Norme comuni

Contributi volontari


LE DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE


L’autorizzazione alla prosecuzione volontaria può essere richiesta dai lavoratori, che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa, per:

  • perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per perfezionare il diritto ad una pensione;
  • incrementare l’importo del trattamento pensionistico a cui si avrebbe diritto, se sono già stati perfezionati i requisiti contributivi richiesti.

I versamenti volontari, pertanto, sono utili per coprire di contribuzione i periodi durante i quali il lavoratore:

  • non svolge alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma (compresa quella parasubordinata);
  • ha chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio;
  • ha stipulato un contratto part-time (verticale, orizzontale o ciclico).

Il rilascio dell'autorizzazione ai versamenti volontari è subordinato alla cessazione ovvero all’interruzione del rapporto di lavoro che ha dato origine all'obbligo assicurativo.


L'autorizzazione ai versamenti volontari, peraltro, può essere concessa anche se il rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) non è cessato nel caso di:

  • sospensione dal lavoro, anche per periodi di breve durata (es.: aspettativa per motivi di famiglia, ecc… ), se tali periodi sono  assimilabili alla interruzione o cessazione del lavoro (Circ. 840 del 24.3.1987);
  • sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da specifiche norme di legge o disposizioni contrattuali successivi al 31.12.1996 (congedi per formazione, congedi per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare, ecc….) in alternativa alla possibilità di riscatto come previsto dall’art. 5 del D. Lgvo 8 settembre 1996, n. 564;
  • attività svolta con contratto di lavoro part-time, se effettuati a copertura od ad integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto;
  • integrazione dei versamenti per attività lavorativa svolta nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate complessive di contribuzione effettiva e figurativa nel corso dell'anno (i versamenti volontari ad integrazione possono essere effettuati per un periodo proporzionalmente ridotto se il periodo di attività ha avuto una durata inferiore all'anno).

N.B.: L’autorizzazione concessa non decade mai e i versamenti volontari, anche se interrotti, possono essere ripresi in qualsiasi momento senza dover presentare una nuova domanda.


L’assicurato, già autorizzato alla prosecuzione volontaria, nel caso riprenda l’attività lavorativa può richiedere entro 180 giorni dalla data di cessazione di quest’ultima, la rideterminazione del contributo in relazione alle retribuzioni o ai redditi percepiti a seguito della nuova attività.


I contribuiti volontari, versati per se e per i familiari a carico, possono essere indicati tra gli “oneri deducibili” in sede di dichiarazione dei redditi ( modello UNICO ovvero mod. 730) con riduzione del reddito complessivo sul quale viene determinata l’imposta dovuta ai fini fiscali.


I RIFERIMENTI STORICI


La disciplina della prosecuzione volontaria, introdotta nell’ordinamento previdenziale quasi contemporaneamente all’obbligo del versamento contributivo, ha subito nel corso degli anni numerose e profonde modifiche.


Il D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1432 ha riordinato completamente la materia della prosecuzione volontaria, raccogliendo e coordinando in modo organico le norme precedenti e costituisce ancora oggi la norma di riferimento anche se sono nel frattempo intervenute altre disposizioni legislative in materia.


Le innovazioni più rilevanti introdotte dal D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1432, entrato in vigore in data 1.7.1972, hanno riguardato:

  • l’introduzione del versamento dei contributi volontari a mezzo bollettini di c/c postale, con scadenza trimestrale, in sostituzione del precedente sistema di versamento con marche da applicare su tessere assicurative rilasciate dall'Inps;
  • la completa parificazione dei contributi volontari a quelli obbligatori;
  • la validità dell’autorizzazione alla prosecuzione volontaria sino al momento del pensionamento senza decadenza dall’autorizzazione concessa in caso di mancato versamento dei contributi volontari.

La Legge 18 febbraio 1983, n. 47, entrata in vigore il 12.3.1983, ha modificato i requisiti per il rilascio dell’autorizzazione alla prosecuzione volontaria e ha sancito il principio che non consente di effettuare i versamenti volontari per i periodi durante i quali l’assicurato è iscritto ad una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi ovvero a casse od enti comunque denominati che gestiscono forme di previdenza per i liberi professionisti.


