Aliquote di finanziamento

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Le aliquote di finanziamento della Gestione Separata sono quelle che vengono applicate al reddito imponibile ai fini previdenziali, determinando l'importo del contributo dovuto per una data prestazione lavorativa.
Esse misurano quindi il grado di contribuzione degli iscritti alla Gestione al relativo Fondo pensionistico e a quello per le prestazioni temporanee.
Non vanno confuse con le aliquote di computo, che hanno una finalità diversa e possono talvolta discostarsi dalle prime (v. aliquote di computo).


Fatta eccezione per il primo biennio 1996/97 in cui l'aliquota, sia di finanziamento che di computo, era unica e pari per tutti i soggetti iscritti al 10%, entrambe hanno subito negli anni continue rideterminazioni per vari motivi, fra cui l'esigenza di dare una copertura contributiva significativa ai lavoratori interessati.
Inoltre anche nei singoli anni (con una particolare articolazione dal 2004 al 2006) l'aliquota può variare a seconda delle categorie di assicurato, del reddito e della contemporanea titolarità di ulteriori rapporti assicurativi o di pensioni (dirette o indirette).
Tuttavia la Finanziaria 2007 ha introdotto una notevole semplificazione riducendo a due le aliquote per tutte le categorie di soggetti iscrivibili alla Gestione Separata e per qualunque livello di reddito, ovviamente fino a concorrenza del massimale vigente nell'anno; pertanto, ai fini pensionistici, è prevista oggi l'applicazione di:

  • un'aliquota piena, per tutti i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria e non pensionati;
  • un'aliquota ridotta per tutti i soggetti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o già titolari di pensione (diretta o indiretta).

ALIQUOTA AGGIUNTIVA PER ASSICURAZIONI MINORI


(circ. 34/98 – msg 27090 del 9/11/07)


Gli iscritti assoggettati all'aliquota piena sono inoltre tenuti, a decorrere dal 1998 (L. 449/97, art. 59, c.16), al versamento di un'ulteriore contributo a copertura delle assicurazioni minori che sono state progressivamente estese negli anni agli iscritti alla Gestione Separata (v. Premessa) e che è pari allo:

  • 0,5% dal 1° gennaio 1998 al 6 novembre 2007;
  • 0,72% dal 7 novembre 2007 in poi.

A seguito del suddetto incremento dello 0,22%, con msg 27090 del 9/11/07 sono state dettate le istruzioni per la regolarizzazione delle eventuali differenze dovute alla Gestione. In particolare:

  • l'incremento si applica ai compensi corrisposti a decorrere dal 7 novembre in avanti, a prescindere dal periodo di attività lavorativa;
  • nelle denunce E-mens del mese di novembre 2007, reso compatibile con entrambe le aliquote, va riportato il valore 23,50% o 23,72% a seconda che il compenso sia stato erogato rispettivamente entro il giorno 6 o successivamente;
  • qualora nello stesso mese siano stati corrisposti più compensi, anche allo stesso lavoratore, sia entro il giorno 6 che dopo tale data, vanno effettuate due distinte trasmissioni;
  • i soggetti interessati potevano regolarizzare le differenze contributive senza aggravio di oneri accessori entro il 16/02/08, avendo comunque cura di compilare righe distinte di F24 per ciascun mese regolarizzato.

REGOLE DI APPLICAZIONE


(circ. 34/98)


Per la corretta individuazione dell'aliquota da applicare, piena o ridotta, a una data prestazione lavorativa bisogna far riferimento al periodo di attività, indipendentemente dal momento in cui viene erogato il compenso.
Pertanto se, ad es., l'attività lavorativa è svolta in un periodo del 2007 in cui il lavoratore non era titolare né di pensione, né di ulteriori rapporti assicurativi, andrà applicata l'aliquota piena, anche se al momento dell'erogazione del compenso la sua posizione dovesse aver subito delle variazioni (es. per la contemporanea instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente o per l'erogazione di una pensione).
Se però al momento dell'erogazione del compenso l'aliquota piena è variata, in applicazione del principio di cassa vigente nella Gestione Separata, esso verrà assoggettato all'aliquota vigente (ad es., se erogato nel 2008, al 24,72%). Non può quindi mai darsi il caso di applicazione in un anno di un'aliquota non più in vigore.
In altri termini, ai fini della corretta applicazione dell'aliquota occorre tener presente che:

  • il periodo di attività lavorativa incide sul tipo di aliquota (piena o ridotta);
  • il principio di cassa incide sulla misura dell'aliquota.

Nel caso in cui nel periodo di attività lavorativa a cui si riferisce il compenso la situazione contributiva del lavoratore sia variata una o più volte, le diverse aliquote vanno applicate ad una quota proporzionale del reddito imponibile. Ad es., se un collaboratore non pensionato viene pagato per sei mesi di lavoro e nel periodo di attività lavorativa solo per i primi tre mesi è stato anche titolare di un rapporto di lavoro dipendente, il compenso percepito sarà assoggettato per il 50% ad aliquota ridotta e per il 50% ad aliquota piena.


Tutto ciò implica quindi la necessità per il committente o figura assimilata di acquisire dal lavoratore apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi).




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