Le tappe della previdenza complementare

Data: 23/11/2015

Prima del 1993

Nell’ambito delle banche, delle assicurazioni, di imprese multinazionali sono già presenti, per particolari categorie di lavoratori, un buon numero di fondi, chiamati “preesistenti” (al decreto legislativo 124/1993). La materia è trattata solo dalle disposizioni contenute negli articoli 2117 e 2123 del codice civile, nell’ambito della libertà di assistenza privata garantita dalla Costituzione, con una prima tutela dei fondi costituiti internamente alle aziende. Il decreto legge 103 del 1991, convertito in legge 166 del 1991, riconosce, con l’articolo 9 bis, l’esclusione dalle retribuzioni imponibili di quanto versato dal datore di lavoro a finanziamento di fondi o gestioni su accordi collettivi o regolamenti aziendali, prevedendo un contributo di solidarietà del 10% su queste somme destinate a tali gestioni pensionistiche obbligatorie.


1993

Con il decreto legislativo 124 del 21 aprile 1993 viene data una prima sistemazione organica alla disciplina della previdenza complementare: si cominciano a considerare i trattamenti pensionistici erogati dai fondi come trattamenti 'complementari’ del sistema obbligatorio pubblico.


1995

Con la Riforma Dini legge 335 dell’8 agosto 1995 si interviene anche sulla previdenza complementare con la rimozione di alcuni ostacoli che ne impediscono l'avvio.


1997

La finanziaria 1998,  legge 449 del 27 dicembre 1997, introduce la possibilità, per i dipendenti pubblici in regime di TFS, di optare per il TFR, attraverso l’adesione ad un fondo pensionistico complementare.


1998

Con la finanziaria 1999, legge 448 del 23 dicembre 1998, viene stabilita in 200 miliardi di lire la misura degli stanziamenti destinati ai fondi di previdenza complementare del pubblico impiego, a copertura degli oneri gravanti a carico delle amministrazioni datrici di lavoro.


1999

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 dicembre 1999 (modificato nel 2001) viene recepito l’accordo quadro stipulato in data 29 luglio 1999 in materia di TFR e previdenza complementare per i dipendenti pubblici e, nel contempo, vengono indicati i criteri per la ripartizione degli stanziamenti per la previdenza complementare dei dipendenti pubblici.


2000

Con il decreto legislativo 47 del  18 febbraio 2000 si rivisita tutto il regime fiscale della previdenza complementare e vengono introdotte e disciplinate le forme pensionistiche individuali.


2004

Approvata in Parlamento la legge delega 243 del 23 agosto 2004 che fissa principi e criteri per introdurre modalità tacite di conferimento del  Tfr maturando ai fondi pensione, l’equiparazione tra forme pensionistiche complementari e la rimozione dei vincoli per il trasferimento delle posizioni individuali. Indicati anche i principi per ridefinire la disciplina fiscale della previdenza complementare: agevolando la deducibilità della contribuzione alle forme pensionistiche complementari e rendendo più favorevole la tassazione delle prestazioni.


2005

Attuata la legge delega con l’emanazione del decreto legislativo 252 del 5 dicembre 2005, ma dall’applicazione sono esclusi i dipendenti pubblici.


2007

Parte la nuova previdenza complementare per il settore privato.


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