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Pubblicazione: 29 maggio 2026
Novità in arrivo per promuovere l'occupazione femminile e l'inclusione nel mondo del lavoro. Il nuovo decreto lavoro (decreto-legge 62/2026) ha introdotto, all'articolo 1, una importante misura: il Bonus donne 2026.
Si tratta di un incentivo che prevede un esonero totale (100%) dai contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
L'obiettivo? Abbattere le barriere d'accesso e favorire l'occupazione stabile delle lavoratrici svantaggiate in tutta Italia, con un occhio di riguardo per le regioni della ZES Unica.
Scopriamo insieme tutti i dettagli!
Quali sono i requisiti che le lavoratrici devono avere per consentire al datore di lavoro di attivare il Bonus? L'agevolazione è rivolta alle assunzioni di donne di qualsiasi età che rientrano nelle definizioni europee di lavoratrici "svantaggiate" o "molto svantaggiate".
L'incentivo spetta se la lavoratrice, alla data dell'assunzione, si trova in una di queste condizioni:
- priva di impiego da almeno 24 mesi, ossia donna, ovunque residente che non ha un lavoro regolarmente retribuito da almeno due anni (durata Bonus: 24 mesi);
- priva di impiego da almeno 12 mesi, ossia donna tra i 15 e i 24 anni, oppure che abbia più di 50 anni, o ancora che viva sola con persone a carico, non abbia un diploma o lavori in settori con un forte divario di genere (durata Bonus: 24 mesi);
- priva di impiego da almeno 6 mesi, ossia donna che rientri in una qualsiasi delle categorie svantaggiate sopra elencate (durata Bonus: 12 mesi).
Quali contratti sono ammessi?
Il Bonus scatta solo per i contratti subordinati a tempo indeterminato (anche part-time o a scopo di somministrazione). Sono invece esclusi i contratti di apprendistato, il lavoro domestico, il lavoro intermittente (a chiamata) e le prestazioni occasionali.
Quanto vale lo sconto? Fino a 800 euro al mese
- I datori di lavoro privati (compreso il settore agricolo, esclusa la Pubblica Amministrazione) possono contare su un risparmio sulla busta paga delle nuove assunte, fino a un massimo di 650 euro al mese per ciascuna lavoratrice.
- L'importo sale fino a un massimo di 800 euro al mese se la lavoratrice è residente in una delle regioni della ZES Unica (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e, novità del 2026, anche Marche e Umbria).
Rimangono esclusi dallo sgravio i premi INAIL e i contributi di solidarietà o i fondi bilaterali.
Per beneficiare stabilmente dell'esonero ed evitare revoche dall'INPS, le aziende devono rispettare alcune regole fondamentali: l'assunzione deve effettivamente aumentare la forza lavoro media dell'azienda rispetto ai 12 mesi precedenti; l'azienda deve essere in regola con i contributi e applicare i contratti collettivi nazionali (CCNL) firmati dai sindacati più rappresentativi.
Tutti i dettagli nella circolare INPS 14 maggio 2026, n. 57.
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