Legge 662 del 23 dicembre 1996

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La Legge 662/96 (finanziaria 1997) ha disposto l'abrogazione della previgente normativa, apportando delle modifiche sostanziali al regime sanzionatorio, in generale, rendendolo meno gravoso per il debitore.
La normativa prevede specifici tipi di inadempienze, in relazione alla gravità delle quali vengono applicate sanzioni diversificate, tenuto conto anche del comportamento del trasgressore.


Come già specificato le disposizioni in esame sono entrate in vigore l'1 gennaio 1997 (art. 3, comma 217), e la loro attuazione non può avere efficacia retroattiva.
Pertanto, per il calcolo delle somme accessorie, ogni inadempienza sorta prima dell'entrata in vigore della legge in oggetto deve essere assoggettata (dal momento del suo verificarsi fino a quello del pagamento) ai diversi regimi sanzionatori succedutisi nel tempo.


LIMITE ALLE SANZIONI


Considerato che la Legge 48/88 prevedeva un limite alla sanzione del 200% del debito contributivo, mentre la Legge 662/96 (così come il D.L. 538/96) ha abbattuto il limite al 100%, se al 23 ottobre 1996 (data di entrata in vigore del D.L. 538/96) questo limite è stato superato (ad esempio ha raggiunto il 160% dei contributi), le sanzioni si cristallizzeranno al valore raggiunto (ESEMPIO 1).


Mentre, se alla data del 23 ottobre 1996, l'importo delle sanzioni civili è inferiore al 100% del debito contributivo, il calcolo deve essere proseguito fino alla data di pagamento, e comunque fino alla concorrenza del 100% dei contributi (ESEMPIO 2).


Comunque, in tutti quei casi di tardivo versamento dei contributi, nei quali non trovano applicazione le disposizioni in materia di omesso o ritardato pagamento, sono dovuti gli interessi legali previsti dall'articolo 1282 cod. civ. (art. 1, comma 225) .
Quest'ultimi sono calcolati in ragione del 10% annuo fino al 31 dicembre 1996, e del 5% annuo dal 1 gennaio 1997 (art. 3, comma 217).


Il criterio sopra illustrato deve essere applicato sia quando l'Istituto è creditore, sia quando è debitore.


REGIME ORDINARIO


La legge 662/96, così come nel precedente regime sanzionatorio (L.48/88), ha previsto un trattamento più severo per i casi di evasione contributiva rispetto alla omissione contributiva, in considerazione della maggiore pericolosità sociale della condotta.

 

OMISSIONE CONTRIBUTIVA


Si ha una omissione contributiva nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, il cui ammontare è rilevabile dalle denuncie o registrazioni obbligatorie (art. 1, comma 217, lett. a L. 662/96).


Ad esempio:

  • per le aziende nel caso in cui il datore di lavoro abbia regolarmente denunciato il rapporto di lavoro, la retribuzione e l'orario di lavoro del dipendente;
  • per gli artigiani ed i commercianti qualora sia stata effettuata la prescritta denuncia di inizio di attività nei termini previsti;
  • per i datori di lavoro domestico qualora sia stata effettuata la prescritta denuncia di inizio di attività nei termini previsti e siano state denunciate correttamente le ore lavorate e la retribuzione percepita dal collaboratore;
  • per i committenti di collaborazioni coordinate e continuative qualora sia stato denunciato il compenso percepito del collaboratore;
  • per i liberi professionisti qualora sia stata effettuata la prescritta denuncia di inizio di attività;
  • per i datori di lavoro del settore agricolo qualora sia stato regolarmente denunciato il rapporto di lavoro entro il 25 del mese successivo al trimestre di competenza;
  • per i lavoratori agricoli autonomi qualora sia stata effettuata la prescritta denuncia di inizio e variazione attività nei termini previsti;

REGIME SPECIALE


La legge 662/96 considera alcune fattispecie particolari nelle quali in caso di omesso o ritardato pagamento dei contributi o premi si applica una disciplina speciale, che prevede l'applicazione delle somme accessorie secondo criteri diversi da quelli stabiliti per la generalità dei contribuenti.


Esse sono:

