Prestazioni "inesportabili"

Secondo i Regolamenti comunitari, alcune prestazioni sono inesportabili negli Stati membri dell'Unione europea. Queste prestazioni devono essere erogate solo nello Stato membro in cui la persona interessata risiede e in base ai criteri stabiliti dalla legislazione di tale Stato (circolare INPS 2 luglio 2010, n. 88).

Prestazioni non esportabili per l'Italia

Per l'Italia sono inesportabili le seguenti prestazioni:

  • pensioni sociali ai cittadini senza risorse (legge 30 aprile 1969, n. 153);
  • pensioni, assegni e indennità ai mutilati e invalidi civili (leggi 30 marzo 1974, n. 118, 11 febbraio 1980, n. 18 e 23 novembre 1988, n. 508);
  • pensioni e indennità ai sordomuti (leggi 26 maggio 1970, n. 381 e 23 novembre 1988, n. 508);
  • pensioni e indennità ai ciechi civili (leggi 27 maggio 1970, n. 382 e 23 novembre 1988, n. 508);
  • integrazione della pensione minima (leggi 4 aprile 1952, n. 218, 11 novembre 1983, n. 638 e 29 dicembre 1990, n. 407);
  • integrazione dell'assegno d'invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222);
  • assegno sociale (legge 8 agosto 1995, n. 335);
  • maggiorazione sociale (articolo 1, paragrafi 1 e 12 della legge 29 dicembre 1988, n. 544 e successive modifiche).

Il trasferimento all'estero di chi riceve una di queste prestazioni causa la perdita del diritto alla stessa.