Come e perché aderire alla previdenza complementare

L'adesione alla previdenza complementare è libera e volontaria.

Prima di aderire è necessario leggere lo statuto, il regolamento e la nota informativa che riguardano la forma pensionistica complementare.

L'iscrizione

Per iscriversi è necessario:

  • reperire i moduli per l'adesione ai fondi negoziali presso i luoghi di lavoro, le sedi delle organizzazioni sindacali o la sede del fondo stesso;
  • compilare e sottoscrivere il modulo di adesione e presentarlo al datore di lavoro per autorizzarlo a trattenere i contributi dalle future buste paga;
  • versare la quota di iscrizione “una tantum”, che sarà trattenuta sulla busta paga se si tratta di un fondo negoziale.

Se si è dipendenti di un'amministrazione pubblica, la cui gestione è a cura del Ministero dell'Economia e delle Finanze, si deve aderire al fondo tramite il portale “Noi PA”.

Per informazioni sulle modalità di adesione a una forma pensionistica individuale è possibile contattare direttamente il fondo pensionistico di proprio interesse.

I vantaggi dell'iscrizione

La previdenza complementare è un valido aiuto per mantenere, una volta in pensione, un tenore di vita simile a quello che si è avuto durante l'attività lavorativa.

Tutti i dipendenti, con minore o maggiore anzianità lavorativa, possono trarre benefici dall'adesione a un fondo pensione.

Ogni aderente può:

  • dedurre dall'imponibile IRPEF  i contributi versati al fondo pensione fino a un massimo di 5.164,57 euro.
  • godere da parte del proprio datore di lavoro del versamento contributivo mensile previsto dalla contrattazione collettiva per chi aderisce a un fondo negoziale;
  • ottenere un rendimento presumibilmente superiore a quello stabilito per legge per il TFR ;
  • richiedere l'anticipo su quanto maturato presso la forma pensionistica complementare per sostenere le spese sanitarie (terapie e interventi straordinari), l'acquisto della prima casa per sé o per i figli, le ristrutturazioni.

Imposta sul reddito delle persone fisiche.

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Trattamento di fine rapporto: somma che il datore di lavoro deve corrispondere al proprio dipendente alla cessazione del rapporto, corrispondente alla sommatoria delle quote di retribuzione accantonate e rivalutate annualmente.

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