Domande frequenti di medici

A quali categorie appartengono i lavoratori a cui non è richiesto l’invio telematico dei certificati di malattia?


La circolare n.2 del 28.09.2010 del Dipartimento della digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica – nel richiamare l’art. 3 del D. Lgs.  165/2001 - stabilisce al paragrafo 2.1 che per “… i magistrati e avvocati dello stato, professori universitari, personale appartenente alle forze armate e alle forze di polizia, corpo nazionale dei vigili del fuoco, personale della carriera diplomatica e prefettizia … omissis … rimane vigente la tradizionale modalità cartacea”. Tuttavia, a seguito dell’emanazione del decreto legge n. 179 /2012 convertito con modificazioni nella legge n. 221/2012 è stato introdotto l’obbligo della certificazione telematica di malattia anche per i dipendenti del settore pubblico precedentemente esonerati con la sola esclusione del “personale delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.   

  • Con il certificato cartaceo si potevano redigere i certificati anche quando il lavoratore, dimenticandosi, veniva a chiedere il certificato il giorno che doveva rientrare al lavoro, quindi già guarito. Ora, qualora si verificasse questa evenienza, il certificato on line non viene accettato per incongruenza di date. Come risolvere il problema in questi casi?
  • Perché non è possibile emettere certificati con fine prognosi antecedente la data di rilascio? Ad esempio, se un paziente dice di essere stato ammalato solo ieri, deve essere possibile fare il certificato con
    1. data di emissione: oggi
    2. inizio prognosi: ieri
    3. fine prognosi: ieri
  • Come certificare quei cittadini che, ammalatisi il giorno precedente, richiedono il giorno successivo la certificazione di malattia? Attualmente il sistema non accetta certificati per il giorno precedente quando il paziente sia già rientrato al lavoro. Li accetta invece se nella certificazione si comprende anche il giorno corrente. In pratica impedisce di giustificare l’assenza per un sol giorno quando questo è richiesta nella giornata successiva.
  • Sono un medico e gradirei sapere come comportarmi per i certificati in casi come questo: questa mattina si presenta un paziente che è stato male ieri pomeriggio. Il paziente lavora di pomeriggio e oggi dovrebbe tornare a lavoro. Il sistema però non accetta una prognosi con data precedente alla data di emissione e ieri ricevevo in studio al mattino. Il paziente, tuttavia, non poteva prevedere di sentirsi male il pomeriggio. Come è possibile certificare il malore del paziente?

Le circostanze rappresentate, pur attenendo ad una prassi che nel tempo si era consolidata, sono un’anomalia anche penalmente rilevante. Per tale motivo oggi la procedura non permette di generare certificati che non possono definirsi tali essendo ratifiche di fatti anamnestici.
In primo luogo, il medico, all’atto del rilascio del certificato, attesta in scienza e coscienza non la malattia ma l’incapacità all’attività lavorativa del proprio assistito dovuta ad infermità che direttamente constata: si ricorda in proposito che all’art. 7 del DPCM 26 marzo 2008 si intende per «certificato di malattia», “l'attestazione scritta di un fatto di natura tecnica destinata a provare la verità di fatti direttamente rilevabili dal medico curante nell'esercizio della professione, che attesti l'incapacità temporanea al lavoro, con l'indicazione della diagnosi e della prognosi, di cui all'art. 2, comma 1 del decreto legge 30 dicembre 1979, n. 663 convertito con modificazioni dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33”.
In secondo luogo, appare utile ricordare che la giurisprudenza consolidata della Corte di legittimità penale afferma: “… omissis … risponde di falso ideologico il medico che attesti una malattia senza aver compiuto la visita, anche se di essa non abbia fatto esplicita menzione nel certificato” (C. Cass. V Sez. Pen. 29.01.2008, n. 4451).


Visto che i numeri di protocollo sono in ordine crescente è scontato che, in caso di due certificati riferiti alla stessa persona, l'ultimo in ordine di tempo sia quello esatto per indirizzo, domicilio, inizio malattia o diagnosi.


Esiste una procedura di rettifica che il medico deve utilizzare solo per modificare la prognosi prima della sua scadenza. Per altre esigenze il medico deve rilasciare all’assistito una dichiarazione scritta e dettagliata, che certifichi eventuali variazioni di altri dati rispetto a quelli comunicati con il certificato telematico, da consegnare all’Inps  solo nel caso di lavoratori aventi diritto all’indennità di malattia a carico Inps, ovvero soltanto al datore di lavoro in caso di lavoratori non assicurati all’INPS per la malattia.

