Contratto di formazione e lavoro

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Con il decreto attuativo della Legge Biagi cessa l'esperienza del contratto di formazione e lavoro. Al suo posto, entra in vigore il cosiddetto contratto d'inserimento.

Nel settore privato il contratto di formazione e lavoro è stato sostituito dal contratto di inserimento.

Si precisa che con l'accordo interconfederale del 13 novembre 2003 i contratti di formazione lavoro stipulati anche successivamente al 23 ottobre 2003, in base a progetti approvati entro tale data, restano in vigore fino alla loro naturale scadenza, successivamente saranno regolamentati dai CCNL.

Il contratto di formazione e lavoro scomparirà con gradualità dal settore privato.

Un decreto legislativo  approvato dal Consiglio dei ministri il 3 settembre 2004 consente di stipulare – entro limiti certi di spesa - contratti di formazione e lavoro autorizzati prima del 23 ottobre 2003 (data di entrata in vigore della riforma) fino al 31 ottobre 2004.

Nel settore pubblico il contratto di formazione e lavoro rimarrà invece ancora applicabile.


L'ESPOSIZIONE VIENE FATTA A TITOLO DI DOCUMENTAZIONE


DEFINIZIONE

Il contratto di formazione lavoro è un contratto a tempo determinato in base al quale le aziende autorizzate assumono giovani di età compresa in determinate fasce e per una durata non superiore a 24 mesi e non rinnovabile.


APPLICAZIONE

I soggetti che possonostipulare il CFL :

  • Aziende private e pubbliche.
  • I professionisti.
  • Dal 19.11.93 i gruppi di imprese, le associazioni professionali ( comprese quelle sindacali sia datoriali che dei lavoratori ed i patronati di assistenza sociale), socio culturali, sportive nonché le fondazioni.
  • Da giugno 1997 gli Enti Pubblici di ricerca.

CONDIZIONI

I datori di lavoro che assumono, al momento della richiesta, non debbono aver proceduto a riduzioni di personale della stessa professionalità nei 12 mesi precedenti la richiesta.

I datori di lavoro al momento della richiesta di assunzione, debbono aver mantenuto in servizio (cioè trasformato a tempo indeterminato) almeno il 50% (dal 19.11.93 il 60%) dei lavoratori il cui contratto di formazione e lavoro sia venuto a scadenza nei 24 mesi precedenti. La condizione non opera quando nel periodo indicato sia scaduto 1 (UNO) solo contratto.


LIMITI DI ETÀ

I limiti di età sono variati più volte nel tempo. Dal 20.11.1993 l'età minima e massima, sull'intero territorio nazionale, è stata portata rispettivamente a 16 e 32 anni. Le assunzioni di tali lavoratori, senza prevedere altri requisiti riguardo al titolo di studio e al periodo di disoccupazione davano diritto ai seguenti benefici:

  • la riduzione del 25% dei contributi a carico del datore di lavoro per le aziende del centro-nord;
  • la riduzione del 40% dei contributi a carico del datore di lavoro per le aziende commerciali con meno di 15 dipendenti del centro-nord;
  • l'abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro (versa solo un importo fisso settimanale nella stessa misura prevista per gli apprendisti) se artigiano oppure operante nel mezzogiorno.

La Commissione dell'U.E., con decisione del 11/5/1999, ha dichiarato illegittimi i benefici superiori al 25% se non sono destinati a favorire l'occupazione giovanile, il reinserimento lavorativo o a creare nuova occupazione.

Ha invece considerato legittimi, purché rispettino almeno una delle sottoelencate condizioni, gli aiuti concessi in misura superiore al 25% per:

  • le assunzioni di giovani fino a 25 anni di età (24 anni e 364 giorni), elevabili a 29 anni compresi (29 anni e 364 giorni), per i giovani laureati;
  • le assunzioni di persone, fino a 32 anni di età, che siano senza lavoro da almeno un anno.

Le assunzioni che rispettano le condizioni relative all'età o allo stato di disoccupazione sono ammissibili anche se non realizzano un incremento occupazionale.

  • i contratti di formazione confermati che, in mancanza dei requisiti di età e di durata del periodo di disoccupazione, realizzano un incremento netto dell'occupazione;
  • i contratti di formazione e lavoro, stipulati al di fuori delle condizioni precedenti, per i quali il beneficio della riduzione contributiva è concesso nei limiti di un importo fissato dall'Unione Europea (cosiddetta regola "de minimis").

