Recupero crediti

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REGOLARIZZAZIONE CONTRIBUTIVA

I contributi obbligatori devono essere versati entro termini e con modalità di calcolo stabilite dalla legge.
L'inosservanza di queste regole determina una inadempienza contributiva che deve essere regolarizzata entro i termini di prescrizione previsti dalla legge e con aggravio di sanzioni.

Per tale motivo l'Inps ha previsto un sistema di recupero crediti anche coattivo, attraverso l'emissione di avvisi bonari e cartelle esattoriali:

 

  • Per artigiani, commercianti, lavoratori agricoli autonomi e aziende con dipendenti il recupero di tutti i crediti dell’Inps, conosciuti o accertati dal mese di luglio 1999 in poi, avviene mediante il sistema di periodica interruzione dei termini di prescrizione tramite invio di avviso di pagamento ed emissione di cartella esattoriale (nel caso in cui il debito contestato con avviso non venga pagato).
  • Per i lavoratori iscritti alla gestione separata e per i datori di lavoro domesticoad oggi, il recupero crediti ha previsto solo l'invio di avvisi di pagamento:
  • Per i pescatori autonomi il sistema di recupero crediti è conseguente alla compensazione delle somme risultanti a credito a seguito dell'applicazione dello sgravio contributivo, nella misura del 70%, ai sensi dell'art. 11 legge n. 388/2000 e successive proroghe.

La regolarizzazione può avvenire anche su accertamento svolto da funzionari di vigilanza.

Nel corso del tempo sono state previste altresì, varie forme di agevolazioni (condoni, sanatorie fiscali e previdenziali), per consentire alle aziende in difficoltà di regolarizzare le posizioni assicurative con un regime sanzionatorio più basso di quello vigente.
Inoltre, in relazione ad eventi eccezionali (es. calamità naturali), possono essere disposti sgravi o sospensioni dell’obbligo contributivo, talvolta concedendone la possibilità di un recupero rateale.


AVVISO DI PAGAMENTO

All’interno del proprio sistema di recupero crediti l’Inps, prima di procedere alla iscrizione a ruolo ed alla conseguente riscossione coattiva a mezzo di cartella esattoriale, promuove una politica definita degli “avvisi bonari", cioè comunicazioni finalizzate a consentire il tempestivo accertamento delle omissioni contributive e la regolarizzazione da parte del contribuente (msg. 020838 del 24/07/2006;msg. 023688 del 04.09.2006,
msg 030545 del 19.12.2007).

In particolare l'Inps, con l'avviso, segnala i contributi dovuti e non pagati alla scadenza (o versati in ritardo) relativamente all’anno in corso, a quello precedente o ad anni pregressi (nei limiti della prescrizione), accertati d’ufficio o tramite l'attività di vigilanza.
L’avviso di pagamento ha, inoltre, valore di atto interruttivo dei termini di prescrizione.

Dal mese di ottobre 2006 è attivo, nell'ambito del nuovo canale di comunicazione INPS-Cliente denominato “ICON@- INPS comunica via e-mail” (vedi msg. 027680 del 17.10.2006), l'invio tramite e-mail ai consulenti del lavoro della copia dell'avviso bonario alle aziende da loro assistite. Ciò al fine di assicurare certezza e celerità del recapito di tali comunicazioni.

In attesa dell'apertura di un canale di posta elettronica certificata, le e-mails affiancano (ma non sostituiscono) il tradizionale metodo di notifica dell'avviso bonario a mezzo raccomandata A/R.


ACCERTAMENTI EFFETTUATI DAL FISCO

È compito dell’Agenzia delle Entrate in sede di liquidazione delle imposte, contributi e premi dovuti in base alle dichiarazioni dei redditi, di provvedere al controllo formale e sostanziale dei dati in esse contenuti (ai sensi D.P.R. 600/1973).
Inoltre l’art. 1 del D. Lgs. 462/97 ha disposto che: “Per la liquidazione, l'accertamento e la riscossione dei contributi e dei premi previdenziali ed assistenziali che … devono essere determinati nelle dichiarazioni dei redditi, si applicano le disposizioni previste in materia di imposte sui redditi”.

Ciò significa che a partire dalla dichiarazione UNICO 1999 (per i redditi 1998), l’Agenzia delle Entrate svolge una attività di controllo, effettuando accertamenti formali e sostanziali sui dati denunciati dai contribuenti (artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata ex art. 2 Legge 335/95), richiedendo il pagamento dei contributi e premi omessi e/o evasi da trasmettere successivamente all’Inps.

In caso di mancato pagamento l’Inps procede, sulla base dei dati forniti dalla Agenzia delle entrate, alla iscrizione a ruolo dei contributi totalmente o parzialmente insoluti (ai sensi del D. Lgs. 46/99).
Tale attività è svolta direttamente dalla Direzione Centrale Sistemi Informativi e Telecomunicazioni (D.C.S.I.T).

