Operazione porte aperte

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In questa sezione pubblichiamo informazioni che chiariscono le regole previste per la composizione e l’effettivo funzionamento delle maggiori gestioni pensionistiche amministrate dall’Istituto.


Questo vuole essere un primo passo di una operazione di trasparenza dell’Inps, così come annunciato dal Presidente Boeri nel suo discorso di insediamento. L’undicesima scheda pubblicata è dedicata alla Gestione degli esercenti attività commerciali, comunemente detta Gestione commercianti. Nel corso delle prossime settimane prenderemo in esame altri fondi e gestioni con la pubblicazione delle relative schede.



Istituzione e scopo del fondo


La categoria degli esercenti di attività commerciali è obbligatoriamente assicurata 1presso una apposita gestione assicurativa chiamata, dal 1° gennaio 19892, “Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali”.
La legge ha esteso l’assicurazione  obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti agli esercenti piccole imprese commerciali iscritti negli elenchi degli aventi diritto all’assicurazione obbligatoria contro le malattie, agli ausiliari del commercio ed agli altri lavoratori autonomi iscritti nei predetti elenchi, nonché ai loro familiari coadiutori (coniuge, figli legittimi e legittimati e nipoti in linea diretta, ascendenti, fratelli e sorelle), che partecipano al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza.



La situazione economico-finanziaria


Il rapporto iscritti/pensionati, sin qui costantemente superiore all’unità (1,58 nel 2015), è destinato a peggiorare significativamente a medio-lungo termine3. Il grafico sottostante evidenzia una progressiva erosione del patrimonio netto, divenuto negativo a partire dal 2013. Negli ultimi 5 anni, la gestione riporta risultati economici negativi superiori al miliardo di euro.



Andamento economico-patrimoniale commercianti



Peculiarità

  • Esiste un reddito minimo (minimale di reddito), sulla base del quale devono necessariamente essere versati i contributi, anche nel caso in cui il reddito effettivo, accertato ai fini fiscali, risulti inferiore a tale soglia.
  • Le aliquote contributive sono molto inferiori a quelle versate nel Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti da datori di lavoro e lavoratori.
  • Per determinate categorie di esercenti è prevista, a domanda, l’erogazione di un indennizzo di importo pari al trattamento minimo di pensione, in presenza di una iscrizione alla Gestione da almeno cinque anni e di un’età di almeno 62 anni, se uomini, almeno 57, se donne. Questo indennizzo è garantito fino al mese di compimento dell’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia.


Le prestazioni
Agli iscritti sono erogate le prestazioni di vecchiaia, anticipata, inabilità, assegno di invalidità e pensione ai superstiti.


Pensione di vecchiaia

1) Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

Dal 1° gennaio 2012, gli iscritti alla gestione speciale degli esercenti attività commerciali in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia al raggiungimento dei seguenti requisiti anagrafici:

Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

Periodo

Età uomini

Età donne

fino al 31 dicembre 2015

66 anni e 3 mesi

64 anni e 9 mesi

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017

66 anni e 7 mesi

66 anni e 1 mese

per l’anno 2018

66 anni e 7 mesi

66 anni e 7 mesi

dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020

66 anni e 7 mesi*

66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita



2) Soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996 
Dal 1° gennaio 2012, i soggetti con contributi versati a partire dal 1° gennaio 1996, possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia:

  1. con 20 anni di contributi e raggiunta l’età di cui al precedente punto 1),  se l’importo della pensione risulta non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale;
  2. al compimento dei 70 anni4 e 3 mesi di età e con 5 anni di contribuzione a prescindere dall’importo della pensione.

Pensione anticipata

Gli iscritti al fondo possono richiedere la pensione anticipata al raggiungimento dei seguenti requisiti:

Requisiti pensione anticipata

Periodo di maturazione dei requisiti

Anzianità contrib. Uomini

Anzianità contrib. Donne

fino al 31 dicembre 2015

42 anni e 6 mesi

41 anni e 6 mesi

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020

42 anni e 10 mesi*

41 anni e 10 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita



Per i lavoratori con primo accredito contributivo dal 1.1.1996, il diritto alla pensione anticipata può essere conseguito al compimento del requisito anagrafico di 63 anni5, a condizione che:

  • abbiano versato almeno 20 anni di contributi;
  • l’ammontare della prima rata di pensione risulti essere non inferiore a 2,8 volte l’importo mensile dell'assegno sociale.

