La solidarietà


Il welfare del nostro Paese si fonda sul valore della solidarietà. Tutti contribuiscono in ragione dei propri mezzi economici per poter usufruire poi delle prestazioni al momento del bisogno. Questo vale, naturalmente, anche per le prestazioni erogate dall’Inps – dalle pensioni alle varie indennità come la cassa integrazione e la disoccupazione, dall’assegno per il nucleo familiare alle invalidità civili – e dall’Inpdap, con il suo sistema creditizio e i suoi servizi alla persona, che vanno dall’assistenza agli anziani – case albergo, assistenza domiciliare e in strutture specializzate, ecc. – alle attività per i giovani, quali borse di studio, convitti, master e vacanze studio.


La prima forma di previdenza in Italia risale alla fine del XIX° secolo, quando venne costituita la Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai. Si trattava di un’assicurazione volontaria a cui contribuivano in parte anche lo Stato e gli imprenditori. In sostanza, una forma solidale di previdenza per venire incontro alle esigenze dei lavoratori in stato di bisogno. Circa vent’anni dopo, l’assicurazione da volontaria divenne obbligatoria, in quanto fu riconosciuto il carattere sociale della previdenza.


La Costituzione, nel sancire definitivamente le basi dello Stato sociale, stabilì alcuni principi fondamentali, come il principio di eguaglianza. In base a tale principio, tutti i cittadini hanno il diritto di partecipare all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese e lo Stato ha il compito di rimuovere tutti gli ostacoli che possano impedire tale diritto, fornendo ai cittadini mezzi, anche economici, adeguati alle esigenze di vita.


Nella Carta Costituzionale, quindi, l’interesse del singolo rappresenta un interesse condiviso da tutta la collettività. Ciò costituisce il nucleo della sicurezza sociale nel nostro Paese, e si sostanzia principalmente nel concetto di solidarietà, fondato a sua volta sull’equità redistributiva garantita dalla nostra Costituzione.


La solidarietà consente di superare la disparità tra fondi e gestioni creando una sorta di vaso comunicante tra quelli temporaneamente in attivo e quelli temporaneamente in passivo, ridistribuendo così le risorse disponibili in modo da garantire la continuità nell’erogazione dei servizi.


Il valore della solidarietà si concilia con quello della responsabilità personale: ciascuno è protagonista della propria storia previdenziale, nella misura in cui versa i contributi pensionistici.

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