  • casi di mancato o ritardato pagamento derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell'obbligo contributivo (art. 1, comma 218).
    Non deve trattarsi di incertezza su questioni già oggetto di un costante orientamento giurisprudenziale, ma occorre che le incertezze derivino dalla novità e complessità delle norme, sulle quali insistano diversi orientamenti giurisprudenziali e/o amministrativi, tali da generare un convincimento errato circa la sussistenza dell'obbligo contributivo, che successivamente sia stato riconosciuto definitivamente, in via amministrativa o giurisprudenziale.
    In tal caso si applica una somma aggiuntiva, in ragione d'anno, in misura pari al tasso dell'interesse di differimento e di dilazione (dal 1 gennaio 1999 al tasso ufficiale di sconto).
    La somma aggiuntiva in ogni caso non può essere superiore al 100% dell'importo dei contributi o dei premi non corrisposti alla scadenza di legge.
    La riduzione è subordinata all'integrale pagamento dei contributi e delle somme aggiuntive dovute nel termine che l'Istituto fisserà al debitore. In caso di mancato rispetto di detto termine si applicheranno le normali somme aggiuntive;
  • Le amministrazioni centrali e periferiche dello stato nonché gli enti locali sono esonerati dal pagamento delle somme aggiuntive e degli interessi legali (art. 1, comma 219).
    Questa disposizione era già prevista nella precedente normativa (L. 48/88), la novità consiste nell'avere incluso anche gli enti locali come soggetti beneficiari;
  • Nelle procedure concorsuali, in caso di pagamento integrale dei contributi e spese, la somma aggiuntiva può essere ridotta ad un tasso annuo non inferiore a quello degli interessi legali (art. 1, comma 220).
    L'importo della sanzione ridotta viene determinata secondo i criteri indicati nella deliberazione dell'Istituto 197 del 18 febbraio 1997 (circolare 65/1997; circolare 64/1999).
    Essi sono:
IPOTESI DI PROCEDURE CONCORSUALI TIPI DI INADEMPIENZE
EVASIONE OMISSIONE
Fallimento
Liquidazione coatta amministrativa
Sanzioni pari al prime rate (*) Sanzioni pari al prime rate (*) meno 4 punti
Concordato preventivo
Concordato fallimentare
Sanzioni pari al prime rate (*) meno 2 punti Sanzioni pari al prime rate (*) meno 5 punti
Amministrazione controllata
Amministrazione straordinaria
Sanzioni pari al prime rate (*) meno 3 punti Sanzioni pari agli interessi legali
 
(*) Dal 1° Gennaio 1999 il riferimento al prime rate deve essere sostuituito con il Tasso Ufficiale di Sconto (TUS)
  • Enti non economici ed enti, fondazioni e associazioni non aventi fini di lucro, quando l'omissione o ritardato versamento dei contributi o dei premi è dovuto ad un ritardo (debitamente documentato) nella erogazione di contributi o finanziamenti pubblici previsti per legge o convenzione (art. 1, comma 221).
    La somma aggiuntiva, che in ogni caso non può essere inferiore agli interessi legali, è graduata secondo i seguenti criteri stabiliti dall'Istituto:
    • nella misura pari agli interessi legali nei confronti di quegli enti i cui proventi finanziari consistono prevalentemente in finanziamenti dello stato e di altre pubbliche amministrazioni;
    • nella misura degli interessi legali maggiorati del 50% nei confronti degli altri enti per i quali la condizione di prevalenza non ricorre.
      Per stabilire se un ente ha i propri proventi finanziari prevalentemente pubblici o meno, occorre che essi siano superiori ai due terzi delle entrate complessive.
  • infine altri casi sono legati alle esigenze di evitare conseguenze negative in campo occupazionale, per i quali l'importo delle somme aggiuntive e della maggiorazione può essere ridotto, con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, fino alla misura degli interessi legali (art. 1, comma 224).
    Le ipotesi sono:
    • nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi derivanti da oggettive incertezze connesse a costanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sull'obbligo contributivo successivamente riconosciuto in sede giudiziale o amministrativa in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze che hanno dato luogo all'inadempienza;
    • nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi derivanti da fatto doloso denunciato all'autorità giudiziaria;
    • per le aziende in crisi per le quali siano stati adottati i provvedimenti previsti dalla Legge 675 del 12 agosto 1977, dalla Legge 787 del 5 dicembre 1978, dal Decreto Legge 26 del  30 gennaio 1979 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 95 del 3 aprile 1979) e dalla Legge 223 del 23 luglio 1991 (ad esempio nei casi di cassa integrazione guadagni);
    • in tutti i casi di crisi, riconversione o ristrutturazione aziendale che presentino particolare rilevanza sociale ed economica in relazione alla situazione produttiva del settore. Deve comunque trattarsi di una situazione temporanea che non superi i limiti previsti dall'art. 1, commi 3 e 5, della legge 223/1991.

NORME


REGIME SANZIONATORIO LEGGE 662/96
msg.10718/1994 Nuova misura dell'interesse di dilazione e di differimento.
Riferimento temporale per misura sanzioni civili.
circ 65/1997 Nuove   disposizioni   in   materia   di   somme aggiuntive e sanzioni per violazione di obblighi contributivi.
circ. 178/1997 Regime sanzionatorio ex lege 23 dicembre 1996,n. 662 ulteriori precisazioni.
circ. 225/1997 Regime sanzionatorio ex lege 23 dicembre 1996,n.662.
msg. 2928/1997 Nuovo regime sanzionatorio ex art. 1, commi da 217 a 225, della L. n. 662/1996: decreto interministeriale che fissa i criteri per l' applicazione della sanzione "una
tantum".
circ.18/1998 Nuova formulazione della disposizione sanzionatoria per i casi di evasione contributiva denunciati spontaneamente (art.59, comma 22, della L. 27 dicembre 1997, n. 449, che ha sostituito, a decorrere dal 1ø gennaio 1997, l'ultimo periodo della lett. b) del comma 217 dell'art.1 della L.23 dicembre 1996, n. 662).
circ 64/1999 Nuove misure degli interessi di dilazione e di differimento e riflessi in materia sanzionatoria.
circ. 74/2003 Qualificazione dei rapporti di lavoro - Regime sanzionatorio - Nuove linee interpretative



Ammortizzatore sociale previsto dalla legislazione italiana che consiste in una prestazione economica erogata dall’INPS. Integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori che si trovano in precarie condizioni economiche a causa di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

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