Il D. L.gvo 30 aprile 1997, n. 184, entrato in vigore in data 12.7.1997, emanato in attuazione della delega contenuta nell’art. 1, comma 39, della Legge 8 agosto 1995, n. 335, contiene le norme che attualmente disciplinano i requisiti per la prosecuzione volontaria.


La nuova disciplina, peraltro, come espressamente previsto dall’art. 9 non si applica alle domande presentate in data anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo.


Il Decreto Legislativo 184/1997 ha esteso le disposizioni prevista dal D.P.R. n. 1432/71 e dalla Legge 47/1983 ai lavoratori iscritti:

  • ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria, abrogando in tal modo tutte le norme che disciplinavano la concessione dell’autorizzazione ai versamenti volontari nei singoli Fondi;
  • alla gestione separata introdotta dall’art. 2, comma 26 della Legge n. 335/95.

Il D. L.gvo 29 giugno 1998, n. 278 disciplina i requisiti per il rilascio dell’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, integrando e modificando quanto già previsto dal Decreto Legislativo 30 aprile 1987, n. 184.


SOGGETTI AVENTI DIRITTO


Sulla base di quanto disposto dall’art. 1 del D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1432 possono essere autorizzati alla prosecuzione volontaria:

  • i lavoratori subordinati, anche agricoli, iscritti al Fondo Pensioni lavoratori dipendenti;
  • i coltivatori diretti, coloni e mezzadri (lavoratori agricoli autonomi) iscritti alla gestione speciale CD/CM;
  • gli artigiani e gli esercenti attività commerciali iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • i liberi professionisti, purché non iscritti all’apposita Cassa di previdenza o ad altre forma di previdenza obbligatoria;
  • i pensionati titolari di assegno ordinario di invalidità ovvero di pensione indiretta (ai superstiti o reversibilità).

L’art. 5 del D. L.gvo 30 aprile 1997, n. 184 ha esteso, a far tempo dal 12.7.97, le disposizioni in materia di prosecuzione volontaria ai:

  • lavoratori parasubordinati, iscritti alla gestione separata prevista dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • lavoratori iscritti ai Fondi speciali di previdenza, amministrati dall’Inps, sostitutivi (telefonici, elettrici, volo, imposte di consumo) ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti abrogando, di conseguenza, tutte le norme precedentemente in vigore nei singoli fondi (Circ. 206 del 15.10.1997).

I REQUISITI


Le domande presentate dal 1° gennaio 2001 possono essere accolte se l’assicurato ha perfezionato, in alternativa, i requisiti amministrativi previsti:

  • dall’art. 5, comma 2 bis, del D. Lgvo 30 aprile 1997, n. 184;
  • dall’art. 69, comma 10 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

L’art. 5, comma 2, del D. L.gvo 30 aprile 1997, n. 184 stabilisce che l’assicurato, per poter ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, deve far valere almeno 3 anni di contributi nel quinquennio antecedente la data di presentazione della domanda, e cioè almeno:

  • 156 contributi settimanali;
  • 36 contributi mensili;
  • 279 contributi giornalieri agricoli per gli uomini;
  • 186 contributi giornalieri agricoli per le donne e i giovani;
  • 65 contributi settimanali per i lavoratori addetti esclusivamente alle lavorazioni di cui agli art. 40, n. 9 e 76 del R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1936 n. 1155.

N.B.: L’autorizzazione può essere concessa con il requisito ridotto di 1 anno di contribuzione nel quinquennio antecedente la domanda ai lavoratori iscritti alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati, ai lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale nel caso che i versamenti vengano effettuati a copertura o ad integrazione del periodo durante il quale è stata prestata attività lavorativa part-time.


In alternativa, come previsto dall’art. 69, comma 10, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria può essere concessa se l’assicurato ha maturato, indipendentemente dal periodo in cui sono stati versati, almeno 5 anni di contributi, corrispondenti a:

  • 260 contributi settimanali;
  • 60 contributi mensili;
  • 465 contributi giornalieri agricoli per gli uomini;
  • 310 contributi giornalieri agricoli per le donne e i giovani;
  • 125 contributi settimanali per i lavoratori addetti esclusivamente alle lavorazioni di cui agli art. 40, n. 9 e 76 del R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1936 n. 1155.

