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Cooperazione internazionale: le novità per chi lavora all'estero

Le regole previdenziali per i dipendenti impegnati in progetti fuori dai confini nazionali con ONG ed enti riconosciuti dall'AICS.

Pubblicazione: 20 marzo 2026

Fai parte del mondo del terzo settore e della cooperazione internazionale? Con la circolare INPS 3 marzo 2026, n. 22 l'INPS ha fatto chiarezza sulle regole previdenziali per i dipendenti (pubblici e privati) impegnati in progetti fuori dai confini nazionali con ONG ed enti riconosciuti dall'AICS.

L'obiettivo è semplice: garantire a chi dedica la propria professionalità a progetti solidali di non perdere nulla in termini di contributi e protezione futura.

Cosa cambia in concreto?

Le principali novità riguardano:

  • la continuità assicurativa: i contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) devono essere versati alle casse di provenienza del lavoratore. Niente interruzioni, dunque: la carriera prosegue senza pause anche dall'altra parte del mondo;
  • la base imponibile: per il calcolo non si guarda allo stipendio effettivo percepito all'estero, ma a compensi convenzionali aggiornati annualmente. Per il personale contrattualizzato, la cifra attuale è di 1.519,67 euro mensili;
  • i nuovi codici UNIEMENS: per i datori di lavoro arrivano nuovi codici tecnici per compilare correttamente le denunce mensili ed evitare errori formali.

Se in passato sono stati effettuati versamenti errati, l'INPS apre una finestra per mettersi in regola senza troppi pensieri. È possibile regolarizzare le posizioni pregresse pagando solo gli interessi legali (senza sanzioni pesanti), a patto di rispettare queste scadenze:

  • inviare i flussi correttivi entro 60 giorni dalla pubblicazione della circolare;
  • effettuare i versamenti nei 30 giorni successivi all'invio dei flussi.

In breve, la circolare INPS 3 marzo 2026, n. 22 è una guida per dare più serenità a chi lavora per il bene comune, che assicura che l'impegno sociale sia sempre accompagnato da una tutela previdenziale solida.