Lettera del 18 maggio 2016

Lettera del 18 maggio 2016: Richiesta pubblicazione precisazioni su recenti articoli

In merito a quanto riportato dal quotidiano “Libero”, negli articoli pubblicati il 15 e il 17 maggio “L’Inps in rosso regala viaggi premio” e “L’Inps regala pure master e cure termali” sono opportune le seguenti precisazioni.

Innanzitutto, le prestazioni in questione sono finanziate dagli stessi dipendenti pubblici. Nel Fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, istituito nel 1996 affluiscono i contributi versati obbligatoriamente da tutti i dipendenti pubblici attraverso una trattenuta dello 0,35% applicata mensilmente alla busta paga. A fronte di questo contributo, l’INPS eroga in favore degli iscritti una serie di prestazioni creditizie e sociali, che peraltro non sono individuate dall’INPS ma sono previste dalla legge.

Va precisato, peraltro, che non tutti gli iscritti accedono alle prestazioni loro destinate; i fruitori sono infatti selezionati con bandi in base alla situazione reddituale e, nel caso di borse di studio, in base al merito scolastico. Dal momento che esiste una discrepanza importante fra il numero dei dipendenti pubblici che versano il contributo alla Gestione ed il numero dei fruitori delle prestazioni ne consegue che dipendenti e pensionati pubblici si autofinanziano le prestazioni e neanche un euro viene sottratto alle altre Gestioni per finanziarle. La Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali è infatti in attivo: nel 2015 il prelievo obbligatorio su stipendi, al netto delle poste correttive, ha raccolto circa 420 milioni mentre le spese per prestazioni istituzionali sono state pari a circa 324 milioni.

Va precisato infine che le “cure balneo-termali” non sono destinate solo ai dipendenti pubblici, ma a tutti i lavoratori iscritti all’Inps, dopo l’accertamento dei requisiti assicurativi, contributivi e sanitari, con lo scopo di evitare, ritardare o rimuovere uno stato di invalidità.

Tanto premesso, al di là del fatto che la gestione dipendenti pubblici presenta un particolare disavanzo soprattutto a causa della prassi, ben nota, secondo la quale, a lungo, le pubbliche amministrazioni non versavano i contributi dei loro dipendenti - che tuttavia ovviamente ricevevano, al termine della carriera, regolarmente la pensione - non può certo essere l’Inps a cambiare la destinazione d’uso dei contributi versati al Fondo Gestione Unitaria, frutto di un prelievo obbligatorio sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici, che nulla ha a che vedere con la contribuzione trattenuta ai fini previdenziali.

 

Con preghiera di pubblicazione

Cordiali saluti

L'ufficio stampa Inps


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