 

LA CONTRIBUZIONE UTILE


I requisiti richiesti per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria devono essere perfezionati con la contribuzione effettiva, obbligatoria e volontaria (Circ. 312 C. e V. del 3.8.1972).


Non possono essere utilizzati i contributi figurativi accreditati d’ufficio o accreditabili a domanda.
Pertanto, sono utili i contributi:

  • obbligatori accreditati per attività lavorativa subordinata, anche se non effettivamente versati ma dovuti nei limiti della prescrizione;
  • obbligatori accreditati per attività lavorativa autonoma (coltivatori diretti, mezzadri e coloni, artigiani e commercianti);
  • figurativi per malattia specifica (Tbc) riferiti a periodi successivi al 31.12.1951 (Circ. 129 del 7.6.1989);
  • figurativi per integrazione salariale;
  • riscattati perché omessi e caduti in prescrizione ai sensi dell’art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338;
  • riscattati per il periodo del corso legale di laurea ai sensi dell’art. 50 della legge 30 aprile 1969, n. 153 e successive modificazioni ed integrazioni;
  • riscattati per lavoro impiegatizio svolto in data anteriore al 1.9.1950, durante il quale non sussisteva l’obbligo assicurativo, ai sensi dell’art. 51, 1 comma, della legge 30 aprile 1969, n. 153;
  • riscattati per lavoro subordinato svolto in Libia e nelle ex colonie italiane da cittadini italiani e riferiti a periodi non coperti da assicurazioni sociali riconosciute dalla legislazione italiana, ai sensi dell’art. 51, 2 comma, della legge 30 aprile 1969, n. 153;
  • riscattati dagli ex combattenti, categorie ad essi assimilate e patrioti ai sensi dell’art. 6 della legge 28 marzo 1968, n. 341;
  • accreditati per periodi di persecuzione politica o razziale ai sensi della legge 10 marzo 1955, n. 96 e successive modificazioni ed integrazioni;
  • accreditati ai sensi della legge 2 aprile 1958, n. 322 e successive modificazioni ed integrazioni;
  • volontari ad integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta in agricoltura;
  • riferiti a periodi di lavoro prestato presso gli stabilimenti ausiliari anteriormente al 1.7.1920;
  • versati ai sensi della legge 1° febbraio 1962, n. 35 da coloro che avevano prestato attività lavorativa dipendente e retribuita nelle province della Venezia Giulia e Tridentina, già facenti parte dell’Impero Austro Ungarico nel periodo in cui non era stata estesa a dette province la legislazione previdenziale vigente in Italia (i contributi di riscatto devono essere considerati, ai fini dell’autorizzazione ai versamenti volontari, come versati nel periodo immediatamente anteriore alla data di entrata in vigore della legge in base alla quale è stato effettuato il riscatto);
  • versati ai sensi della legge 28 luglio 1950, n. 633 a copertura di periodi di lavoro prestati tra il 1.5.1939 ed il 31.8.1950 da impiegati esclusi dall’obbligo assicurativo;
  • versati dagli ex dipendenti delle disciolte organizzazioni sindacali fasciste, ammessi a regolarizzare la posizione assicurativa a norma della legge 2 aprile 1958, n. 331.

N.B.: È consentita la totalizzazione dei periodi di lavoro svolti all'estero, in Paesi convenzionati, se risulta versato almeno 1 contributo settimanale in Italia.


È invece necessario far valere almeno 52 contributi settimanali per poter totalizzare la contribuzione estera versata in Argentina, Australia, Tunisia, e Venezuela.

 

I PERIODI NEUTRI


Sono i periodi di contribuzione, prevalentemente di tipo figurativo, accreditati nel quinquennio antecedente al data di presentazione della domanda che non vengono considerati per determinare la data di inizio del quinquennio di riferimento e che ne consentono la retrodatazione per un numero di settimane pari a quelle accreditate e non considerate.


