La pensione complementare


Nelle moderne società, i sistemi previdenziali offrono ai lavoratori, oltre all’assicurazione obbligatoria che nasce dal rapporto di lavoro, la possibilità di aumentare la propria pensione partecipando volontariamente ai cosiddetti Fondi pensione.
Quando si lavora, una parte dello stipendio non viene data immediatamente al lavoratore, ma viene messa da parte. La somma che si accumula in questo modo viene data al lavoratore alla fine del lavoro: è la cosiddetta liquidazione.


Da qualche anno, il lavoratore può scegliere se versare questa somma ai Fondi pensione. Facendo questa scelta, egli al termine del lavoro, invece della liquidazione, avrà una pensione che si andrà ad aggiungere a quella che prenderà per i contributi obbligatori versati nel corso della vita lavorativa.
I Fondi pensione sono finanziati anche con il contributo dei datori di lavoro, ed i lavoratori possono scegliere di versare anche somme in più rispetto a quelle destinate alla liquidazione.


L’attività delle forme pensionistiche complementari è sottoposta al controllo della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip), sotto la vigilanza del ministero del Lavoro.
I Fondi pensione vengono creati in base ad accordi fra i lavoratori di determinate categorie. Ad essi, possono partecipare i lavoratori di quella categoria, o un determinato gruppo di essi, individuato in base al tipo di lavoro svolto o a criteri territoriali. Ad esempio, il Fondo Espero è riservato ai lavoratori della scuola, il Fondo Cometa ai lavoratori metalmeccanici, e così via.


Esiste anche la possibilità di partecipare a fondi creati da banche o assicurazioni (si parla in questo caso di Fondi aperti, per differenziarli dai precedenti, detti Fondi chiusi). Ai Fondi aperti si può aderire anche individualmente.

E' possibile, infine, per il lavoratore aderire ad un piano individuale pensionistico, che sostanzialmente è una forma di risparmio individuale che ha le stesse finalità dei Fondi pensione.


Si usa dire che i Fondi pensione rappresentano il secondo pilastro su cui può poggiare il futuro dei lavoratori, quando raggiungeranno l’età della pensione, essendo il primo pilastro la pensione che si ottiene con i versamenti obbligatori.


Per i fondi pensione che accolgono lavoratori dipendenti del settore pubblico (Espero per il comparto della scuola, Perseo per i dipendenti delle Autonomie Locali e del Servizio Sanitario Nazionale, Sirio per i dipendenti dei ministeri e del parastato, Laborfonds che si rivolge ai residenti nelle province autonome di Trento e Bolzano e Fopadiva per i residenti nella regione della Valle d’Aosta) l’INPDAP provvede all’accantonamento e al conferimento figurativo delle quote di TFR destinate a previdenza complementare, procedendo alla loro contabilizzazione e rivalutazione e successivo trasferimento al Fondo Pensione a cui il lavoratore è iscritto nel momento della cessazione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione in modo da porre il Fondo stesso nelle condizioni di erogare un’unica prestazione complementare.


Trattamento di fine rapporto: somma che il datore di lavoro deve corrispondere al proprio dipendente alla cessazione del rapporto, corrispondente alla sommatoria delle quote di retribuzione accantonate e rivalutate annualmente.

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