Sgravi per contrattazione di II livello

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IL REGIME PRECEDENTE

Le retribuzioni corrisposte ai dipendenti, sia del settore industriale che agricolo, sulla base delle previsioni di contratti collettivi aziendali o territoriali (cd. contrattazione "di secondo livello") erano soggette ad un regime di totale decontribuzione (ossia non assoggettate a contribuzione, bensì a semplice contributo di solidarietà in misura del 10%) in forza della previsione dell’articolo 2 del DL 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135.

L'art. 1 co.76 della legge 24 dicembre 2007 n°247, a partire dal mese di gennaio 2008 ha sostituito il precedente regime di decontribuzione con uno sgravio triennale, avente natura sperimentale, di cui possano, a richiesta, fruire le aziende, nei limiti delle risorse finanziarie stabilite dalla legge medesima (fissate per ciascuno degli anni 2008 - 2009 - 2010, in 650 milioni di euro).

Alle aziende che avessero nel frattempo continuato ad applicare indebitamente la decontribuzione il msg. n° 002085 del 28.01.2008, assegnava un termine di tre mesi per effettuare la relativa regolarizzazione contributiva, Tuttavia, stante la mancata adozione entro tale termine del decreto ministeriale applicativo, il msg.008312 del 09.04.2008 ha previsto la possibilità di effettuare la regolarizzazione, compensando le somme indebitamente non versate con gli sgravi previsti dal nuovo regime.

nota bene La differenza sostanziale tra il regime di decontribuzione e lo sgravio consiste nel carattere non automatico dello sgravio, per cui la contribuzione resta astrattamente dovuta e trova possibile sgravio solo a richiesta dell'azienda e nei limiti della copertura finanziaria. Lo sgravio determina, inoltre, la possibilità di far rientrare nel retribuzione presa a base per il calcolo di pensione anche le retribuzioni nascenti da contratti di II livello.


IL BENEFICIO

Il Decreto interministeriale 7 maggio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2008, nell’attuare le misure previste nel citato intervento legislativo, ha stabilito altresì i criteri di priorità in base ai quali le aziende sono ammesse al nuovo beneficio contributivo e ne ha affidato all’Istituto la gestione, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri Enti previdenziali.

Viene innanzi tutto operata la ripartizione percentuale delle risorse disponibili, destinandone il 62,5% alla contrattazione aziendale (ossia ai contratti integrativi stipulati all’interno della singola azienda) ed il restante 37,5% alla contrattazione territoriale (ad esempio i contratti stipulati a livello provinciale per settori quali l’artigianato o l’edilizia).

Il massimale della retribuzione assoggettabile a sgravio non poteva comunque eccedere il 3% della retribuzione contrattuale complessiva di ciascun lavoratore dipendente per l'anno 2008.

Tale massimale è stato ridotto al 2,5% per l'anno 2009 dal Decreto Interministeriale 17 dicembre 2009, pubblicato sulla G.U. del 11 marzo 2010 (cfr. circolare Inps n°39 del 18 marzo 2010).

Per i lavoratori iscritti successivamente al 31.12.1995, il 3% (ovvero il 2,5% se riferito all'anno 2009) andrà calcolato comunque entro il massimale annuo della retribuzione pensionabile.

Per retribuzione contrattuale si intendono le somme percepite da ciascun dipendente e formanti il suo imponibile previdenziale annuo, incluse quelle a lui dovute non solo in forza degli accordi aziendali e/o territoriali, ma anche quelle frutto di accordi individuali ed i premi.

Con riferimento alla retribuzione corrisposta per la singola annualità, vige il principio cosiddetto “di cassa”, per cui è soggetta a sgravio, ad esempio, per l’anno 2008, la retribuzione versata ai dipendenti in questo anno, pur se sulla base di un contratto stipulato nell’anno precedente; per gli anni 2009 e 2010 l’indicazione nella richiesta di sgravio di eventuali retribuzioni da corrispondere era originariamente da effettuarsi solo come indicazione di impegno di spesa, ma non dava diritto a sgravio (cfr. circ. 60 del 21 aprile 2009 punto 6.5.1).

L'estensione del beneficio anche per l'anno 2009 è stata prevista dal citato Decreto Interministeriale.

La misura dello sgravio va rapportata alla quota contribuiva complessiva a carico del dipendente e della ditta: per quest’ultima la riduzione contributiva non potrà essere superiore a 25 punti dell’aliquota complessiva dovuta (al netto di compensazioni, esoneri e ulteriori sgravi), mentre lo sgravio della quota a carico del dipendente può essere anche totale.