Gli iscritti alla gestione commercianti hanno diritto all’assegno ordinario di invalidità (per riduzione di capacità lavorativa) ed alla Pensione di inabilità (per infermità che causino l’impossibilità di lavorare) a condizioni e con regole sostanzialmente analoghe a quelle dei lavoratori dipendenti.
Si noti che, ai fini dell’erogazione della pensione sia di vecchiaia che di anzianità, non è necessaria la cessazione dell’attività di lavoro autonomo ma solo da ogni eventuale impiego come lavoratore dipendente.


Il calcolo della pensione

Il metodo di calcolo è contraddistinto dalle modalità secondo il seguente schema:

Modalità di calcolo della pensione

Sistema di calcolo

Destinatari

Reddituale

lavoratori in possesso di almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31/12/1995

Misto

lavoratori con meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31/12/1995 (due quote: una quota fino al 1995 calcolata secondo il metodo reddituale; l’altra quota, per i contributi successivi al 31/12/1995, calcolata con il metodo interamente contributivo)

Contributivo

lavoratori iscritti dal 01/01/1996 privi di anzianità contributiva a tale data

A decorrere dal 1° gennaio 20126, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di  pensione corrispondente a tali anzianità  è  calcolata  secondo  il  sistema contributivo.


Sistema di calcolo reddituale

Solo dall’1.7.19907 il reddito dichiarato ai fini fiscali costituisce base pensionabile.  In particolare, la legge n. 233 del 2 agosto del 1990 ha introdotto il contributo in percentuale del reddito per artigiani e commercianti, il concetto di minimale e massimale contributivo ed i criteri di calcolo della prestazione.
Il periodo di riferimento per il calcolo della pensione con il metodo reddituale si distingue in due quote: quota A e quota B.  La prima (A) corrisponde all’importo relativo all'anzianità contributiva acquisita sino a tutto il 31 dicembre 1992; la seconda (B) corrisponde all’importo del trattamento relativo all’anzianità acquisita dopo il 1° gennaio 1993.

Sistema di calcolo reddituale

Quota A contributi al 31/12/1992

Media dei redditi da lavoro degli ultimi 10 anni

Quota B contributi dal 1/1/1993 al 31/12/2011

Media dei redditi da lavoro degli ultimi 15 anni (66,6% dei contributi dal 1/1/1996 in poi)


L’ammontare del trattamento è pari al 2% del reddito pensionabile per ogni anno di contribuzione, fino all’80% con 40 anni, massima anzianità presa in considerazione. Oltre un determinato reddito l’aliquota del 2% si riduce.


Sistema di calcolo misto


Per i lavoratori con anzianità inferiore ai 18 anni al 31.12.1995, la pensione è
calcolata col sistema reddituale per le anzianità maturate fino a tale data, e col sistema contributivo per le anzianità maturate dall’1.1.1996.


Sistema di calcolo contributivo


Per i commercianti iscritti alla gestione dal 1.1.1996 la pensione è calcolata esclusivamente con il sistema di calcolo contributivo. Il lavoratore accantona annualmente una quota pari all’aliquota contributiva obbligatoria versata (22,74% nel 2015) del reddito.  Il calcolo della pensione si svolge come per i lavoratori iscritti al FPLD.


I contributi
I titolari di impresa commerciale sono responsabili per il versamento dei propri contributi e di quelli dei loro collaboratori. È stato definito un reddito minimo (minimale di reddito) comunque dovuto anche nel caso in cui quello effettivo accertato ai fini fiscali risulti inferiore a tale soglia.
Tale reddito viene utilizzato come base di riferimento per il pagamento dei contributi previdenziali. Se il reddito d’impresa supera il reddito minimale devono essere versati anche i contributi eccedenti il minimale, nei limiti di un reddito massimo imponibile.


1) Contribuzione sul minimale di reddito.


Per l'anno 2015, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo dei contributi dovuti dagli esercenti attività commerciali è pari a € 15.548.
Le aliquote per il corrente anno 2015 sono le seguenti:

Aliquote per l'anno 2015

Destinatari

Aliquote

Titolari d’impresa e coadiuvanti di qualunque età
Coadiutori di età superiore a 21 anni

22,74%

Coadiuvanti e Coadiutori di età non superiore a 21 anni

19,74%

Il minimale di reddito ed il relativo contributo annuo devono essere riferiti al reddito attribuito ad ogni singolo soggetto operante nell'impresa.


