Indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale

Data: 15/11/2016

 

L’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale fu introdotto nel 1996 (decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207).

Per finanziare tale indennizzo fu istituito presso l'INPS il «Fondo degli interventi per la razionalizzazione della rete commerciale» che opera mediante contabilità separata nell'ambito della Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali.

Inizialmente previsto per il triennio 1996-1997, con successivi interventi normativi ne è stata, più volte, prorogata la scadenza.

La legge di stabilità 2014 (legge 147/2013) ha disposto che ”L'indennizzo di cui al decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, è concesso, nella misura e secondo le modalità ivi previste, anche ai soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2 del medesimo decreto legislativo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2016” .

 

SOGGETTI DESTINATARI

Sono potenziali destinatari di tale beneficio (art. 1 del decreto legislativo n. 207 del 1996 e articolo 59, comma 58 della legge 449/1997):

  • i titolari o coadiutori di attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • i titolari o coadiutori di attività commerciale su aree pubbliche;
  • gli esercenti attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • gli agenti e rappresentanti di commercio (art.59, comma 58, della legge 449/1997).

 

 

REQUISITI E CONDIZIONI DI ACCESSO

L’indennizzo spetta ai soggetti suindicati che:

  • nel periodo compreso tra il 1.1.2009 e il 31.12.2016 abbiano cessato definitivamente l’attività commerciale riconsegnando al comune la licenza e richiedendo la cancellazione dal registro di appartenenza presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • al momento della domanda, abbiano compiuto almeno 62 anni di età, se uomo, almeno 57, se donna;
  • risultino iscritti, al momento della cessazione, per almeno 5 anni in qualità di titolari o coadiutori nella Gestione speciale commercianti.
L'indennizzo, è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro sia dipendente sia autonoma (compresi i c.d. voucher) e con la titolarità di un trattamento pensionistico di vecchiaia a carico di qualsiasi fondo erogato.

 

 

QUANDO SPETTA

L’indennizzo spetta dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda sempreché risultino perfezionati tutti i requisiti e le condizioni richieste.
L’indennizzo cessa al compimento dell’età pensionabile prevista per la vecchiaia nella gestione commercianti.
Il periodo in cui viene riscosso l’indennizzo è riconosciuto figurativamente ai soli fini del conseguimento del diritto al trattamento pensionistico ma non per la misura dello stesso.

La corresponsione dell’indennizzo cessa dal primo giorno del mese successivo a quello in cui sia stata ripresa l'attività lavorativa, subordinata o autonoma. Il beneficiario è tenuto, pertanto, a comunicare all’Inps, entro 30 giorni dal suo verificarsi, la ripresa dell’attività lavorativa.

 

QUANTO SPETTA

L’importo dell’indennizzo è pari al trattamento minimo di pensione previsto per gli iscritti alla gestione speciale commercianti.

L'erogazione dell'indennizzo viene effettuata con le stesse modalità e cadenze previste per le prestazioni pensionistiche agli esercenti attività commerciali.

L’indennizzo è assoggettato a tassazione con le stessa modalità previste per la generalità dei trattamenti pensionistici, non è previsto il pagamento di interessi legali, nè la rivalutazione monetaria, né l'applicazione di trattenute sindacali e/o l'erogazione di trattamenti di famiglia.

 

LA DOMANDA

La domanda deve essere presentata, entro il 31.01.2017, presso la sede Inps territorialmente competente utilizzando il mod AP 95.

Nei casi in cui la sede non ritenga di poter accogliere la domanda, il fascicolo viene inviato al Comitato Amministratore della Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciale, organo terzo rispetto all’Istituto, che decide in via definitiva sull’eventuale rigetto della domanda.

Possono chiedere l’indennizzo riconosciuto dalla legge di stabilità 2014 anche coloro che, pur avendo maturato i requisiti per il diritto alla predetta prestazione ai sensi della previgente norma, nel periodo 1° gennaio 2009 - 31 dicembre 2011, non avevano precedentemente presentato la relativa domanda o avevano presentato domanda oltre il vecchio termine ultimo del 31.12.2012.

 

PROROGA INDENNIZZI SOSPESI

Gli indennizzi riconosciuti in base alla legislazione previgente e sospesi, dopo l’entrata in vigore della legge n. 214 del 2011, all’età di 66 anni e 6 mesi per gli uomini e di 61 anni e 6 mesi per le donne, sono prorogati in base alla legge di stabilità 2014 fino a tutto il mese in cui i beneficiari compiono le età pensionabili, adeguate agli incrementi della speranza di vita, introdotte, dal 1° gennaio 2012, dalla legge n. 214 del 2011.

La predetta proroga non può essere concessa ai soggetti che siano già titolari di pensione erogata dall’INPS o da altro ente pensionistico o che diventino titolari di pensione prima della scadenza dell’indennizzo secondo le età previste inizialmente dal legislatore.

E’ incompatibile con la proroga anche la ripresa di attività di lavoro dipendente o autonomo.

La proroga può essere richiesta compilando telematicamente l’apposito modello di domanda AP 96.
Qualunque sia il momento di presentazione della domanda, il richiedente avrà diritto al riconoscimento degli arretrati dal momento dell’avvenuta sospensione dell’indennizzo.

 

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