Relazione annuale del Presidente dell'Inps

Relazione annuale del Presidente dell

Presentata alla Camera dei Deputati la relazione annuale 2012


Il Presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha presentato il 16 luglio, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la Relazione annuale per illustrare i dati contenuti nel Rapporto 2012 dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
Il documento descrive lo stato dell’Istituto e l’importante ruolo svolto nel sistema del Welfare del Paese dall’Inps, divenuto il più grande Ente previdenziale europeo a seguito della confluenza di Inpdap ed Enpals.
I lavori sono stati aperti dall’intervento di saluto da parte della Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, cui ha fatto seguito l’esposizione della Relazione annuale da parte del Presidente dell’Inps.
A tirare le conclusioni, è stato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini.
Nel corso della manifestazione, è stato presentato il Rapporto annuale 2012 dell’Istituto, curato dall'Ufficio Studi e Ricerche dell'Inps.

 

Presentata la Relazione annuale 2012 del Presidente dell’Inps
«I servizi forniti dall' Inps configurano una storia di successo di cui dobbiamo essere soddisfatti e che dobbiamo riconoscere, quando l' immagine della Pubblica amministrazione spesso mina tutti i nostri sforzi». E’ quanto ha evidenziato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, nel corso del suo intervento conclusivo alla presentazione odierna, a Palazzo Montecitorio, della Relazione annuale 2012 del Presidente dell’Inps.

Servizi e dati che erano già stati ampiamente illustrati dal Presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua, nella presentazione della Relazione annuale che accompagna il Rapporto annuale 2012. 

«L’efficienza delle donne e degli uomini che lavorano all’Inps ha consentito di distribuire le ingenti risorse messe in campo dallo Stato con un tempismo e una solerzia non sufficiente a sopire il disagio, ma necessari per renderlo sopportabile – ha esordito il Presidente dell’Istituto – La Pubblica Amministrazione spesso accusata (e a volte a ragione) di non essere pronta a mettersi al servizio dei cittadini, all’Inps ha dimostrato il contrario. Il senso di responsabilità dei dipendenti e dei dirigenti dell’Ente ha consentito di subire riduzioni di budget e di risorse, perfino sul filo della sostenibilità, senza creare disservizi».

Il Presidente dell’Inps ha sottolineato quindi l’impegno dell’Istituto nella riduzione della spesa: è stato tagliato il 50% della spesa corrente di gestione, pari nel 2011 a 1,1 miliardi di euro. «C’è una Pubblica Amministrazione che ha già ridotto e di molto la sua spesa – ha rimarcato Mastrapasqua –e se l’ha fatto l’Inps dovrebbe farlo ogni altra PA, centrale e locale». Si tratta, tuttavia, di un taglio severo. «In alcuni casi – ha evidenziato Mastrapasqua con rammarico – si chiede al cittadino-utente di accettare una lesione del suo diritto alla qualità delle prestazioni».

 

Pur tuttavia, in questi quattro anni di crisi lo Stato ha erogato, tramite l’Inps, 80 miliardi di euro di sussidi per Cassa integrazione e disoccupazione, che sono stati distribuiti in media a una platea di circa 3 milioni di lavoratori per ogni anno. «Con poco più di 32mila dipendenti (numero che indica la consistenza del personale dopo l’integrazione in Inps di Inpdap e Enpals) – ha proseguito Mastrapasqua – l’Inps assicura ogni anno la gestione di 35 milioni di domande di prestazione, per una platea di quasi 40 milioni di cittadini: due terzi dell’intera popolazione italiana. Un recente studio dell’Harvard Business Review rende onore e merito alla produttività Inps e al rapporto virtuoso tra numero dei dipendenti e fatturato».

Mastrapasqua ha ricordato, poi, che il 2012 è stato il primo anno di esercizio del “nuovo” Inps, derivante dalla fusione di Inpdap ed Enpals. Un esercizio contabile che, dopo aver cumulato oltre 25 miliardi di euro di saldi positivi negli ultimi quattro anni, ha prodotto un passivo di quasi 9 miliardi di euro. «Un disavanzo in tutto imputabile alla gestione dei lavoratori pubblici – ha rilevato il Presidente dell’Istituto – e tuttavia un disavanzo contabile che non preoccupa la stabilità finanziaria del sistema, che è in piena sicurezza».

Per quanto concerne a lotta all’illegalità, Mastrapasqua ha tenuto a rimarcare che ogni volta che si legge una notizia di una indagine della Procura, di un blitz delle Forze dell’Ordine contro i cosiddetti “falsi invalidi”  o contro gli evasori dei contributi previdenziali, è il segno di una collaborazione fattiva con l’Inps che segnala, avverte e denuncia. «A costo di attentati e ritorsioni – ha denunciato il Presidente dell’Inps – che avvengono spesso contro i nostri funzionari e i nostri dirigenti solerti e impegnati nella difesa dell’interesse pubblico».

A detta di Mastrapasqua, poi, il welfare italiano, prima di immaginare tagli, dovrebbe forse produrre una migliore e più razionale allocazione delle stesse risorse. «Il problema  non è il “quanto” ma “come” e “dove” indirizzare le risorse  – ha puntualizzato a conclusione della Relazione il Presidente dell’Inps – Troppi attori oggi si sovrappongono sulle stesse aree di servizio al cittadino. La stessa riforma del titolo quinto della Costituzione ha finito per moltiplicare le cosiddette “materie concorrenti” E’ il caso, ma non l’unico, delle distorsioni che si verificano sul fronte del riconoscimento dell’invalidità civile».

Ad aprire i lavori della Relazione annuale del Presidente dell’Inps, è stata la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, la quale ha esordito citando un passaggio delle dichiarazioni con cui il Presidente del Consiglio, Enrico Letta,  si è presentato alla Camera dei deputati per ricevere la fiducia: «Dobbiamo ricordarci che l'Italia migliore è un'Italia solidale. (…..) La riforma del nostro welfare richiede azioni di ampio respiro per rilanciare il modello sociale europeo. (……) un welfare più universalistico e meno corporativo che sostenga tutti i bisognosi, aiutandoli a rialzarsi e a riattivarsi. Per un welfare attivo, più giovane e al femminile, andranno migliorati gli ammortizzatori sociali, estendendoli a chi ne è privo, a partire dai precari».



Documentazione



Fotogallery dell’evento - 16 luglio 2013



Rassegna multimediale - Relazione annuale - 16 luglio 2013

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