Pensioni decorrenti nel 2021 e primi nove mesi del 2022: i dati

È stato pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2021 e nei primi nove mesi del 2022.

Il monitoraggio riguarda i trattamenti liquidati, fino al 2 ottobre 2022, dalle seguenti gestioni:

  • Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD);
  • coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
  • artigiani e commercianti;
  • Gestione Dipendenti Pubblici (GDP);
  • lavoratori parasubordinati;
  • assegni sociali.

I dati subiranno delle variazioni a seguito della futura liquidazione di tutti i trattamenti con decorrenza anteriore al 30 settembre 2022, dovuta allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.

Per il 2022 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità contributiva per la pensione anticipata sono rimasti immutati rispetto al 2021.

In particolare, l’età di accesso alla pensione di vecchiaia è di 67 anni, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi, l'anzianità contributiva per quella anticipata è di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, indipendentemente dall'età.

Esistono tuttavia ulteriori possibilità di uscita anticipata dal lavoro, tra cui "Quota 100", l'"Opzione donna", e i canali di uscita più favorevoli per i lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni "gravose".

I DATI

Nei primi nove mesi del 2022 si registra in tutte le gestioni, ad eccezione degli assegni sociali per i quali si registra un aumento del 7%, un numero di liquidazioni di pensioni di vecchiaia mediamente inferiore del 13% rispetto al corrispondente valore nel 2021.

Dall'analisi degli indicatori statistici si osserva infine che:

  • il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nei primi nove mesi del 2022 è inferiore a quello registrato nell' anno 2022 e pari al 20%;
  • le pensioni anticipate rispetto a quelle di vecchiaia che nel 2021 arrivavano al 43% in più per il totale delle gestioni, nei primi nove mesi del 2022 si attestano al 33% in più rispetto a quelle di vecchiaia. Si fa presente che nell'indicatore si considerano le pensioni di vecchiaia al netto delle pensioni/assegni sociali considerati invece nella somma delle pensioni di vecchiaia di tutte le gestioni;
  • la percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili presenta nei primi nove mesi del 2022 un valore leggermente superiore a quello del 2021 attestandosi al 128% (126 nel 2021);
  • a livello territoriale il peso percentuale delle pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta pressoché invariato: 48% nel 2021 contro il 49% nei primi nove mesi del 2022.

Infine, le pensioni liquidate con "Opzione Donna" nei primi nove mesi del 2022 sono in linea rispetto all'anno 2021 superando le 18 mila pensioni liquidate.