2) Contribuzione sulla quota di reddito eccedente il minimale


Questa contribuzione è dovuta sulla quota di reddito eccedente il minimale di €15.548 annui, fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il 2015, all’importo di € 46.123. Per le quote di redditi superiori a € 46.123 annui vi è un aumento dell’aliquota di un punto percentuale.
Le aliquote contributive sono determinate come segue:

Aliquote contributive sulla quota di reddito eccedente il minimale

Destinatari

Scaglione di reddito

Aliquote

Titolari d’impresa e coadiuvanti di qualunque età
Coadiutori di età superiore a 21 anni

fino a 46.123,00
da 46.123,00

22,74%
23,74%

Coadiuvanti e Coadiutori
di età superiore a 21 anni

fino a 46.123,00
da 46.123,00

19,74%
20,74%

Questo contributo viene denominato contributo a conguaglio. La somma dei contributi versati sul minimale di reddito e sulla quota eccedente va considerata come acconto delle somme dovute sulla totalità dei redditi d'impresa prodotti nell’anno.
A tale acconto seguirà una contribuzione a saldo, una volta definito il reddito totale effettivo (nel corso dell’anno successivo, in sede di dichiarazione IRPEF).
Si osservi che i contributi sul reddito sono decisamente più bassi di quelli sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, versati pro quota dal datore di lavoro e dal lavoratore (32,70% con un 9,19% della retribuzione a carico del dipendente).


3) Massimale imponibile di reddito annuo


Per l’anno 2015, il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi è pari a € 76.872.
I redditi sopra descritti sono limiti individuali da riferire ad ogni singolo soggetto operante nell'impresa e non massimali globali da riferire all’impresa stessa. Questi limiti individuali riguardano esclusivamente i soggetti iscritti alla Gestione con decorrenza anteriore al primo gennaio 1996 o che possono far valere anzianità contributiva a tale data.  Viceversa, per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, il massimale annuo è, per il 2015, pari a € 100.324.


Contributi maturati in più gestioni previdenziali


Sulla base della normativa vigente8 per i commercianti a cui è liquidata la pensione in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi si applica il cumulo dei contributi versati nelle medesime gestioni o nel fondo pensioni lavoratori dipendenti, salvo che si sia già conseguito il diritto alla pensione nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti. In quest’ultimo caso, i contributi versati alla gestione commercianti possono dar luogo ad un supplemento di pensione.


L’indennizzo per cessazione attività commerciale


È un trattamento9 erogato per la cessazione di attività commerciale, di importo pari al trattamento minimo di pensione previsto per gli iscritti alla Gestione INPS commercianti.
L'indennizzo è concesso ai soggetti che cessino definitivamente l’attività commerciale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2016 e che si trovano in possesso dei requisiti previsti (almeno 62 anni di età se uomini, o almeno 57 se donne con un minimo di cinque anni di iscrizione nella gestione commercianti), fino al compimento dell’età per il pensionamento di vecchiaia.
L’indennizzo è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro sia dipendente sia autonoma e con la  titolarità di un trattamento pensionistico di vecchiaia a carico di qualunque fondo erogato.


Il ricalcolo contributivo delle pensioni vigenti


I grafici qui sotto rappresentano gli effetti di un ricalcolo contributivo applicato alle pensioni vigenti al 1.1.2015 della Gestione commercianti.

Gli istogrammi documentano come le pensioni con decorrenza successiva al 1999 rapportano con le prestazioni che sarebbero state erogate applicando il metodo contributivo. Il 91% delle pensioni in essere subirebbe una riduzione se ricalcolate con il contributivo. Per un terzo dei casi la riduzione sarebbe superiore al 50%.

Le risultanze distribuite su diverse classi di decurtazione/maggiorazione riflettono l’ampia casistica relativa ai pensionati della Gestione che, per la natura dell’attività lavorativa, presentano una diversificata storia assicurativa quanto a contribuzione in altro Fondo o Gestione.



Gestione commercianti. Pansioni con decorrenza 2000-2014



L’effetto della variabile età alla decorrenza è evidenziato nel grafico sottostante che riporta gli importi lordi medi mensili al gennaio 2015 per le pensioni con decorrenza successiva al 1999.





Ad esempio, un commerciante andato in pensione nel 2006 all’età di 58 anni con una pensione lorda mensile a gennaio 2015 pari a 3.450 euro, riceve una pensione di 1.250 euro in più rispetto a quanto percepirebbe con il calcolo contributivo. Un commerciante andato in pensione nel 2014 a 66 anni nell’ipotesi di ricalcolo contributivo vedrebbe il suo assegno pensionistico ridursi di 790 euro, passando da 2.220 euro lordi a 1.430 euro.
Se gli importi assoluti delle pensioni, sia quelle attualmente erogate, che quelle frutto dell’ipotesi di ricalcolo, appaiono mediamente bassi, ciò dipende, oltre che da una contribuzione più bassa di quella del FPLD, anche dal livello particolarmente basso dei redditi delle attività commerciali su cui vengono calcolati i contributi. Gli Studi di settore di recente pubblicati dal Dipartimento delle Finanze, con riferimento ai redditi 2013, indicano per il settore del commercio un reddito medio di 17.500,00 euro annui.



