Domande frequenti di interesse generale

Le strutture sanitarie ospedaliere sono obbligate a trasmettere telematicamente i certificati di ricovero ed eventualmente di malattia? Come deve comportarsi il lavoratore in caso di ricovero?

 

Allo stato attuale, pur essendo stato previsto per legge l’obbligo di invio telematico della certificazione di ricovero e di malattia per le strutture sanitarie ospedaliere, in realtà non esistono ancora le condizioni tecniche per consentire tale trasmissione. Pertanto, in caso di ricovero il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato in modalità cartacea e provvedere, nelle consuete modalità, a trasmetterlo all’Inps. Egli deve altresì inviare una copia priva di diagnosi al proprio datore di lavoro. E’ stato, tuttavia, pubblicato con decreto interministeriale 18 aprile 2012 il nuovo disciplinare tecnico che consentirà anche alle suddette Strutture sanitarie la trasmissione telematica, tramite SAC, dei certificati di malattia e di ricovero.

  • Con il certificato cartaceo si potevano redigere i certificati anche quando il lavoratore, dimenticandosi, veniva a chiedere il certificato il giorno che doveva rientrare al lavoro, quindi già guarito. Ora, qualora si verificasse questa evenienza, il certificato on line non viene accettato per incongruenza di date. Come risolvere il problema in questi casi?
  • Come certificare quei cittadini che, ammalatisi il giorno precedente, richiedono il giorno successivo la certificazione di malattia? Attualmente il sistema non accetta certificati per il giorno precedente quando il paziente sia già rientrato al lavoro. Li accetta invece se nella certificazione si comprende anche il giorno corrente. In pratica impedisce di giustificare l’assenza per un sol giorno quando questo è richiesta nella giornata successiva.

Le circostanze rappresentate, pur attenendo ad una prassi che nel tempo si era consolidata, sono un’anomalia anche penalmente rilevante. Per tale motivo oggi la procedura non permette di generare certificati che non possono definirsi tali essendo ratifiche di fatti anamnestici.

 

In primo luogo, il medico, all’atto del rilascio del certificato, attesta in scienza e coscienza non la malattia ma l’incapacità all’attività lavorativa del proprio assistito dovuta ad infermità che direttamente constata: si ricorda in proposito che all’art. 7 del DPCM 26 marzo 2008 si intende per «certificato di malattia», “l'attestazione scritta di un fatto di natura tecnica destinata a provare la verità di fatti direttamente rilevabili dal medico curante nell'esercizio della professione, che attesti l'incapacità temporanea al lavoro, con l'indicazione della diagnosi e della prognosi, di cui all'art. 2, comma 1 del decreto legge 30 dicembre 1979, n. 663 convertito con modificazioni dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33”.

 

In secondo luogo, appare utile ricordare che la giurisprudenza consolidata della Corte di legittimità penale afferma: “… omissis … risponde di falso ideologico il medico che attesti una malattia senza aver compiuto la visita, anche se di essa non abbia fatto esplicita menzione nel certificato” (C. Cass. V Sez. Pen. 29.01.2008, n. 4451).

  • Ho trasmesso un certificato online per un paziente, ma ho sbagliato la data di inizio della prognosi. Interpellata, l’INPS mi ha risposto che erano trascorsi 2 giorni dalla data di fine della prognosi e non era possibile correggere l'errore. Il paziente era andato a lavorare in questi 2 giorni. Come posso risolvere questo problema?
  • Un paziente si è presentato a lavoro un giorno prima della scadenza della malattia. È possibile rettificare la prognosi?

L'allegato tecnico al D.M. del 26.02.2010 prevede, al paragrafo 5.2, che il servizio di rettifica è consentito al solo “… fine di anticipare il termine del periodo di prognosi…” e che “… l'operazione è consentita esclusivamente entro il termine del periodo di prognosi indicato dal certificato”. In tali casi è, comunque, necessario informare l’Inps dell’errore o della ripresa anticipata dell’attività lavorativa.

 

Il lavoratore è tenuto a produrre copia dell’attestato di malattia al proprio datore di lavoro o questi è obbligato a visualizzare l’attestato direttamente tramite i servizi dell’Inps?

 

Con il certificato telematico e soprattutto con lo sviluppo dei servizi messi a disposizione dall’Inps – si vedano le circolari n. 60/2010, n. 119/2010 – il datore di lavoro può prendere direttamente visione degli attestati di malattia dei propri dipendenti. La circolare n. 4/2011 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Dipartimento della Funzione pubblica, infatti, introduce l’obbligo per tutti i datori di lavoro (pubblici o privati) di utilizzare i citati servizi dell’Inps, esonerando in tal modo il lavoratore dall’onere di inviare copia dell’attestato di malattia all’Azienda.

 

Resta comunque fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare tempestivamente al datore di lavoro la propria assenza e il corretto indirizzo per la reperibilità.

 

Inoltre. il lavoratore del settore privato è obbligato a fornire, se il datore di lavoro lo richiede, il numero di protocollo identificativo del certificato/attestato di malattia comunicatogli obbligatoriamente dal medico.

 

Solo nei casi in cui la trasmissione telematica del certificato non sarà possibile e verrà redatto dal medico curante il certificato in modalità cartacea, o qualora il datore – per sue motivate esigenze anche temporanee – ne faccia richiesta, il lavoratore dovrà obbligatoriamente trasmettere l’attestato alla propria azienda e, se assicurato Inps, il certificato all’Istituto previdenziale, entro 2 giorni dalla data di rilascio.

 

Non risulta possibile stampare più di due volte lo stesso certificato, sia lato cittadino che lato medico. Come si può ovviare?

 

Il cittadino può, dai Servizi on line INPS, visualizzare e stampare senza limitazione

  • i propri attestati, fornendo codice fiscale e numero del certificato;
  • i propri certificati, fornendo il PIN dell’INPS e il numero del certificato.

Dal primo febbraio del 2011, inoltre, i medici hanno la possibilità di avere la lista dei certificati emessi e regolarmente ricevuti.

Fatti relativi all'anamnesi, ovvero la raccolta da parte del paziente di tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso una diagnosi di una certa patologia.

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Sistema di accoglienza centrale, trasmissione telematica dei certificati di malattia.

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