Caso A: decesso avvenuto a partire dal 17 agosto 1995


Misura del trattamento
La pensione indiretta e di reversibilità è costituita da una quota percentuale dell’importo del trattamento pagato al momento della morte, correlata al nucleo dei superstiti.



Quote percentuali
Superstiti Quota percentuale cui hanno diritto
Coniuge 60%
Coniuge con un orfano
(60% coniuge, 20% orfano)
80%
Coniuge con due o pi orfani
60% coniuge, 40% orfani)
100%
Orfano solo 70%
Due orfani 80%
Tre o più orfani 100%
Genitori 15% ciascuno
Fratelli e sorelle (fino a sei) 15% ciascuno
Fratelli e sorelle (da sette in poi) 100%

Come si ottiene
La prestazione si ottiene a domanda. La richiesta va presentata alla sede Inps Gestione Dipendenti Pubblici, completa di tutta la documentazione richiesta, diversa a seconda di chi presenta la domanda. Tutta la documentazione può essere autocertificata, con l’esclusione delle certificazioni rilasciate dagli organismi sanitari. Nel caso di orfani minori, la richiesta deve essere presentata da chi ne ha la legale rappresentanza.


Per quanto riguarda i superstiti di un iscritto la sede Inps Gestione Dipendenti Pubblici competente è quella cui fa capo l’ente datore di lavoro; i superstiti di un pensionato presentano la domanda alla sede Inps Gestione Dipendenti Pubblici che erogava la pensione diretta.


Termini di presentazione
La domanda per la concessione della pensione ai superstiti può essere presentata in qualsiasi momento successivo alla morte dell’iscritto o del pensionato, con la sola esclusione del trattamento indiretto di privilegio: in questo caso la richiesta va presentata entro e non oltre i cinque anni.


Se trascorrono dieci anni dal decesso, i ratei di pensione non riscossi cadono in prescrizione (articolo 2946 del Codice civile).


Decorrenza
Per i trattamenti che rientrano nel caso A, la pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso dell’iscritto o del pensionato.


Durata della prestazione
L’erogazione della pensione cessa con la morte del beneficiario, oppure al venire meno delle condizioni richieste (matrimonio del coniuge superstite o dei fratelli e sorelle, maggiore età dei figli, cessazione dello stato d’inabilità, e così via).


Se il coniuge superstite si risposa e perde, quindi, il diritto a pensione, ha diritto a un assegno pari a due annualità dell’importo percepito alla data del nuovo matrimonio.


Cumulo della pensione indiretta o di reversibilità con altri redditi
Gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti o delle pensioni indirette sono cumulabili con i redditi del titolare nel limite stabilito dalla tabella F allegata alla legge 335 del 1995.


L’importo dei redditi viene suddiviso in quattro fasce, calcolate sul minimo Inps, e, a seconda della fascia in cui rientrano, i superstiti avranno diritto a una determinata percentuale stabilita nei termini seguenti:


cumulo della pensione indiretta o di reversibilità con altri redditi
Limite di reddito Percentuale di pensione cui si ha diritto
Reddito non superiore a tre volte il minimo Inps 100% della quota di legge
(nessuna riduzione)
Reddito compreso tra tre e quattro volte il minimo Inps 75% della quota di legge
(riduzione del 25%)
Reddito compreso tra quattro e cinque volte il minimo Inps 60% della quota di legge
(riduzione del 40%)
Reddito superiore a cinque volte il minimo Inps 50% della quota di legge
(riduzione del 50%)

Il coniuge superstite con orfani minori, studenti o inabili (se compresi nello stesso stato di famiglia) e gli orfani soli sono esclusi da questa limitazione.

 

Soggetto che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

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