Sono considerati neutri i periodi:

  • figurativi accreditati per servizio militare ed equiparato;
  • figurativi accreditati per maternità obbligatoria e facoltativa;
  • figurativi riconosciuti per malattia e infortunio, sia quelli accreditati nei limiti massimi previsti, sia i periodi non accreditabili perché eccedenti tali limiti;
  • figurativi riferiti a percezione di disoccupazione indennizzata;
  • figurativi accreditati in favore dei lavoratori beneficiari di indennità di mobilità (Circ. 158 del 5.6.1995);
  • lavoro dipendente o autonomo prestato all’estero in Paesi non convenzionati;
  • lavoro dipendente o autonomo svolto in Paese, anche convenzionato, non coperto da assicurazione riconosciuta ai sensi della normativa in materia di convenzioni internazionali (Msg. 15809 del 10.11.1999);
  • godimento della pensione di invalidità sospesa per superamento dei limiti di reddito o revocata per cessazione del diritto.

LA CONTRIBUZIONE ACCREDITATA IN PIÙ GESTIONI


L’art. 2 del D. L.gvo 29 giugno 1998, n. 278 ha ripristinato la previgente normativa che prevedeva la possibilità di perfezionare il diritto alla prosecuzione volontaria cumulando i contributi versati nell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti e nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.


Pertanto, le domande di autorizzazione presentate dopo il 12 luglio 1997, possono essere accolte se l’assicurato perfeziona i requisiti richiesti con il cumulo dei contributi versati nelle diverse gestioni dell’assicurazione generale obbligatoria (Circ. 111 del 18.5.1999).

 

LA DOMANDA


La presentazione delle domande di autorizzazione ai versamenti volontari deve avvenire attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino sul portale internet dell’Istituto www.inps.it, sezione Servizi on line (seguendo il percorso Per tipologia di utente – Cittadino – Versamenti volontari). Per l’accesso al servizio è richiesta l’autenticazione tramite PIN (numero di identificazione personale rilasciato dall’Inps).
  • Contact center multicanale – numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, previa identificazione tramite PIN e codice fiscale
  • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda di pensione è da considerarsi come contestuale domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria (Circ. 643 R.C.V./51 del 7.3.1984).
In caso di reiezione della domanda di pensione, la sede Inps deve procedere d’ufficio, in presenza dei requisiti previsti, all’autorizzazione ad effettuare i versamenti volontari. Il modulo 010/M/02, compilato d’ufficio, dovrà essere inserito in procedura.

 

LE CAUSE OSTATIVE

Non possono essere autorizzati alla prosecuzione volontaria gli assicurati che all’atto della domanda risultano:

 

  • titolari di pensione diretta (con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità) concessa nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti ovvero in una della gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • titolari di trattamento pensionistico diretto erogato da forme di previdenza obbligatoria non gestite dall’Inps (stato, Cpdel,…….) ovvero della Cassa di previdenza dei liberi professionisti (Circ 571 R.C.V./171 del 24.8.1981);
  • iscritti in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi anche se l’autorizzazione è richiesta nel Fondo Pensioni lavoratori dipendenti;
  • iscritti alla gestione separata anche se l’autorizzazione è richiesta in una della altre gestioni pensionistiche gestite dall’Inps.

 

 

 

LA DECORRENZA

 

 

Per la generalità dei lavoratori l’autorizzazione decorre dal primo sabato successivo alla data di presentazione della domanda.

Per gli artigiani e i commercianti la decorrenza è stabilità dal primo giorno del mese di presentazione della domanda.

Se la domanda viene presentata prima della cessazione dell’attività lavorativa dipendente o autonoma, la decorrenza è fissata dal primo sabato successivo alla cessazione del rapporto di lavoro subordinato ovvero dal primo giorno del mese successivo alla cancellazione dagli elenchi per gli artigiani e i commercianti.

 

 

 

FACOLTÀ DI EFFETTUARE IL VERSAMENTO PER IL SEMESTRE ANTECEDENTE LA DOMANDA

L’art. 6, comma 1, del D. L.gvo 30 aprile 1997, n. 184 ha introdotto la possibilità di effettuare i versamenti volontari anche per i periodi che si collocano temporalmente nel semestre antecedente la data di presentazione della domanda, se non sono già coperti da altra contribuzione (Circ. 175 del 16.10.2000).


