Indennita’ di disoccupazione ASPI ai lavoratori sospesi

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COSA E’

E’ un’indennità di disoccupazione collegata all’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) riconosciuta ai lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali.

E’ stata prevista per la prima volta nel decreto-legge 29 novembre 2008, n.185 (legge n. 2/2009) e, da ultimo, nella legge 28 giugno 2012, n.92 che la riconosce in via sperimentale per il triennio 2013-2015 nell’articolo 3, comma 17.


A CHI SPETTA

Ai lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali, con contratti di lavoro a tempo indeterminato e determinato, dipendenti da aziende non destinatarie, per settore o dimensione, di altre forme di tutela quali la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria ovvero dipendenti di imprese artigiane che rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 12, comma 1, della legge n.223 del 1991.

Anche agli apprendisti, in presenza dei requisiti, è estesa questa forma di tutela.


A CHI NON SPETTA

Non sono destinatari della indennità di disoccupazione ASpI:

  • i lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di integrazione salariale;
  • i lavoratori con contratti di lavoro a tempo indeterminato che prevedano sospensioni lavorative programmate;
  • i lavoratori con contratti di lavoro a tempo parziale verticale.

REQUISITI

I requisiti soggettivi sono quelli previsti per l’indennità ASpI in quanto compatibili con la tutela in costanza di rapporto di lavoro.

  • due anni di assicurazione contro la disoccupazione: devono essere trascorsi almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione. Il biennio viene determinato a decorrere dal primo giorno in cui il lavoratore risulta sospeso.
  • un anno di contribuzione contro la disoccupazione (contributi DS e/o ASpI) nel biennio precedente l’inizio del periodo di sospensione.

QUANTO SPETTA

La misura della prestazione è pari:

  • al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, se questa è pari o inferiore ad un importo stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT (per l’anno 2014 pari ad € 1.192,98). L’importo della prestazione non può comunque superare un limite massimo individuato annualmente per legge.
  • al 75% dell’importo stabilito (per l’anno 2014 pari ad € 1.192,98) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed € 1.192,98 (per l’anno 2014), se la retribuzione media mensile imponibile è superiore al suddetto importo stabilito.

L’importo della prestazione non può comunque superare un limite massimo individuato annualmente per legge.

Nel caso in cui la sospensione del lavoratore fosse a giornate, l’indennità così calcolata dovrà essere divisa per 30 - per individuare il valore giornaliero - e moltiplicata per il numero delle giornate di effettiva sospensione.

Per il periodo indennizzato sono riconosciuti i contributi figurativi ed è riconosciuto il diritto all’assegno al nucleo familiare.


DURATA

La disciplina prevede un limite massimo di 90 giornate di sospensione nel biennio mobile.


INTERVENTO INTEGRATIVO DEGLI ENTI BILATERALI

Per tale misura di sostegno al reddito è previsto l’intervento integrativo obbligatorio degli Enti bilaterali pari almeno al 20% dell’indennità.


DOMANDA

La domanda deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • aziende/consulenti aziendali;
  • Enti bilaterali convenzionati con l’Inps.

Ammortizzatore sociale previsto dalla legislazione italiana che consiste in una prestazione economica erogata dall’INPS. Integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori che si trovano in precarie condizioni economiche a causa di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

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Contributi accreditati, senza onere a carico del lavoratore, per periodi in cui l’interessato è costretto a interrompere l’attività lavorativa per diversi motivi (gravidanza, malattia, disoccupazione). Sono utili sia per raggiungere il diritto a pensione sia per aumentare l'importo della stessa.

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