NB: si precisa che nella liquidazione dei contributi vengono prese in considerazione soltanto le somme relative alla quota di reddito eccedente il minimale imponibile in quanto, il recupero dei contributi relativi al minimale imponibile (ctr. fissi) è rimesso alla esclusiva competenza del'Inps.

Le tipologie di accertamento che influiscono sulla contribuzione Inps sono:

 

LA CARTELLA ESATTORIALE

 

All’interno del proprio sistema di recupero crediti, dopo avere emesso l’avviso di pagamento, l’Inps procede alla iscrizione a ruolo ed alla conseguente riscossione coattiva dei crediti contributivi già maturati nei confronti dei contribuenti morosi (ivi compresi gli accessori per interessi, sanzioni e somme aggiuntive).
Tale compito, in forza di contratto di cessione, viene affidato ad un concessionario. Quest’ultimo sulla base dei flussi di informazione, anagrafica e contabile (ruoli) trasmessi telematicamente dall’Inps, provvede ad emettere una “cartella esattoriale”.

I crediti ceduti sono:

  • I crediti previdenziali verso le aziende con dipendenti;
  • I crediti verso le categorie dei lavoratori autonomi;
  • I crediti verso le aziende agricole.

Sono esclusi dalla cessione:

  • I crediti oggetto di domanda di dilazione concessa antecedentemente al 31.11.1999;
  • I crediti oggetto di regolarizzazione contributiva agevolata (condono). Il mancato pagamento di una sola rata determina
  • l’iscrizione a ruolo dopo il terzo mese successivo a quello di scadenza della rata stessa;
  • I crediti già in trattazione presso l’Ufficio Legale già oggetto di procedimenti civili di cognizione e di procedure concorsuali.

Nb:
Il D.l. 5 del 10 febbraio 2009 ha disposto il trasferimento agli agenti di riscossione di tutti i crediti previdenziali precedentemente in carico agli uffici Legali purché non interessati da procedure concorsuali e/o procedimenti giudiziari in corso (Circ. 67 del 30 aprile 2009).

Inoltre l’art. 32 del D. Lgs 46/99 (sostituito dall’art. 2 comma 1 del D. Lgs. 326/99) ha previsto una seconda tipologia di riscossione dei crediti per mezzo cartelle esattoriali, la riscossione spontanea (Circ. 169 del 21/12/2004), che si applica:

- a seguito di iscrizione a ruolo non derivante da inadempimento (non si applica ai contributi previdenziali);
- quando la somma da iscrivere a ruolo è ripartita in più rate su richiesta del debitore.

LA DILAZIONE DEL DEBITO

L’oggetto della dilazione è costituito dal debito contributivo, dalle sanzioni civili e dagli interessi di dilazione (6 punti oltre il tasso ufficiale di riferimento). Non possono essere dilazionati i contributi non ancora scaduti e cioè contributi per i quali non sia ancora decorso il termine entro cui vanno pagati.
Condizione essenziale per l’autorizzazione alla dilazione è che l’istanza comprenda tutti i debiti contributivi a carico dell’azienda.

Bisogna quindi fare una valutazione complessiva della situazione debitoria considerando la possibilità che oltre ai debiti oggetto di cartella esattoriale, vi siano debiti in fase amministrativa (ad es. contestati con un avviso di pagamento), o in fase di recupero presso l’ufficio legale dell’Inps ovvero già iscritti a ruolo ma rispetto ai quali la relativa cartella non è ancora stata notificata.

NOTA BENE: fino al 30.12.2007, in caso di debito già notificato con cartella esattoriale, era possibile chiedere la rateazione del carico iscritto a ruolo a condizione che l’esattoria non avesse iniziato gli atti esecutivi (D. Lgs. 46/99).
Tale vincolo è stato eliminato con la promulgazione della legge 28 febbraio 2008 n. 31 che ha convertito con modificazioni il D.L. 31 dicembre 2007 (cosiddetto “decreto 1000 proroghe”).
Infatti la citata legge ha abrogato il comma 2 dell’art. 19 del D.P.R. 620/1973, che impediva di concedere le dilazioni sui crediti sottoposti a procedura esecutiva (msg. 6292/2008).

In ogni caso si precisa che l’ipoteca ed il fermo amministrativo da parte dell'esattore sono da considerarsi un mero atto conservativo dei beni immobili e mobili del debitore, con valore di misura cautelare e pertanto non costituiscono inizio di una procedura esecutiva.
Non erano, pertanto, già sotto la previgente normativa, di impedimento ad una richiesta di dilazione (circ. 161/2000; msg. 006070/2005).

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