  • Ho trasmesso un certificato online per un paziente, ma ho sbagliato la data di inizio della prognosi. Interpellata, l’INPS mi ha risposto che erano trascorsi 2 giorni dalla data di fine della prognosi e non era possibile correggere l'errore. Il paziente era andato a lavorare in questi 2 giorni. Come posso risolvere questo problema?
  • Un paziente si è presentato a lavoro un giorno prima della scadenza della malattia. È possibile rettificare la prognosi?

L'allegato tecnico al D.M. del 26.02.2010 prevede, al paragrafo 5.2, che il servizio di rettifica è consentito al solo “… fine di anticipare il termine del periodo di prognosi…” e che “… l'operazione è consentita esclusivamente entro il termine del periodo di prognosi indicato dal certificato”. In tali casi è, comunque, necessario informare l’Inps dell’errore o della ripresa anticipata dell’attività lavorativa.

Il medico deve trasmettere telematicamente i certificati di malattia anche per i dipendenti pubblici?


Certamente, con correlata irrogazione di sanzioni (salvo il caso di impedimento oggettivo) qualora non ottemperi a quanto espressamente previsto dalle disposizioni di legge ed, in particolare, dall’art. 25 della legge n. 183/2010 e dall’art. 7 del decreto legge n. 179/2012 convertito nella legge n. 221/2012. I dati dei lavoratori del settore pubblico sono messi automaticamente dal sistema a disposizione per la visualizzazione da parte dei datori di lavoro pubblici (dati degli attestati di malattia) e dei lavoratori (dati dei propri certificati).

Sono un medico specialista ed ho sempre autocertificato con il certificato bianco. Adesso dovrò usare la procedura telematica?


Per l’autocertificazione si sta valutando l’opportunità di un indirizzo univoco al Dipartimento. In caso di risposta affermativa se ne dovranno valutare le regola di accesso al certificato telematico che rimane la modalità elettiva.

Sono un medico di famiglia e ho ricevuto un paziente il quale ha avuto 3 giorni di prognosi da un medico specialista, su normale certificato bianco. Il paziente ora mi richiede il certificato telematico e il conseguente inoltro all’Inps.

Alla luce della normativa previgente (circ. 99 del 1996) sappiamo che “....il libero professionista non disponendo degli appositi moduli utilizza il proprio ricettario secondo le modalità abituali della certificazione di merito: il lavoratore in questo caso dovrebbe provvedere a duplicare in fotocopia il certificato per trasmettere i due esemplari ai rispettivi destinatari...”

Possiamo confermare che questa categoria di medici è esonerata dall’inoltro telematico o, nel caso specifico, lo specialista ha sbagliato a rilasciare il certificato bianco e, a sua volta, il medico curante non è obbligato a intervenire emettendo lui nuovo certificato?


Ogni medico che emette una prognosi è tenuto all’invio telematico del certificato di malattia. Il medico del SSN o con esso convenzionato ha già ricevuto le necessarie credenziali. Gli altri medici, in attesa delle credenziali, utilizzeranno le previgenti modalità (ovvero rilascio cartaceo del certificato da consegnarsi a cura del lavoratore all’Inps, entro 2 giorni).

I pediatri sono tenuti a comunicare per via telematica gli attestati di assenza della madre per malattia bambino?


No. Allo stato attuale, la certificazione telematica riguarda unicamente l’assenza per malattia del lavoratore. Tuttavia, l’art. 7, comma 3,  del decreto legge n. 179/2012 convertito con modificazioni nella legge n. 221/2012 ha stabilito l’obbligo di invio telematico anche dei certificati attestanti la malattia del bambino necessari per poter fruire dei congedi previsti dal testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità. Tale disposizione necessita ancora di un apposito decreto attuativo.

Come procedere per rettificare certificati medici emessi in modalità cartacea? Si deve utilizzare la modalità telematica? Se si, è possibile avvalersi del servizio erogato dal Contact Center Integrato?


Se il certificato è stato emesso in modalità cartacea ed occorre rettificarlo, bisogna procedere sempre in modalità cartacea.

Fatti relativi all'anamnesi, ovvero la raccolta da parte del paziente di tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso una diagnosi di una certa patologia.

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