Richiamo alle armi

Data: 03/12/2015

Per i lavoratori che vengono richiamati alle armi è prevista la corresponsione di un’indennità e la conservazione del posto di lavoro (Legge 10 giugno 1940 n. 653).

La Legge 3 maggio 1955 n. 370, ha esteso a tutti i lavoratori, pubblici e privati, la conservazione del posto di lavoro ed il riconoscimento del periodo trascorso come richiamato alle armi, quale anzianità di servizio.

A CHI SPETTA

Ai dipendenti con qualifica di operaio, impiegato, dirigente di aziende private industriali, artigiane, dell’agricoltura, del commercio, del credito, delle assicurazioni, delle professioni ed arti, di compagnie portuali ed altre compagnie e carovane di lavoratori, soci di enti cooperativi anche di fatto, assunti con contratto a tempo indeterminato, a tempo determinato, di formazione e lavoro, stagionale, in periodo di prova, in preavviso di licenziamento, nei casi in cui gli stessi siano:

  • trattenuti sotto le armi dopo il compimento del normale periodo di leva;
  • si siano arruolati volontariamente, in caso di esigenze di carattere eccezionale;
  • riformati, chiamati per la prima volta alle armi;
  • dispensati dal servizio militare perché residenti all’estero che, rientrati in Patria dopo il compimento del 32° anno, vengono chiamati per la prima volta alle armi.

REQUISITI

I requisiti per aver diritto all’indennità sono:

  • rapporto di lavoro in essere;
  • richiamo alle armi del lavoratore, sia per esercitazioni che per servizio, da parte di corpi militari e militarizzati (ad es. Croce Rossa).

QUANTO SPETTA

I lavoratori richiamati alle armi hanno diritto a percepire per tutta la durata del richiamo un trattamento economico a carico dell’INPS secondo le seguenti modalità:

  • per i primi due mesi del richiamo, il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari all’intera retribuzione. Questo importo è concesso solo per 2 mensilità nell'arco di un anno, anche se il lavoratore è richiamato per più volte;
  • per il periodo che supera i due mesi e fino alla fine del richiamo, il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari alla differenza tra l’intera retribuzione e il trattamento militare, qualora quest’ultimo sia di importo inferiore.

Se il lavoratore è dipendente da più datori di lavoro, al momento del richiamo alle armi, ha diritto al trattamento per un importo pari al totale delle retribuzioni percepite dai diversi datori di lavoro.


L'indennità viene sospesa:

  • durante le licenze militari straordinarie illimitate o di durata superiore ai 30 giorni;
  • durante le licenze di convalescenza, dopo il primo mese;
  • in caso di cessazione completa dell’attività dell’azienda da cui il lavoratore interessato dipenda (il trattamento è sospeso alla data di detta cessazione);
  • dimissioni del lavoratore durante il periodo di richiamo (il trattamento è sospeso con effetto dalla data di cessazione del rapporto di lavoro);
  • in caso di fallimento della ditta da cui dipende il lavoratore richiamato (il diritto all’indennità ha termine con la data di chiusura del fallimento).

Si ricorda che il trattamento in questione è soggetto alle normali trattenute previdenziali ed erariali ed, per lo stesso, è previsto l’accredito della contribuzione figurativa.

DOMANDA

Per poter percepire l’indennità, il lavoratore dovrà presentare la domanda:

  • al datore di lavoro, che provvederà direttamente al pagamento, inquadrato nei settori dell’industria, dell’artigianato, del credito e delle assicurazioni, con allegato il documento dell’Autorità militare attestante la posizione di richiamato, la relativa decorrenza ed il grado di militare rivestito. Il documento ha validità di 90 giorni e deve essere rinnovato ad ogni scadenza. Se il lavoratore è dipendente da più datori di lavoro, al momento del richiamo alle armi, l’indennità è pagata dal datore di lavoro dove il richiamato presta l’attività principale (considerata in base al numero di ore o in base alla retribuzione).
    Il datore di lavoro anticipa in busta paga per conto dell’INPS un importo corrispondente all’indennità spettante insieme all’assegno per il nucleo familiare eventualmente spettante e pone l’importo a conguaglio in sede di compilazione del modello UNIEMENS.
  • all’Agenzia INPS, esclusivamente attraverso l’invio telematico tramite uno dei seguenti canali (circolare INPS n. 27 del 27.02.2012):
    • web – avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto www.inps.it servizi On-line – Servizi per il cittadino – Invio domande di prestazione a sostegno del reddito – Richiamo alle armi;
    • telefono– chiamando il Contact Center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, abilitati ad acquisire le domande di prestazioni ed altri servizi per venire incontro alle esigenze di coloro che non dispongono delle necessarie capacità o possibilità di interazione con l’Inps per via telematica;
    • enti di Patronato e intermediari autorizzati dall’Istituto,che mettono a disposizione dei cittadini i necessari servizi telematici.

PRESCRIZIONE

Il diritto all’indennità si prescrive nel termine massimo di due anni dalla data di termine del periodo di richiamo alle armi.

Contributi accreditati, senza onere a carico del lavoratore, per periodi in cui l’interessato è costretto a interrompere l’attività lavorativa per diversi motivi (gravidanza, malattia, disoccupazione). Sono utili sia per raggiungere il diritto a pensione sia per aumentare l'importo della stessa.

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