislativo n.80/1992 sono costituiti dagli
 emolumenti periodici spettanti in dipendenza e in costanza del
 rapporto di lavoro dipendente, ovverosia dalle retribuzioni
 propriamente dette. Stante pertanto la loro natura retributiva in
 quanto configurabili, ai sensi dell'art.46 del T.U.I.R., come
 redditi da lavoro dipendente, detti crediti vanno assoggettati a
 ritenuta d'acconto per l' IRPEF, calcolata col sistema della
 tassazione separata, ai sensi dell'art. 16, comma 1, lett.b) del
 citato T.U.I.R., se corrisposti in anni successivi a quelli in
 cui e' maturato il diritto.
      Il pagamento dei crediti in parola dovra' essere certificato
 mediante emissione di apposito mod. 101 nonche' mediante
 indicazione nella dichiarazione del sostituto d'imposta
 mod.770/A.
 6.-  CREDITI DI LAVORO RELATIVI A PERIODI PREGRESSI.
      Il Decreto citato dispone altresi', al comma 7  dell'art.2,
 che, entro un anno dalla sua data di entrata in vigore, il
 lavoratore e i suoi aventi causa cui non siano stati corrisposti
 i crediti di lavoro, diversi dal T.F.R., rientranti in procedure
 intervenute anteriormente al 28 febbraio 1992,  possono
 promuovere "azione" per il risarcimento del danno derivante dalla
 mancata attuazione della direttiva CEE N. 80/1987.
      A tale riguardo si fa riserva di fornire le relative
 istruzioni non appena saranno pervenute le necessarie direttive
 ministeriali.
                             *   *   *
      Le disposizioni di natura contabile e procedurale saranno
 diramate successivamente.
                                     IL DIRETTORE GENERALE
                                           F.TO MANZARA
                                                       All. 1
          DECRETO LEGISLATIVO 27 GENNAIO 1992, N. 80.
 Attuazione della direttiva 80/987/CEE in materia di tutela dei
 lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di
 lavoro.
                             Art. 1.
                 GARANZIA DEI CREDITI DI LAVORO
 1. Nel caso in cui il datore di lavoro sia assoggettato alle
 procedure di fallimento, concordato preventivo, liquidazione
 coatta amministrativa ovvero alla procedura dell'amministrazione
 straordinaria prevista dal decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 26,
 convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n. 95,
 il lavoratore da esso dipendente o i suoi aventi diritto possono
 ottenere a domanda il pagamento, a carico del Fondo di garanzia
 istituito e funzionante ai sensi della legge 29 maggio 1982, n.
 297, dei crediti di lavoro non corrisposti di cui all'art.2.
 2. Nel caso di datore di lavoro non assoggettabile ad una delle
 procedure indicate nel comma 1, il lavoratore da esso dipendente
 o suoi aventi diritto possono chiedere al Fondo di garanzia il
 pagamento dei crediti di lavoro non corrisposti di cui all'art.
 2, sempreche', a seguito dall'esperimento dell'esecuzione forzata
 per la realizzazione di tali crediti, le garanzie patrimoniali
 siano risultate in tutto o in parte insufficienti.
                           Art. 2.
 INTERVENTO DEL FONDO DI GARANZIA DI CUI ALLA LEGGE 29 MAGGIO
 1982, N.297.
 1. Il pagamento effettuato dal Fondo di garanzia ai sensi
 dell'art. 1 e' relativo ai crediti di lavoro, diversi da quelli
 spettanti a titolo di trattamento di fine rapporto, inerenti gli
 che precedono: a) la data del provvedimento che determina
 l'apertura di una delle procedure indicate nell'art. 1, comma 1;
 b) la data di inizio dell'esecuzione forzata; c) la data del
 provvedimento di messa in liquidazione o di cessazione
 dell'esercizio provvisorio ovvero dell'autorizzazione alla
 continuazione dell'esercizio di impresa per i lavoratori che
 abbiano continuato a prestare attivita' lavorativa, ovvero la
 data di cessazione del rapporto di lavoro, se questa e'
 intervenuta durante la continuazione dell'attivita' dell'impresa.
 2. Il pagamento effettuato dal Fondo ai sensi del comma 1 non
 puo'  essere superiore ad una somma pari a tre volte la misura
 massima del trattamento straordinario di integrazione salariale
 mensile al netto delle trattenute previdenziali ed assistenziali.
 3. Per il conseguimento delle somme dovute dal Fondo ai sensi del
 presente articolo si applicano le disposizioni di cui ai commi
 secondo, terzo, quarto, quinto, settimo, primo periodo e decimo
 dell'art. 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297. Per le somme
 corrisposte dal Fondo si applica il disposto di cui al comma
 settimo, secondo periodo, dell'art.2 della legge citata.
 4. Il pagamento di cui al comma 1 non e' cumulabile fino a
 concorrenza degli importi: a) con il trattamento straordinario di
 integrazione salariale fruito nell'arco dei dodici mesi di cui al
 comma 1; b) con le retribuzioni corrisposte al lavoratore
 nell'arco dei tre mesi di cui al comma 1; c) con l'indennita' di
 mobilita' riconosciuta ai sensi della legge 23 luglio 1991, n.
 223, nell'arco dei tre mesi successivi alla risoluzione del
 rapporto di lavoro.
 5. Il diritto alla prestazione di cui al comma 1 si prescrive in
 un anno. Gli interessi e la svalutazione monetaria sono dovuti
 dalla data di presentazione della domanda.
 6. L'intervento del Fondo di garanzia previsto dalle disposizioni
 che precedono opera soltanto nei casi in cui le procedure
 indicate nell'art. 1 siano intervenute successivamente
 all'entrata in vigore del presente decreto legislativo.
 7) Per la determinazione dell'indennita' eventualmente spettante,
 in relazione alle procedure di cui all'art. 1, comma 1, per il
 danno derivante dalla mancata attuazione della direttiva CEE
 80/987, trovano applicazione i termini, le misure e le modalita'
 di cui ai commi 1, 2 e 4. L'azione va promossa entro un anno
 dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
                      ... OMISSIS ...