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Reddito di Libertà

Il servizio permette di richiedere un contributo economico per le donne vittime di violenza per sostenerle nel percorso di fuoriuscita dalla violenza e riacquisizione dell’autonomia personale e per i figli.

Specifico per
Donne vittime di violenza, con o senza figli, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali

Pubblicazione: 6 marzo 2025 Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2026

Cos’è

Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, con o senza figli, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali.

A chi è rivolto

 Si rivolge alle donne:

  • vittime di violenza;
  • residenti nel territorio italiano:
    • cittadine italiane;
    • cittadine comunitarie;
    • in caso di cittadine di Stato extracomunitario in possesso di regolare permesso di soggiorno, comprese le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o di protezione sussidiaria;
  • in condizione di povertà, legata a uno stato di bisogno straordinario o urgente, dichiarato dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale;
  • seguite da un centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione e da un servizio sociale.

Come funziona

Il Reddito di Libertà è un contributo finalizzato a sostenere le donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza favorendo:

  • l’autonomia abitativa e personale;
  • il percorso scolastico e formativo dei figli minori.

La misura:

  • ha un importo massimo di 530 euro mensili, concesso in un’unica soluzione per massimo 12 mesi;
  • è compatibile con altri strumenti di sostegno come l’Assegno di Inclusione.

Domanda

A partire dal 1° gennaio di ogni anno, le donne in possesso dei requisiti, comprese quelle la cui domanda presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente ha avuto un esito “Non accolta per insufficienza di budget”, possono presentare la domanda tramite i Comuni di riferimento.

La domanda per accedere al Reddito di Libertà per l’annualità in corso deve essere presentata utilizzando il moduloSR208”, denominato “Domanda Reddito di Libertà”.

Per accedere al contributo, nella domanda:

  • il rappresentante legale del centro antiviolenza che ha preso in carico la donna deve attestare il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso;
  • il servizio sociale deve attestare lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.

I Comuni inviano la domanda completa all’INPS utilizzando il servizio disponibile nella pagina “Trasmissione domande, istruzioni e software delle prestazioni sociali”.

Tramite il servizio possono acquisire il codice univoco che riporta la data e l’ora di invio della domanda, determinando l’ordine nella graduatoria regionale, per l’accoglimento nei limiti delle risorse disponibili.

Le domande non accolte per insufficienza di budget potranno essere accolte in seguito, entro il 31 dicembre dell’anno di presentazione, nei limiti delle ulteriori risorse disponibili, altrimenti decadono in via definitiva e possono essere ripresentate l’anno successivo.

Altre informazioni

Con la circolare INPS 5 marzo 2025, n. 54 l’Istituto illustra il Reddito di Libertà, specificando:

  • requisiti;
  • regime fiscale;
  • compatibilità con:
    • altre misure di sostegno;
    • altri sussidi economici anche di altra natura.

Le risorse attribuite a ciascuna Regione dallo Stato possono essere incrementate dalle Regioni stesse con ulteriori proprie risorse trasferite direttamente all’INPS.

Per l’incremento con risorse proprie le Regioni devono presentare domanda tramite posta elettronica certificata alla Direzione centrale Inclusione e Sostegno alla famiglia e alla genitorialità.