L'Inps ha emanato un messaggio (n. 375 del 13.12.2002) con il quale ha dato istruzioni alle sedi e ha invitato i datori di lavoro a presentare una dichiarazione attestante il diritto al beneficio, nel rispetto delle condizioni citate in precedenza, o a restituire quanto fruito in più e non spettante.

Con sentenza del 7 marzo 2002 (causa C-310/99 ) e del 1° aprile 2004 (causa C-99/02) la Corte di Giustizia CE ha confermato la decisione della Commissione della Comunità Europea dell'11/5/1999 (G.U.C.E. 15/2/2000//E).

La Commissione Europea ha di conseguenza stabilito l'obbligo per lo Stato italiano di adeguarsi alle nuove disposizioni e di provvedere a recuperare gli importi conguagliati dai datori di lavoro secondo i vecchi parametri. Per quanto sopra le aziende che risultano aver fruito di agevolazioni contributive non rispondenti agli orientamenti comunitari per un importo superiore a € 250.000,00 hanno ricevuto di recente apposita lettera di richiesta di pagamento dei contributi conguagliati indebitamente.

La somma quantificata nella richiesta è stata determinata tenendo conto:

  • di quanto denunciato dalle aziende nel periodo di riferimento (novembre 195 - maggio 2001) con il mod. DM10/2
  • nel calcolo è stata fatta salva la riduzione contributiva del 25 % , che non si configura come aiuto di Stato
  • nell'importo dei contributi da recuperare sono stati applicati interessi calcolati sulla base dei tassi di riferimento elaborati dalla Commissione europea.

ADEMPIMENTI E CARATTERISTICHE

  • Il datore di lavoro deve ottenere dalla CRI l'approvazione del progetto di formazione
  • Assume nominativamente,segnalando l'assunzione alla sezione circoscrizionale per l'impiego entro i termini di legge
  • Il d.d.l. deve riservare il 5% dei posti ai cittadini emigrati rimpatriati
  • Registrare il dipendente nei libri paga e matricola

Il contratto deve essere stipulato per iscritto; in mancanza il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato.

  • Copia del contratto e del progetto di formazione debbono essere consegnati al lavoratore;
  • Il contratto non può essere stipulato per acquisire professionalità elementari (compiti generici e ripetitivi).
  • Non è ammessa la stipula di un CFL con lavoratori già assunti a tempo indeterminato , interrompendo detti rapporti.
  • Il lavoratore può essere inquadrato ad un livello inferiore a quello di destinazione (legge 451/1994 - art 16).
  • Il lavoratore per tutto il periodo del contratto di formazione è escluso dal computo dei dipendenti occupati dalla applicazione di ogni normativa o istituto per i quali abbia rilevanza il numero dei dipendenti (art 3 comma 10 legge 863 /1984) ad eccezione per la determinazione del limite delle 15 unità oltre il quale scatta l'accesso delle imprese alla CIGS e alla mobilità.
  • Il lavoratore assunto con CFL , che si dimette, può essere sostituito con altro lavoratore alle stesse condizioni.
  • Il d.d.l. può qualificare il lavoratore CFL prima della scadenza convertendo il rapporto di formazione in contratto a tempo indeterminato, godendo dei benefici contributivi fino alla scadenza prevista originariamente dal contratto di formazione.
  • Il d.d.l. può usare il contratto PART-TIME nel rapporto di formazione e lavoro: in questo caso il contributo a percentuale a carico del lavoratore va calcolato sul minimale orario (circ. 2.1.87 n.820 rcv).

TIPOLOGIA

CONTRATTI DI TIPO "A " finalizzati all'acquisizione di professionalità intermedie o elevate; durata massima 24 mesi.

I benefici contributivi spettano da subito. Nei territori di Basilicata, Calabria Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, se allo scadere il CFL viene trasformato in rapporto a tempo indeterminato, e si realizza un incremento occupazionale vengono riconosciuti al datore di lavoro altri 12 mesi di benefici contributivi.

CONTRATTI DI TIPO " B" finalizzati ad agevolare l'inserimento professionale attraverso una esperienza lavorativa che consenta un adeguamento delle capacità professionali al contesto produttivo ed organizzativo; durata massima 12 mesi.

I benefici contributivi vengono usufruiti soltanto dopo la trasformazione del contratto a tempo indeterminato.

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Contratto collettivo nazionale di lavoro, stipulato tra le organizzazioni rappresentanti dei lavoratori dipendenti e i loro datori di lavoro.

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