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Pensioni INPS: nessun allarme, conti in ordine

Le precisazioni dell’Istituto in seguito all’audizione parlamentare del Presidente CIV.

Pubblicazione: 20 giugno 2024

Con riferimento alle comunicazioni del presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (organo di rappresentanza delle parti sociali) Roberto Ghiselli rese nell’audizione odierna alla Camera dei Deputati, l’INPS precisa che non si tratta di dati e numeri inediti, ma di valori previsionali di medio periodo che sono già prudenzialmente valutati negli strumenti economico-finanziari dell’Istituto e in linea con le previsioni macroeconomiche della programmazione di bilancio dello Stato.

Il tema che si pone è quello di una loro lettura corretta e contestualizzata, ricordando che – come affermato dallo stesso presidente Ghiselli – abbiamo a che fare con uno scenario di medio e lungo periodo che potrebbe prendere forma solo in assenza di efficaci politiche di contrasto.

L’inverno demografico, il trend inflazionistico, le profonde trasformazioni della nostra società sono tutti fenomeni ampliamente attenzionati e affrontati con un’articolata strategia. Proprio per questo l’INPS, in piena sinergia con il legislatore, è attuatore di iniziative volte a favorire la stabilità e la sostenibilità del sistema, assicurando una rete di protezione e di sicurezza per il Paese.

In tal senso ricordiamo che il bilancio per l’anno 2023 restituisce la fotografia di un Istituto con i conti in ordine e ben governato: lo certifica lo stesso recente voto positivo del CIV.

Tra le principali inversioni di tendenza che possiamo registrare: l’allargamento della base contributiva sostenute dalle politiche governative sul mercato del lavoro e la costante attenzione al contenimento della spesa pensionistica.

La coesione sociale è la missione che ci affida il dettato costituzionale, in questo senso l’INPS invita tutti ad avere fiducia nella capacità del sistema Paese nel saper affrontare le sfide di cambiamento, grazie anche a un avanzato sistema di welfare, efficacemente presidiato da 126 anni dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e garantito dallo Stato italiano.