Pubbliche Amministrazioni si parlano

 

Andrea Antelmi, responsabile del servizio “Sviluppo organizzativo” della Provincia di Piacenza.

Quando, nei mesi scorsi, i collaboratori che si occupano della gestione della situazione previdenziale dei dipendenti dell’Amministrazione Provinciale di Piacenza mi sottoposero la richiesta della locale Sede Inpdap di aderire alla sperimentazione del progetto PAssWeb, la mia positiva risposta era per certi versi dovuta, considerate le convincenti argomentazioni che accompagnavano la loro descrizione dei contenuti e delle prospettive di tale progetto.

 

Ho fiducia nelle capacità dei funzionari della mia squadra, nelle loro valutazioni e intuizioni; d’altra parte il ruolo di dirigente, talvolta, mi consegna il privilegio di dedicarmi anche all’”utilità del pensare non immediatamente utile”, mi consente cioè di cercare di comprendere ciò che sta oltre la pura dimensione tecnica delle questioni.

 

Non che qualcuno di noi fosse così ingenuo dal nascondersi le difficoltà tecniche, operative e organizzative che sarebbero inevitabilmente derivate dall’operazione PassWeb promossa dall’Inpdap: il mio Ente, pur non essendo di grandi dimensioni (circa 400 dipendenti), sconta però, come tutte le Province, una storia anche recente di acquisizione e cessione di funzioni, da e verso altre amministrazioni, tale da rendere particolarmente ampia, articolata e disomogenea la platea dei fruitori dei servizi in campo previdenziale. E avere tanti potenziali “clienti”, su un tema di così peculiare pregnanza per ciascuno di noi, poteva far prevalere la preoccupazione rispetto alla percezione dell’utilità e dell’opportunità. Così non è stato.

 

Così non è stato e, ritengo, non sarà nemmeno nel futuro, perché tutto si è mosso con una modalità nuova di relazione tra amministrazioni. Per una serie di ragioni e situazioni, che i fatalisti potrebbero definire come fortunate ma che l’analisi dei fattori in campo riconduce innanzitutto alle competenze, alle capacità, all’intelligente determinazione delle persone coinvolte, tra la Sede Provinciale Inpdap e la Provincia di Piacenza, si sono progressivamente superate le logiche tipiche della comunicazione istituzionale tra Enti; cosicché le donne e gli uomini delle due amministrazioni hanno iniziato a “parlare” tra di loro.

 

Si è passati, per così dire, da una logica burocratica (laddove ciascuna istituzione cerca di affermare unilateralmente la propria autorevolezza) a un sistema relazionale dove non viene meno il senso dell’auctoritas – che giustifica e dà senso al lavoro di ciascuno di noi – inteso e interpretato però con il riconoscimento che si deve sempre all’interlocutore, chiunque esso sia: un’altra amministrazione o il cittadino utente.

 

Per usare modelli interpretativi più attuali, tra le nostre amministrazioni si è creata una interdipendenza positiva, una forma di accountability, una consapevolezza della responsabilità reciproca che ci vincola e ci unisce rispetto all’obiettivo e ai destinatari del nostro lavoro: è forse questo il vero significato del termine (abusato nei testi, anche normativi, mai sufficientemente spiegato o disvelato) di “sussidiarietà”?

 

L’obiettivo, dunque, che ci ha fatto e ci farà ancora interloquire sono i nostri dipendenti, i nostri “clienti”, che ci debbono premere fortemente, alla stregua di quanto accade per qualunque altra realtà organizzativa, non autocentrata, bensì orientata verso precisi scopi, quale deve essere, in particolare, una pubblica amministrazione. Mi ha sempre fatto pensare ciò che differenzia, tra l’altro, l’azienda privata dall’amministrazione pubblica: la prima ricerca ossessivamente la seduzione del cliente, la seconda, per diversi aspetti, cerca di difendersene. Questa esperienza di collaborazione tra Inpdap e Provincia di Piacenza dimostra come le istituzioni possano invece andare oltre. A noi non interessa blandire i clienti, preme assicurare loro servizi, prestazioni, diritti.

 

Non dimentichiamo, infatti, che la certezza della posizione contributiva, costituisce un diritto sociale per ciascuno, soprattutto nella presente situazione in cui presto, anche ai dipendenti pubblici, saranno richieste scelte decisive per il loro futuro, con riferimento, in particolare, alla possibilità di aderire a forme di previdenza complementare.

 

Non di meno, si è lavorato e si lavorerà nella consapevolezza di quanto sia approssimativa la conoscenza di ciascuno della propria storia professionale; per molti, oggi la situazione contributiva è ben definita dall’ultima battuta che, in Così è (se vi pare), Luigi Pirandello suggerisce alla Signora Ponza: “Io sono colei che mi si crede”. Anche questo elemento psicologico ha acceso interesse per la serietà del progetto Inpdap per la certificazione della posizione assicurativa dei dipendenti pubblici.

 

In questa luce, non senza la percezione dell’impegno necessario, il progetto PAssWeb costituisce una grande opportunità di crescita sul piano dell’acquisizione di informazioni e dati tecnici, ma anche della consapevolezza di ruolo delle persone coinvolte, le quali almeno nella realtà piacentina hanno dimostrato, pur appartenendo ad amministrazioni diverse, di essere fortemente unite e motivate verso il comune intento di fornire un servizio utile ai propri colleghi.

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