Data: 11/12/2015


Principio fondamentale della legislazione previdenziale italiana è quello di parità di trattamento del lavoratore straniero con il lavoratore italiano.

 

Il principio vale, oltre che in materia pensionistica, anche per le altre prestazioni previdenziali ed assistenziali, naturalmente nel rispetto dei requisiti e delle condizioni stabiliti dalla legislazione italiana. Per tale principio, nel territorio italiano i lavoratori stranieri ottengono gli stessi diritti dei cittadini italiani; possono dunque godere dei diritti maturati nell’ordinamento italiano anche in assenza di Convenzioni di Sicurezza Sociale con il Paese di provenienza del lavoratore.

 

La legislazione previdenziale italiana prevede la territorialità dell’obbligo assicurativo, in base al quale sono sottoposte alle assicurazioni sociali “le persone di ambo i sessi e di qualsiasi nazionalità […] che prestino lavoro retribuito alle dipendenze di altri”. Pertanto, in linea di principio, il lavoratore straniero o apolide che lavora in Italia, deve essere assicurato secondo le norme italiane (R.D.L. n. 1827/1935 art. 37).

 

In virtù del principio di territorialità, trovano applicazione le disposizioni normative vigenti nel Paese in cui è svolta l’attività lavorativa per quanto attiene tipologie di copertura assicurativa, importi, retribuzione imponibile, modalità di versamento. La disciplina previdenziale da applicare è peraltro composta sia da disposizioni delle norme comuni, che da disposizioni speciali delle normative specificamente rivolte ai lavoratori stranieri.

 

Il principio di territorialità dell’obbligo assicurativo subisce delle deroghe in alcune situazioni nelle quali è consentito al lavoratore mantenere il regime assicurativo del paese di provenienza.

 

Le eccezioni al principio di territorialità dell’obbligo assicurativo, si hanno nei casi di sussistenza di un accordo di sicurezza sociale tra l’Italia e un Paese extracomunitario che regolamenti il distacco e per i Paesi aderenti all’Unione Europea in applicazione dei Regolamenti Comunitari.

 

Le Convenzioni Bilaterali e i Regolamenti Comunitari in materia di sicurezza sociale hanno il fine specifico di realizzare il coordinamento tra i diversi sistemi di sicurezza sociale, così da evitare la doppia imposizione contributiva nel Paese di origine e in quello di lavoro, stabilendo in proposito, che nel periodo di impiego nel Paese convenzionato, o facente parte dell’UE, e per la durata stabilita, può rimanere applicabile al lavoratore, il regime previdenziale del Paese di provenienza, nell’applicazione di apposite procedure amministrative.