N.B.:È stata data la possibilità di effettuare il versamento anche per i periodi antecedenti il 12 luglio 1997 (data di entrata in vigore del decreto legislativo) se, in relazione alla data di presentazione della domanda, il semestre di riferimento si collocava prima della predetta data (Circ. 93 del 30.4.1998).


La facoltà, anche se non espressamente richiesta, deve essere concessa all’assicurato che, in possesso dei requisiti richiesti e in mancanza di cause ostative, viene autorizzato a seguito di:

  • accoglimento delle domanda di prosecuzione volontaria;
  • reiezione di prestazione pensionistica respinta per mancanza dei requisiti amministrativi ovvero per motivi sanitari (se l'assicurato non risulta già in possesso di precedente autorizzazione);
  • richiesta di rinnovo dell’autorizzazione, già precedentemente concessa, per riprendere i versamenti dopo un periodo di rioccupazione (Circ. 175 del 16.10.2000).
La facoltà prevista dalla norma non determina la retrodatazione della decorrenza dell’autorizzazione che pertanto resta fissata al primo sabato successivo alla presentazione della domanda ovvero al primo giorno del mese di presentazione della domanda (Circ. 150 del 15.9.2003).  

L'IMPORTO


L’art. 7 del D. L.gvo 30 aprile 1997, n. 184, nel sostituire la precedente disciplina che prevedeva il versamento secondo classi di contribuzione, stabilisce con quali modalità deve essere determinato l'importo del contributo dovuto dai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria in relazione alla categoria di appartenenza (dipendenti, agricoli, domestici, ecc..) e alle retribuzioni ovvero ai redditi percepiti.


La nuova disciplina, pertanto, abolisce:

  • le classi di contribuzione volontaria;
  • il limite massimo di retribuzione sul quale determinare il contributo (Circ. 206 del 15.10.1997).

 

LAVORATORI DIPENDENTI


L'importo del contributo dovuto è settimanale (rimangono in vigore le classi di contribuzione per coloro che sono stati autorizzati prima del 12.7.1997).


La retribuzione media imponibile, sulla quale viene determinato il contributo:


  • si calcola sulle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria anche se non collocate temporalmente nell’anno immediatamente precedente alla data di presentazione della domanda;
  • non può essere inferiore al minimale di retribuzione pensionabile previsto dall’art. 7, comma 1, della legge n. 638/1983 (Circ. 93 del 30.4.1998).

L'importo del contributo si determina applicando l’aliquota di finanziamento, prevista per la contribuzione obbligatoria della gestione pensionistica di riferimento, all’importo della retribuzione media imponibile (Circ. 93 del 30.4.1998).


Contributo minimo settimanale


ARTIGIANI E COMMERCIANTI


L'importo del contributo dovuto è mensile. Le classi di contribuzione sono 8.


Si calcola, in applicazione dell'art. 3 della Legge 2 agosto 1990, sulla media dei redditi da impresa denunciati ai fini Irpef negli ultimi 36 mesi di contribuzione precedenti la data della domanda.


Viene aggiornato annualmente ed è stabilito in un:

  • importo minimo, in relazione al minimale di reddito imponibile previsto per il contributo obbligatorio;
  • importo massimo, in relazione alla retribuzione annua pensionabile a cui viene applicata la percentuale massima di determinazione della pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti.

Contributi mensili ai fini della prosecuzione volontaria
Artigiani
Commercianti

COLTIVATORI DIRETTI, COLONI E MEZZADRI


Il contributo dovuto è settimanale e non può comunque essere inferiore a quello previsto per i lavoratori dipendenti. Le fasce di contribuzione sono 4.


Si calcola sulla base della media dei redditi degli ultimi 3 anni di lavoro.


