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DIREZIONE CENTRALE
VIGILANZA E RECUPERI
CONTRIBUTIVI
Circolare n. 226
AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
AI COORDINATORI GENERALI, CENTRALI
   E PERIFERICI DEI RAMI
   PROFESSIONALI
AL COORDINATORE GENERALE MEDICO
   LEGALE E PRIMARI MEDICO-LEGALI
   E, PER CONOSCENZA,
AL PRESIDENTE
AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
AL PRESIDENTE E AI MEMBRI DEL
   CONSIGLIO DI INDIRIZZO E
   VIGILANZA
AI PRESIDENTI DEI COMITATI
   AMMINISTRATORI DI FONDI,
   GESTIONI E CASSE
AI PRESIDENTI DEI COMITATI
   REGIONALI
AI PRESIDENTI DEI COMITATI
   PROVINCIALI
Art.3, 3  comma, Legge 29 luglio 1996, n.402.
Attivita' ispettiva. Indagini relative a
periodi gia' oggetto di precedenti accer-
tamenti.
DIREZIONE CENTRALE
VIGILANZA E RECUPERI
CONTRIBUTIVI
Roma, 21 novembre 1996  AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
Circolare n. 226        AI COORDINATORI GENERALI, CENTRALI
                           E PERIFERICI DEI RAMI
                           PROFESSIONALI
                        AL COORDINATORE GENERALE MEDICO
                           LEGALE E PRIMARI MEDICO-LEGALI
                           E, PER CONOSCENZA,
                        AL PRESIDENTE
                        AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
                        AL PRESIDENTE E AI MEMBRI DEL
                           CONSIGLIO DI INDIRIZZO E
                           VIGILANZA
                        AI PRESIDENTI DEI COMITATI
                           AMMINISTRATORI DI FONDI,
                           GESTIONI E CASSE
                        AI PRESIDENTI DEI COMITATI
                           REGIONALI
                        AI PRESIDENTI DEI COMITATI
                           PROVINCIALI
Oggetto: Art.3, 3  comma, Legge 29 luglio 1996, n.402.
         Attivita' ispettiva. Indagini relative a
         periodi gia' oggetto di precedenti accer-
         tamenti.
1.     La legge 29 luglio 1996, n.402 di conversione
del D.L. n.318/1996, all'art.3, 3  comma, prevede che
all'art.3, comma 20 della legge 335/1995 (obbligato-
rieta' di notificare i verbali ispettivi anche nei
casi di constatata regolarita') siano aggiunti i
seguenti periodi:
     "Nei casi di attestata regolarita' ovvero di
regolarizzazione conseguente all'accertamento ispet-
tivo eseguito, gli adempimenti amministrativi e
contributivi relativi ai periodi di paga anteriori
alla data dell'accertamento ispettivo stesso non
possono essere oggetto di contestazioni in successive
verifiche ispettive, salvo quelle determinate da
comportamenti omissivi o irregolari del datore di
lavoro o conseguenti a denunce del lavoratore.
     La presente disposizione si applica anche agli
atti e documenti esaminati dagli ispettori e indicati
nel verbale di accertamento, nonche' ai verbali
redatti dai funzionari dell'Ispettorato del Lavoro in
materia previdenziale e assicurativa. I funzionari
preposti all'attivita' di vigilanza rispondono patri-
monialmente solo in caso di danno cagionato per dolo e
colpa grave".
     La norma, che completa quella gia' emanata in
materia di accertamenti negativi, stabilisce che
l'attivita' ispettiva non puo' essere estesa, salvo le
eccezioni previste dalla stessa norma, a periodi
antecedenti una verifica gia' definita.
     L'operativita' della disposizione decorre dal
15.6.1996, giorno di entrata in vigore del D.L.
14.6.1996, n.318, e pertanto ha effetto per tutti gli
accertamenti definiti a partire da tale data.
     La preclusione, peraltro, e' soggetta al verifi-
carsi di alcune condizioni ed e' esclusa in presenza
di determinate fattispecie.
     La norma infatti e' applicabile solo in presenza
di un verbale negativo o, qualora si sia proceduto
all'elevazione di addebiti, quando gli stessi siano
stati regolarizzati dall'azienda.
