Contribuzione omessa e caduta in prescrizione

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I collaboratori e i coadiuvanti di imprese artigiane e commerciali possono chiedere, con le modalità previste dall’art. 13 della Legge 1338/62 , la costituzione di una rendita vitalizia se vi è stata omissione contributiva da parte del titolare dell’azienda (Circ. 31 del 1.2.2002).


La richiesta di riscatto per contribuzione omessa può essere presentata:

  • senza limiti temporali, anche dopo la concessione di un trattamento pensionistico;
  • per coprire parzialmente il periodo durante il quale vi è stata omissione contributiva (es.: solo i mesi necessari per il perfezionamento dei requisiti a pensione).

I contributi omessi possono essere accreditati solo dopo il pagamento di un onere di riscatto e sono utili per il diritto e per la misura di tutte le pensione, la concessione delle cure termali e per il diritto alla prosecuzione volontaria. 


CHI PUÒ FARE DOMANDA


La costituzione della rendita vitalizia (riscatto) può essere richiesta:

  • dal titolare dell’impresa (datore di lavoro);
  • dal coadiuvante (lavoratore) in sostituzione del titolare dell’impresa solo nel caso in cui quest’ultimo non voglia o non possa avanzare la richiesta;
  • dai superstiti del coadiuvante (Circ. 31 del 1.2.2002).

N.B.: Il lavoratore ha diritto di rivalersi, a titolo di risarcimento, sul titolare dell’impresa responsabile del mancato versamento dei contributi chiamandolo in giudizio per la restituzione della somma pagata per il riscatto.


I REQUISITI AMMINISTRATIVI


La richiesta di costituzione di rendita vitalizia in relazione alla contribuzione omessa e caduta in prescrizione può essere avanzata anche se il collaboratore dell’impresa artigiana o commerciale non risulta mai assicurato presso l’Inps.


LA DOMANDA


Deve essere presentata alla sede Inps territorialmente competente per residenza, compilando:

  • il mod. RVR/1 in caso che la costituzione della rendita vitalizia sia richiesta dal titolare dell’impresa;
  • il mod. RVR/1Bis se la richiesta è avanzata dal collaboratore o da un suo superstite.

Può essere presentata anche tramite uno degli Enti di Patronato, che assistono gratuitamente per legge.


LA DOCUMENTAZIONE


Alla domanda, deve essere allegata documentazione di data certa utile per provare l’effettiva esistenza del rapporto di lavoro (Circ. 183 del 30.7.1990).


È considerata documentazione di data certa:

  • l’atto costitutivo dell’impresa familiare;
  • la dichiarazione dei redditi dalla quale risulti la denuncia di redditi da partecipazione a seguito della costituzione dell’impresa familiare;
  • le attestazioni rilasciate dalla Camera di Commercio dalle quali si possa rilevare l’iscrizione del coadiuvante o del collaboratore familiare,
  • i dati presenti negli archivi dell’Inps da cui risulti l’iscrizione (Circ. 31 del 1.2.2002).

Deve essere inoltre comprovata la durata del rapporto di lavoro.


A tale scopo, se dimostrata l’esistenza del rapporto di lavoro, sono considerate utile documentazione:

  • le testimonianze (Circ. 31 del 1.2.2002);
  • le dichiarazioni rese "ora per allora", se rilasciate da pubbliche amministrazioni e sottoscritte dai funzionari responsabili in quanto rilevate da atti d’ufficio (Circ. 183 del 30.7.1990).

NORME


Contributi da riscatto per CONTRIBUZIONE OMESSA E CADUTA IN PRESCRIZIONE
 Coadiuvanti di imprese artigiane e commerciali
Legge 1338/62 Legge 12 agosto 1962, n. 1338
(in Gazz. Uff., 11 settembre, n. 229). -
Disposizioni per il miglioramento dei trattamenti di pensione dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti.
Circ. 183 del 30.7.1990 Circolare n. 183 del 30 luglio 1990
Oggetto:  Sentenza della Corte Costutizione n.  568/1989.
Parziale illegittimità costituzionale dell’art. 13, 4 e 5 comma, della legge 12.8.1962, n. 1338.
Circ. 31 del 1.2.2002 Circolare n. 31 del 1 febbraio 2002
Oggetto: Costituzione di rendita vitalizia ex art. 13 legge 12 agosto 1962, n. 1338 a favore dei familiari coadiuvanti e coadiutori dei titolari di imprese artigiane e commerciali.

mod. RVR/1
mod. RVR/1Bis



 

L'ONERE DI RISCATTO

 

È determinato sulla differenza tra l’importo della pensione che spetterebbe al richiedente sulla base dei contributi complessivamente accreditati, compresi quelli oggetti di riscatto, e l’importo della pensione determinato sulla base della contribuzione effettivamente accreditata nel fondo in cui si chiede il riscatto (Circ. 162 del 19.7.1997).

Per stabilire se l’importo della pensione debba essere determinato con il calcolo retributivo o con il calcolo contributivo si deve tener conto della collocazione temporale dei periodi considerati compresi quelli oggetto di riscatto (Circ. 162 del 19.7.1997).

Se i contributi da riscatto si collocano anteriormente all’1.1.1996, la pensione deve essere calcolata con il sistema retributivo nel caso in cui:

 

  • i contributi da riscatto sommati a quelli già accreditati determinano il superamento dei 18 anni di contributi alla data del 31.12.1995;
  • i contributi da riscatto sommati a quelli già accreditati non determinano il superamento dei 18 anni di contributi alla data del 31.12.1995 anche se, in questo caso, l’importo della pensione dovrebbe essere determinato con il sistema misto . In questo caso, però, non assume rilevanza la quota contributiva che prima dovrebbe essere considerata per determinare l’importo della pensione complessiva e, poi, sottratta dall’importo della pensione relativa ai soli contributi da riscatto (Circ. 162 del 19.7.1997).

N.B.: L’importo dell’onere varia in relazione all’età e al sesso del lavoratore, alla retribuzione percepita all’atto della domanda, al numero delle settimane riscattate e all’anzianità contributiva maturata con i contributi versati regolarmente.
Varia altresì se il richiedente è già titolare di pensione.


Se i contributi da riscatto si collocano successivamente al 31.12.1995, la pensione deve essere calcolata con il sistema contributivo (Circ. 162 del 19.7.1997).

N.B.: L’importo dell’onere è determinato applicando l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda di riscatto, nella misura prevista per il versamento della contribuzione obbligatoria dovuta nella gestione pensionistica dove viene effettuato il riscatto.


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