Inps alla Conferenza nazionale sulla famiglia – Milano 8-10 novembre 2010

 Inps alla Conferenza nazionale sulla famiglia – Milano 8-10 novembre 2010

Inps alla Conferenza nazionale sulla famiglia – Milano 8-10 novembre 2010

Con un proprio spazio espositivo e un applaudito intervento del Presidente Antonio Mastrapasqua, l’Inps ha partecipato alla Conferenza nazionale sulla famiglia, organizzata dal Sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche familiari,a Milano nei giorni 8, 9 e 10 novembre 2010, presso il Milano Convention Centre di Via Gattamelata, 5.
L’evento, rivolto ad un pubblico di “addetti ai lavori” delle istituzioni e delle parti economiche e sociali, ha rappresentato un’importante occasione di confronto, per delineare gli obiettivi e gli strumenti più efficaci per l’affermazione di nuove politiche della famiglia, come negli intenti del Sottosegretario Carlo Giovanardi, che lo ha voluto, promosso e gestito.
La Conferenza ha visto la partecipazione di numerose personalità delle Istituzioni, nazionali e locali, del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia e del mondo accademico e dei media.



Programma e documentazione



Il Presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha partecipato alla tavola rotonda dal titolo “Quali obiettivi e strumenti a breve e medio termine per una effettiva politica a favore della famiglia in Italia?”. «Non possiamo parlare di welfare senza considerare ciò che è stato fatto finora su altri versanti del sistema con le riforma delle pensioni – ha esordito il Presidente Mastrapasqua – Il cantiere delle riforme si è chiuso con un buon equilibrio basato sul sistema contributivo e sull’innalzamento dell’età pensionabile in relazione all’aumento della durata della vita, ora il tema è quello dell’assistenza. Mi rivolgo a tutti gli attori istituzionali e sociali.» Così Mastrapasqua ha segnalato l’apertura da dieci giorni di un tavolo tecnico presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze con le istituzioni e le parti sociali, finalizzato ad un’analisi di tutte le forme di assistenza attualmente in essere, e ha reso nota la proposta dell’Inps di creare un Casellario dell’assistenza. «Lo stratificarsi nel tempo di norme ha reso infatti impossibile anche per l’Istituto distinguere in modo netto tra prestazioni previdenziali e assistenziali con il rischio di scoprire grosse iniquità: persone che beneficiano di troppe tutele e persone e famiglie con bisogni urgenti che non riescono ad averne nessuna.»
A commento del quadro critico delineato dai presenti sul tema donne e lavoro Mastrapasqua ha rassicurato la platea «Credo di poter escludere qualsiasi intervento di innalzamento dell’età pensionabile per le donne, sarebbe una discriminazione al contrario, dato che già ora l’80% va in pensione di vecchiaia e solo il 20% matura i requisiti per la pensione di anzianità, mentre il dato è capovolto per gli uomini.» Tornando infine sul tema dei costi dell’accompagnamento e, più in generale, delle prestazioni per l’invalidità, già evidenziato in precedenti interventi, il Presidente ha concluso il suo intervento con un appello «Trentadue miliardi di spesa tra invalidità civile e professionale sono 2 punti di PIL. E per l’erogazione di una prestazione di questo tipo l’attesa media per il cittadino è di 400 giorni. Abbiamo ridotto i tempi, anche se le difficoltà permangono perché le Asl non collaborano, solo il 9% ha inviato i fascicoli. L’Inps si è già preso in carico il “lavoro sporco” delle 800mila verifiche straordinarie previste per legge in tre anni contro il fenomeno dei falsi invalidi. Si, in quest’attività avremo sicuramente fatto degli errori e mi scuso con le persone chiamate erroneamente a visita ma in quest’impresa abbiamo bisogno anche di voi, rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali. Ho il Direttore di Rossano Calabro sotto scorta da tre anni. Non ho assunto degli eroi e non li pago come eroi. Quindi vi chiedo di non lasciarci soli nel sanare una cattiva gestione della spesa per l’assistenza che va avanti da 30anni, perché ho già visto chi punta il dito sugli errori dell’Inps, smarcandosi da questo tipo di impegno che invece è cruciale»



Documentazione dell’Ufficio stampa

 



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