     Ne viene esclusa invece l'applicabilita' quando
siano stati riscontrati comportamenti omissivi o
irregolari del datore di lavoro, o quando il succes-
sivo accertamento scaturisce da una denuncia del
lavoratore.
     La disposizione legislativa, inoltre, delinea il
campo di applicabilita', estendendolo anche ai verbali
redatti dall'Ispettorato del Lavoro, e, per ultimo,
limita la responsabilita' patrimoniale dei funzionari
preposti all'accertamento ai soli casi di dolo o colpa
grave.
     Cio' premesso, di seguito vengono puntualizzati
gli adempimenti da espletare in sede di accertamenti
ispettivi, gia' regolati con le circ.21/1991,
n.168/1992 e, da ultimo, dalla circ. n.314/1995, e
vengono forniti chiarimenti sull'esatta portata della
disposizione e sui riflessi che la stessa avra'
sull'attivita' ispettiva.
2.   In primo luogo e' opportuno sottolineare che, il
potere di autotutela attribuito alla P.A. e di conse-
guenza la possibilita', come indicato al p.1 della
circolare n.314 del 27.12.1995, che, nell'ambito di
tale potesta', gli accertamenti documentati nel
verbale ispettivo, diversi dai "fatti che il funzio-
nario attesta avvenuti in sua presenza", possano
essere successivamente rivisti e si possa quindi
procedere, con un successivo verbale, ad ulteriore
addebito per periodi oggetto di precedenti accerta-
menti, viene, nella materia d'interesse, limitato
dalla nuova normativa ai soli casi dalla stessa
espressamente previsti.
     Cio' comporta che le direttive impartite con le
varie circolari  succedutesi nel tempo e, in partico-
lare, quelle puntualizzate nella circ. 314/1995, siano
scrupolosamente seguite, e cio' a tutela degli inte-
ressi dell'Istituto.
     Si ribadisce pertanto quanto gia' disposto in
materia di preparazione del fascicolo aziendale, di
metodologia operativa dell'indagine, e dei contenuti
delle verbalizzazioni.
     Si conferma, altresi', che il rilascio delle
certificazioni di correntezza contributiva necessarie
per la partecipazione a gare di appalto e per la
liquidazione di conti finali  resta di competenza
dell'Ufficio Riscossione Contributi che vi provvedera'
secondo le disposizioni in vigore.
     Alcune precisazioni vanno comunque fatte, rela-
tivamente al mandato assegnato all'Ispettore, all'ac-
quisizione delle dichiarazioni e alle formule di rito,
che di solito concludono il verbale ispettivo.
     Riguardo al mandato assegnato e all'ampiezza
dell'indagine, la nuova normativa incide sulla possi-
bilita', anche se oggi rimessa alla sola competenza
della Direzione Generale e delle Sedi Regionali, di
effettuare ispezioni per aspetti e periodi limitati.
     L'ispezione pertanto, indipendentemente dalle
cause e dalla Direzione che l'ha promossa, dovra'
riguardare l'intero comportamento contributivo
dell'azienda, del titolare se iscritto o iscrivibile a
gestioni o Fondi amministrati dall'Istituto, e tutto
il periodo prescrizionale.
     Mandati limitati possono riguardare unicamente
indagini promosse o richieste dall'Autorita' giudi-
ziaria per particolari fattispecie.
     Al fine di evitare ripercussioni negative
sull'operativita' delle forze ispettive, sia in
termini di risultati che di durata delle verifiche, i
Dirigenti  gli Uffici/Unita' Operative Vigilanza,
predisporranno i programmi ispettivi dimensionando le
risorse umane alla complessita' e all'ampiezza
dell'indagine, evitando, per quanto possibile, che le
stesse subiscano frequenti interruzioni, specie di
lungo periodo.
     Per quanto riguarda le dichiarazioni da parte dei
lavoratori si precisa che, relativamente ai dipendenti
non piu' in forza all'azienda, la necessita' della
loro acquisizione andra' valutata in relazione
all'incidenza determinante che le stesse, sulla base
degli elementi a disposizione, possono avere sui
risultati dell'indagine.
