Pensioni decorrenti nel 2020 e nei primi tre mesi del 2021: i dati

È stato pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2020 e nei primi tre mesi del 2021.

Il monitoraggio riguarda i trattamenti liquidati, fino al 2 aprile 2021, dalle seguenti gestioni:

  • Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD);
  • coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
  • artigiani e commercianti;
  • Gestione Dipendenti Pubblici (GDP);
  • lavoratori parasubordinati;
  • assegni sociali.

I dati subiranno delle variazioni a seguito della futura liquidazione di tutti i trattamenti con decorrenza anteriore al 31 marzo 2021 dovuta allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.

Per il 2021 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità contributiva per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2020.

In particolare l’età di accesso alla pensione di vecchiaia è di 67 anni, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi.

L'anzianità contributiva per quella anticipata è di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, indipendentemente dall'età. Si fa presente che esistono tuttavia ulteriori possibilità di uscita anticipata dal lavoro, Quota 100, l'Opzione donna (prorogata dalla legge a tutte le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2020) e i canali di uscita più favorevoli per i lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni gravose e a lavori usuranti.

Con riferimento al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, nel primo trimestre del 2021 si registra un numero di liquidazioni di pensioni di vecchiaia e anticipate in linea con il corrispondente valore del 2020, anche se la numerosità è leggermente inferiore. Questa lieve differenza si suppone verrà colmata con lo smaltimento delle giacenze di pertinenza del primo trimestre nei mesi successivi.

Situazione simile si osserva nelle principali gestioni dei lavoratori autonomi e nella Gestione Dipendenti Pubblici, con differenze più accentuate che arrivano per il settore pubblico quasi al 40% in meno di pensioni liquidate nel primo trimestre rispetto all'analogo trimeste dell'anno precedente. Tali differenze non si riscontrano per gli assegni sociali.

Dall'analisi degli indicatori statistici si osserva infine che:

  • il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nel primo trimestre 2021 si discosta di tre punti percentuali rispetto a quello dell’intero 2020, con una lieve diminuzione del rapporto in tutte le gestioni, causato dall'azione congiunta della diminuzione costante nel tempo delle pensioni di invalidità e dei rallentamenti degli accertamenti sanitari per la situazione pandemica;
  • le pensioni anticipate rispetto a quelle di vecchiaia, che nel 2020 arrivavano al 47% in più per il totale delle gestioni, guadagnano ancora 10 punti percentuali nel primo trimestre 2021 raggiungendo il 57% in più rispetto a quelle di vecchiaia. Si fa presente che nell'indicatore si considerano le pensioni di vecchiaia al netto delle pensioni/assegni sociali, considerati invece nella somma delle pensioni di vecchiaia di tutte le gestioni;
  • la percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili presenta, rispetto al 2020, un valore inferiore di 4 punti passando da 122 a 118 con una forte mascolinizzazione delle pensioni liquidate nel primo trimestre 2021 nella Gestione Dipendenti Pubblici, in cui l'indicatore passa da 159 pensioni femminili su 100 maschili a 114;
  • a livello territoriale il peso percentuale delle pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta sostanzialmente il medesimo (48% nel 2020 e 50% nel primo trimestre del 2020).