Osservatorio sui lavoratori domestici: pubblicati i dati 2020

È stato pubblicato l’Osservatorio sui lavoratori domestici con i dati del 2020. Lo scorso anno i lavoratori domestici contribuenti all’INPS sono stati 920.722, con un incremento rispetto al 2019 pari a +7,5%.

L’incremento ha consentito a questa categoria di tornare ai livelli occupazionali precedenti al 2015 e interrompere un trend costantemente decrescente iniziato nel 2013. Due gli elementi che hanno maggiormente influenzato tale incremento: in primo luogo il lockdown seguito alla prima ondata del Covid-19, che ha reso necessario instaurare rapporti di lavoro regolari per consentire al lavoratore di spostarsi liberamente per motivi di lavoro. Successivamente è intervenuta la norma che ha regolamentato l’emersione di rapporti di lavoro irregolari (decreto Rilancio), che ha interessato prevalentemente i lavoratori stranieri e i cui effetti probabilmente si estenderanno anche al 2021.

Negli ultimi sei anni il trend decrescente fino al 2019 del numero di lavoratori domestici riscontrato nel complesso è simile tra maschi e femmine, anche se la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine, il cui peso sul totale è aumentato nel corso del tempo e ha raggiunto nel 2019 il valore massimo degli ultimi sei anni, pari all’88,6%. Nel 2020, per la prima volta questa tendenza si è arrestata e il peso delle lavoratrici è diminuito all’87,6%, mentre i maschi superando le 114.000 unità fanno registrare un incremento di oltre il 17% rispetto al 2019.

Nel 2020 la distribuzione territoriale dei lavoratori domestici in base al luogo di lavoro evidenzia che il Nord-Ovest è l’area geografica che, con il 30,2%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 27,3%, dal Nord-Est con il 20,3%, dal Sud con il 12,7% e dalle Isole con l’9,5%.

La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per i maschi che per le femmine, è la Lombardia, con 172.092 lavoratori nel 2020, pari al 18,7%, seguita dal Lazio (13,8%), dall’Emilia Romagna (8,7%) e dalla Toscana (8,6%). In queste quattro regioni si concentra quasi la metà dei lavoratori domestici in Italia.