     Relativamente alle formule di rito che concludono
il verbale, risultano superate sia quella indicata al
p.6 della circ. 314, ad eccezione della parte riguar-
dante la circostanza che il verbale non costituisce
attestazione di correntezza contributiva,sia la
riserva finale riportata alla pag. 5 dei modelli in
uso per i verbali ispettivi. I funzionari, pertanto,
in attesa della ristampa di tali modelli, conclude-
ranno la verifica inserendo la formula:
"Il presente verbale non costituisce atto certifica-
tivo di situazioni di correntezza e/o regolarita'
contributiva per la partecipazione a gare o per la
liquidazione di conti finali. Richieste di tali
certificazioni dovranno essere inoltrate alle compe-
tenti Sedi dell'INPS. Le stesse verranno rilasciate
secondo le lettere tipo predisposte dall'Istituto".
3.   Particolare valenza ai fini dell'applicazione del
dettato legislativo ha la circostanza che in presenza
di un verbale ispettivo che accerti omissioni contri-
butive, l'azienda provveda e regolarizzare l'omissione
riscontrata.
     La regolarizzazione si intende avvenuta o a
seguito di pagamento in contanti, o con domanda di
dilazione perfezionata nei termini previsti dalla
cir.n.123 dell'8.5.1995, o con domanda di condono e
contestuale versamento, sempre che sia riscontrata
regolarita' nel versamento delle rate dovute, ovvero
con compensazione o cessione dei crediti nei casi
stabiliti dalla normativa vigente.
     Qualora invece l'azienda non proceda alla rego-
larizzazione di quanto contestato nel verbale, non
sussistono impedimenti ad ulteriori accertamenti,
specie quelli resi necessari, in presenza di ricorsi
amministrativi o giudiziari, per reperire ulteriori
elementi probatori a sostegno delle tesi dell'Isti-
tuto.
4.   Sempre ai fini dell'applicazione della disposi-
zione in argomento assume rilevanza l'individuazione
di eventuali comportamenti omissivi o irregolari del
datore di lavoro.
     Il comportamento omissivo, essendo le verifiche
ispettive fondate sull'esame di atti e documenti
aziendali, si configura di solito nel rifiuto alla
esibizione della documentazione richiesta.
     In tali casi occorre procedere alla formalizza-
zione della richiesta con atto scritto, sottoscritto
per ricevuta dal datore di lavoro o da un rappresen-
tante da lui designato. Qualora insorgessero rifiuti
all'accettazione della richiesta, la stessa dovra'
essere trasmessa con raccomandata R.R.
    Il rifiuto dell'esibizione della documentazione o
le cause che ne hanno impedito la visura (smarrimento,
documentazione non piu' rinvenibile ecc.) dovranno
risultare nel verbale e, se possibile, da una dichia-
razione scritta del datore di lavoro o del suo rap-
presentante.
     Qualora infatti tale documentazione fosse suc-
cessivamente rinvenuta si  configurerebbe un com-
portamento omissivo del datore di lavoro e quindi la
possibilita' di procedere ad un ulteriore accertamen-
to.
     La mancata esibizione della documentazione
richiesta, unitamente ad altri comportamenti omissivi
del datore di lavoro (diniego di accesso nei locali di
lavoro, rifiuto od intralcio alla raccolta di dichia-
razioni, mancata collaborazione alle indagini), dei
quali dovra' essere fatta menzione nella stesura del
verbale, comporteranno anche l'applicazione delle
sanzioni amministrative di cui all'art. 3 comma 3,
della legge 638/1983.
   Riguardo al comportamento irregolare questo puo'
concretizzarsi in mancate registrazioni di lavoratori
nel libro matricola o nel libro paga, ovvero a regi-
strazioni di retribuzioni inferiori a quelle effetti-
vamente corrisposte, non rilevabili al momento
dell'ispezione sulla base degli interrogatori effet-
tuati e della documentazione resa disponibile.