Nota metodologica sul ricalcolo contributivo


Il calcolo contributivo comporta la disponibilità delle informazioni relative a tutta la storia contributiva del lavoratore che nel caso di pensioni con decorrenza lontana nel tempo risulta assai difficoltosa.


L’analisi è stata condotta sulle singole posizioni assicurative procedendo alla ricostruzione della storia contributiva dell’assicurato sulla base di tutte le informazioni disponibili negli archivi dell’INPS.


E’ stato preso in considerazione un campione di pensioni di vecchiaia ed anzianità con decorrenza compresa fra il 2000 e il 2014 (circa 137 mila pensioni) che rappresentano poco più del  14% di tutte le analoghe pensioni dirette vigenti.


Tale criterio è giustificato dal fatto che il grado di completezza delle informazioni relative alle storie retributive degli iscritti al Fondo, diminuisce per le pensioni con decorrenza più lontana nel tempo.


Per ciascun pensionato sono state raccolte le informazioni anagrafiche e contributive relative a tutta la storia lavorativa del soggetto facendo riferimento all’archivio degli estratti conto assicurativi (Sistema UNEX).


Procedendo a ritroso nel tempo dal momento del pensionamento sono stati colmati i vuoti delle informazioni retributive/reddituali attribuendo a ciascun periodo da integrare, la retribuzione/reddito più vicina disponibile parametrata all’anzianità contributiva presente nell’anno solare, riproporzionata sulla base della variazione del coefficiente di rivalutazione del montante contributivo (media quinquennale del PIL nominale) tra gli anni interessati.


Una volta ricostruita la storia retributiva del soggetto è stata calcolata la contribuzione versata nel teorico conto assicurativo moltiplicando l’aliquota contributiva previdenziale vigente anno per anno per la retribuzione/reddito imponibile dell’anno considerato.


Le somma delle contribuzioni, capitalizzate mediante i coefficienti di rivalutazione (media quinquennale del PIL nominale), costituiscono il montante contributivo.


Le aliquote contributive utilizzate sono quelle in vigore tempo per tempo nella Gestione Commercianti.


Il montante così determinato fino all’anno e al mese di decorrenza è stato moltiplicato per il coefficiente di trasformazione in rendita relativo alla età dell’assicurato alla decorrenza della pensione.


Per le pensioni con decorrenza ante 2010 sono stati utilizzati i coefficienti di trasformazione contenuti nella Legge n.335/1995, per le decorrenze successive quelle tempo per tempo vigenti (L.247/2007 e Decreto 15 maggio 2012 del Ministero del Lavoro).


In relazione al fatto che i coefficienti di trasformazione sono pubblicati  a partire dall’età di 57 anni, per tutti pensionati con età alla decorrenza inferiore a tale limite è stato utilizzato il coefficiente di trasformazione dell’età 57 con un effetto migliorativo dell’importo ricalcolato in forma contributiva essendo questi coefficienti crescenti al crescere dell’età.


Moltiplicando il montante per il coefficiente di trasformazione e dividendo per tredici si ottiene la teorica pensione contributiva mensile lorda che va confrontata con l’importo della pensione alla decorrenza rilevata negli archivi dell’Istituto.


Per le analisi riferite all’anno 2015 l’importo della pensione contributiva è stato rivalutato applicando alla pensione contributiva determinata come sopra, la stessa percentuale di variazione calcolata tra l’importo retributivo lordo in pagamento al 1.1.2015 e quello alla decorrenza.


Si precisa che nel caso di pensioni integrate al minimo il confronto è stato effettuato tra l’importo con ricalcolo contributivo e l'importo alla decorrenza senza integrazione al minimo (importo a calcolo).


1 Sulla base della legge 22 luglio 1966, n. 613

2 Articolo 34 della legge 88/89.

3 Bilanci tecnici Inps al 1.1.2014

4 Requisito anagrafico che subirà incrementi per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita

5 Soggetto ad incremento per la speranza di vita - INPS circ. 35/2012

6 Articolo 24, comma 2 d.l. 201/11 conv. in legge 214/11.

7 Data di decorrenza dell'entrata in vigore della legge n. 233/1990

8 Articolo 16 della 233/1990.

9 Previsto dal d. lgs. 28 marzo 1996, n. 207.


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