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Pensioni: addizionali IRPEF regionali e comunali
Tutte le informazioni che riguardano gli importi delle addizionali regionali e comunali calcolati sulla base delle aliquote stabilite annualmente da Regioni e Comuni. La base di calcolo è rappresentata dall’imponibile IRPEF erogato da INPS.
Dettaglio
Pubblicazione: 31 marzo 2020 Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2026
L'INPS, in qualità di sostituto di imposta, opera secondo quanto disposto dalla normativa vigente. Gli importi delle addizionali regionali e comunali sono calcolati sulla base delle aliquote stabilite annualmente dalle Regioni e dai Comuni.
La base di calcolo è rappresentata dall’imponibile IRPEF erogato dall’INPS, senza tenere conto di altri eventuali redditi.
L’addizionale regionale all’IRPEF viene trattenuta a saldo. L’addizionale comunale all’IRPEF, invece, viene trattenuta sia in acconto che a saldo.
L’addizionale regionale a saldo viene trattenuta sulla pensione l’anno successivo a quello cui si riferisce e viene suddivisa in 11 rate, dal mese di gennaio a quello di novembre. Ad esempio, l’addizionale regionale relativa al 2025 viene trattenuta sulla pensione in 11 rate, da gennaio 2026 a novembre 2026.
L’addizionale comunale viene trattenuta, invece, con due diverse modalità:
- in acconto: nell’anno di riferimento, dal mese di marzo, in nove rate;
- a saldo: nell’anno successivo, dal mese di gennaio, in 11 rate.
Ad esempio, l’acconto dell’addizionale comunale dovuta per il 2026 sarà trattenuto sui ratei di pensione che vanno dal mese di marzo fino al mese di novembre 2026 (in nove rate).
Si precisa che l’acconto è stabilito nella misura del 30% dell’addizionale ottenuta applicando l’aliquota fissata dal Comune per l’anno precedente al reddito imponibile IRPEF dell’anno precedente.
Il saldo dell’addizionale comunale 2025, invece, sarà trattenuto in 11 rate dal mese di gennaio al mese di novembre 2026.
Prendendo come riferimento il pagamento di una pensione nel 2026 si avrà, in sintesi, la seguente situazione:
- ratei di pensione gennaio e febbraio 2026:
- trattenuta dovuta all’addizionale regionale del 2025 (addizionale IRPEF regionale a debito del pensionato 2025);
- trattenuta dovuta al saldo dell’addizionale comunale del 2025 (addizionale IRPEF comunale a debito del pensionato 2025).
- Ratei di pensione da marzo a novembre 2026:
- trattenuta dovuta all’addizionale regionale del 2025 (addizionale IRPEF regionale a debito del pensionato 2025);
- trattenuta dovuta al saldo dell’addizionale comunale del 2025 (addizionale IRPEF comunale a debito del pensionato 2025);
- trattenuta dovuta all’acconto dell’addizionale comunale anno 2026.
Esempio di un cedolino della pensione di gennaio 2026
Addizionale IRPEF regionale a debito del pensionato 2025 | 42,09 euro | - |
Addizionale IRPEF comunale a debito del pensionato 2025 | 15,38 euro | - |
Esempio di un cedolino della pensione di marzo 2026
Addizionale IRPEF regionale a debito del pensionato 2025 | 42,09 euro | - |
Addizionale IRPEF comunale a debito del pensionato 2025 | 15,39 euro | - |
Acconto addizionale IRPEF comunale 2026 | 8,02 euro | - |
È possibile verificare le aliquote specifiche previste per ciascun Comune o Regione consultando il portale del Dipartimento delle Finanze con riferimento alle sezioni dedicate alla fiscalità locale.
Novità fiscali 2026
- Riforma scaglioni IRPEF: le addizionali 2026 risentono della nuova struttura del sistema di tassazione ai fini IRPEF in tre scaglioni. In particolare, per i redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro, l'aliquota è stata ridotta al 33% (anziché 35%, aliquota previgente), influenzando di conseguenza il calcolo della base imponibile locale.
- Proroga autonomia locale: per il 2026, Regioni e Comuni hanno mantenuto la facoltà di diversificare le proprie aliquote e gli scaglioni rispetto a quelli nazionali (proroga disciplina transitoria).
- Termine pubblicazione delibere: le nuove aliquote comunali per l'acconto 2026 sono state confermate tramite le delibere pubblicate sul portale del Dipartimento delle Finanze entro il termine del 15 aprile 2026.
- Aggiornamento soglie di esenzione: molti enti locali hanno innalzato la "no-tax area" (es. Roma a 14.000 euro). Se il reddito del pensionato è inferiore alla soglia deliberata da Comune/Regione di specifico riferimento le addizionali non verranno trattenute.
- Conguagli di marzo: nel cedolino di marzo 2026, l'INPS ha effettuato il ricalcolo delle imposte includendo gli arretrati dei primi due mesi dell'anno, adeguando contestualmente l'importo delle rate dell'acconto comunale.
Riferimenti normativi
- decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
- decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68
- decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360
- commi 142, 143 e 144, legge 296/2006 (legge finanziaria 2007)
- articolo 1, comma 3, decreto legislativo 213/2023
- articolo 1, commi 3 e 4, legge 199/2025 (legge di bilancio 2026)