     Tali situazioni possono venire alla luce anche
dopo la chiusura del verbale, sia ovviamente per
denunce presentate dai lavoratori, che per fatti
interni ed esterni all'Istituto per i quali l'Istituto
stesso ne e' venuto a conoscenza in momenti successi-
vi.
     Fra i primi, i fatti interni, si segnalano i
controlli effettuati sui monti retributivi da DM e da
O1M, il mancato pagamento delle denunce mensili
evidenziato dalle liste delle scoperture, ovvero
eventuali omissioni scaturenti dai programmi di
incrocio con i dati fiscali.
     Fra le circostanze esterne, che possono configu-
rare il comportamento irregolare del datore di lavoro,
si individuano le segnalazioni effettuate dalla
Guardia di Finanza a seguito di propri accertamenti
basati su fatti e documenti rinvenuti in virtu' dei
piu' ampi poteri alla stessa attribuiti, e quelle
degli altri Enti previdenziali, se derivano da circo-
stanze  (documentazione rinvenuta successivamente,
denunce di lavoratori, ecc.) non individuabili durante
l'accertamento espletato dall'Istituto.
     In tali casi, quando ricorrono le circostanze
previste dalle legge, si procedera' all'elevazione
degli addebiti o d'ufficio o a seguito di un'ulteriore
ispezione.
5.   La norma prevede la sua applicazione anche ai
verbali redatti dall'Ispettorato del Lavoro in materia
previdenziale e assicurativa.
     Al riguardo si segnala la necessita', considerate
le condizioni poste dalla disposizione in argomento
alla sua applicabilita' (attestata regolarita' o
regolarizzazione delle omissioni accertate), che gli
uffici amministrativi procedano con immediatezza alla
quantificazione e alla notifica alle aziende degli
addebiti rilevati in sede ispettiva dal predetto
Organo.
     Qualora gli elementi indicati nel verbale non
siano sufficienti alle operazioni di quantificazione,
i dati mancanti potranno essere reperiti direttamente
dall'ufficio amministrativo, previ contatti con l'a-
zienda, o, qualora fosse ritenuto opportuno, sempre ai
fini della quantificazione degli addebiti, disponendo
ulteriori accertamenti ispettivi.
6.   Si sottolinea infine che, in materia di respon-
sabilita' patrimoniale, la norma limita i casi per i
quali i funzionari di vigilanza, per gli accertamenti
eseguiti, possono essere chiamati a rispondere per
eventuali danni cagionati all'Istituto alle sole
fattispecie di dolo e colpa grave, e cio' in deroga a
quanto previsto per la generalita' dei pubblici
dipendenti che rispondono anche per colpa lieve.
     Al riguardo e' opportuno soffermarsi sull'ele-
mento soggettivo (il dolo o la colpa dell'autore del
danno) che unitamente ad altri elementi (esistenza di
un danno economicamente valutabile, inosservanza degli
obblighi di servizio, nesso di casualita' fra il
comportamento e il danno) concorrono a configurare
giuridicamente tale responsabilita'.
     Il dolo consiste nella cosciente intenzione di
arrecare danno, mentre la colpa si manifesta con la
omissione di un dovere di diligenza.
     La dottrina e la giurisprudenza distinguono
quest'ultima in grave, lieve e lievissima.
     E' grave la colpa che deriva dal non aver osser-
vato neppure quel grado minimo di diligenza che tutti,
comprese le persone piu' sprovvedute e disattente sono
in grado di usare; e' lieve la colpa che si esprime
nella mancanza della diligenza dell'impiegato medio.
     La colpa grave, pertanto, fa' riferimento alla
generalita' delle persone, prescindendo, a differenza
della colpa lieve, dalle conoscenze che derivano dallo
"status" di impiegato e quindi, nel caso in ispecie,
dagli elementi conoscitivi indispensabili per svolgere
il lavoro cui il soggetto e' adibito, dalla professi-
onalita' acquisita e dall'esperienza maturata nel
tempo.
     Per quanto riguarda gli altri elementi costitu-
tivi della responsabilita' amministrativa e le proce-
dure per la sua individuazione si rinvia alla circo-
lare n.93 del 4 aprile 1991.
                           IL DIRETTORE GENERALE
                                TRIZZINO