ESEMPIO: RETRIBUZIONE CONTRATTUALE ASSOGGETTABILE ANNUALE= 26.000 EURO
                    MASSIMALE SGRAVIO PER AZIENDA = 2,5%= 585 EURO
                    SGRAVIO PER AZIENDA = ALIQUOTA COMPLESSIVA-25 punti= 
                    =32,22,%- 25 =7,22% DI  585,00=146,00 EURO
                    SGRAVIO PER LAVORATORE = 9,49% RETRIBUZIONE IMPONIBILE= 585*9,49=56,00
SGRAVIO COMPLESSIVO RICHIESTO=202,00 EURO


Presupposto per l’accesso allo sgravio è la stipula di un contratto aziendale di II livello. Tale contratto potrà essere stato stipulato anteriormente al 1° gennaio 2008, purché sia stato depositato presso la competente Direzione Provinciale del Lavoro entro 30 giorni dalla stipula. Per gli accordi sottoscritti tra il 1° gennaio e la data di entrata in vigore del Decreto Interministeriale il termine per il deposito è di trenta giorni dal tale ultima data (ossia, per il 2008 dal 30 agosto 2008 e per il 2009 dall' 11 aprile 2010).

Gli accordi devono prevedere la corresponsione di una porzione variabile di retribuzione legata al risultato, ovvero alla misurazione di parametri atti a misurare gli aumenti di produttività, qualità ed altri elementi di competitività assunti come indicatori dell’andamento economico dell’impresa. Tali elementi dovranno essere presenti anche con riferimento alla stipula di contratti territoriali e, ove non ricavabili su base territoriale, dovranno essere desumibili rispetto all’andamento delle imprese di ogni singolo settore produttivo.

Per quanto riguarda i dipendenti delle agenzie di somministrazione, il riferimento alla contrattazione di II livello potrà essere effettuato rispetto alla contrattazione delle imprese utilizzatrici.

Presupposto per l’accesso agli sgravi sarà, comunque, la condizione di regolarità contributiva e il rispetto della contrattazione collettiva da parte dell’azienda

Dal beneficio sono comunque escluse le Amministrazioni Pubbliche e le aziende che abbiano corrisposto retribuzioni non conformi alle previsioni dell’art.1 co.1 del d.l. 338/89 (convertito in l. 389/89)


LA DOMANDA

Per accedere allo sgravio le aziende interessate devono produrre domanda esclusivamente in via telematica, direttamente o per il tramite degli intermediari incaricati (dottori commercialisti, consulenti del lavoro, CED, CAF ....).

I soggetti già titolati di codice PIN per la trasmissione telematica dei DM e/o dei modelli EMENS potranno accedere automaticamente al nuovo servizio.

La domande vanno rivolte all’Inps anche con riferimento a lavoratori iscritti ad altri Enti Previdenziali (ad esempio lavoratori iscritti all’INPDAP che versino all’Inps le cosiddette assicurazioni “minori”, quali quella contro la disoccupazione involontaria, per le quali potrà essere chiesto lo sgravio dell’aliquota netta dovuta).

Le domande, riferite ad una singola matricola ovvero a più matricole riunite in un unico flusso telematico, dovranno contenere, oltre al numero di matricola Inps (per le aziende agricola il codice azienda):

  • a) i dati identificativi dell’azienda;
  • b) la data di sottoscrizione del contratto aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello;
  • c) la data di avvenuto deposito del contratto di cui alla lett. b) presso la Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente;
  • d) l’importo annuo complessivo delle erogazioni che si prevede possano essere ammesse allo sgravio, entro il limite massimo individuale del 3% della retribuzione imponibile (ridotto al 2,5 per l'anno 2009), dei lavoratori beneficiari e il numero degli stessi;
  • e) l’ammontare dello sgravio sui contributi previdenziali e assistenziali, dovuti dal datore di lavoro, entro il limite massimo di 25 punti percentuali dell’aliquota a suo carico;
  • f) l’ammontare dello sgravio in misura pari ai contributi previdenziali e assistenziali dovuti dal lavoratore;
  • g) l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici

Nel caso di aziende aventi diritto all’accentramento contributivo devono essere proposte tante domande (eventualmente riunite in un unico flusso) quanti sono in contratti aziendali o territoriali di II livello applicati in azienda.

In caso di aziende che abbiano stipulato contrattazione di II livello e poi siano confluite in altra azienda per effetto di operazioni societarie (ad esempio fusione o scissione), lo sgravio andrà richiesto con riferimento alla posizione aziendale delle nuova azienda risultante dall’operazione.

Qualora la posizione di un'azienda sia cessata nel corso della procedura per la concessione dello sgravio, la fruizione del medesimo potrà avvenire tramite la presentazione di una domanda di regolarizzazione contributiva con credito a favore dell'azienda, riferita ai mesi rientranti nel beneficio ed antecedenti la cessazione (ad esempio un'azienda cessata a novembre 2008 potrà effettuare regolarizzazione contributiva, presentando il relativo modello DM10V riferito ai mesi da gennaio a novembre 2008).

Denuncia mensile che il datore di lavoro fa di tutti i dati dei dipendenti e collaboratori riguardanti il rapporto assicurativo con l'INPS.

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