Contributi settimanali ai fini della prosecuzione volontaria

Coltivatori Diretti,  Coloni e Mezzadri

2002

2003

2004

2005

 

IL VERSAMENTO


I contributi volontari possono essere versati:

  • utilizzando il bollettino MAV (Pagamento mediante avviso), che può essere pagato in una qualsiasi banca senza commissioni aggiuntive. Il bollettino Mav può essere richiesto, stampato e modificato, collegandosi al sito Internet www. inps.it, Portale Pagamenti – Versamenti Volontari.
  • online sul sito Internet www.inps.it, Portale Pagamenti – Versamenti Volontari, utilizzando la carta di credito.
  • telefonando al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, utilizzando la carta di credito.
  • attraverso il rapporto interbancario diretto (RID) con il quale il cittadino richiede l’addebito sul conto corrente, attivabile compilando l’apposito modulo fornito dall’Istituto al momento dell’autorizzazione al versamento e presentato all’istituto di credito presso il quale è acceso il conto corrente.

 

È possibile effettuare una copertura contributiva per periodi inferiori al trimestre versando un importo ridotto (dichiarando i dati da sostituire all’operatore, se il pagamento avviene per telefono o utilizzando la procedura a disposizione sul sito Internet per pagamenti on line o per generare un nuovo MAV stampabile).

 

Le normali scadenze per effettuare i versamenti volontari durante l’anno sono il:


30 giugno  1° trimestre (gennaio – marzo) 
30 settembre   2° trimestre (aprile – giugno)
31 dicembre  3° trimestre (luglio – settembre)
31 marzo dell’anno successivo 4° trimestre (ottobre – dicembre)

I termini per i versamenti volontari sono perentori e il loro mancato rispetto determina:


  • l’annullamento dei contributi versati;
  • il rimborso di quanto versato, senza alcuna maggiorazione per interessi legali.

Peraltro, se il versamento viene eseguito:

  • in ritardo, l’importo versato può essere imputato, su espressa richiesta dell’assicurato, al trimestre precedente a quello in cui il versamento è stato effettuato;
  • in misura inferiore all’importo dovuto  per coprire l’intero trimestre, le settimane accreditate verranno ridotte proporzionalmente in relazione a quanto effettivamente versato;
  • in misura superiore a quello dovuto, l'eccedenza verrà automaticamente rimborsata dall'Inps all'assicurato.

Il versamento dei contributi volontari può essere sospeso all'atto della presentazione della domanda di pensione, in attesa che la stessa venga definita dalla sede Inps.

 

Se la domanda di pensione viene respinta, l'assicurato già in possesso di autorizzazione alla prosecuzione volontaria,:

  • sarà autorizzato, a versare i contributi sospesi e per i quali risultano scaduti i normali termini di versamento solo per il periodo compreso tra la data di presentazione della domanda di pensione e il trimestre precedente la data del provvedimento di reiezione;
  • potrà riprendere i versamenti alle normali scadenze per i periodi il cui termine non è scaduto alla data di ricezione del provvedimento di reiezione.

N.B.: I normali termini di scadenza devono essere rispettati anche se l'assicurato presenta istanza di riesame ovvero ricorso avverso il provvedimento di reiezione della domanda di pensione (Circ. 643 R.C.V./51 del 7.3.1984).


I residenti all’estero possono pagare i contributi volontari attraverso rimesse bancarie o vaglia internazionali per semestri solari posticipati.

 

I VERSAMENTI AD INTEGRAZIONE


I lavoratori agricoli dipendenti, se iscritti per meno di 270 giornate annue successivamente al 1.1.1984, possono ottenere l’autorizzazione ai versamenti volontari per integrare le giornate di contribuzione agricola effettiva e figurativa fino al raggiungimento delle 270 giornate minime previste per la copertura di un anno di contribuzione.


La domanda deve essere presentata entro i 12 mesi successivi alla data di pubblicazione degli elenchi.


I lavoratori dipendenti, per i quali è previsto l’accredito del contributo figurativo nella misura del 200 per cento dell’assegno sociale, possono chiedere di integrare l’importo fino alla concorrenza della retribuzione effettiva.


La richiesta, pertanto, può essere accolta per integrare l’importo dei contributi figurativi accreditati per:

  • astensione facoltativa per gravidanza e puerperio, fruita oltre i 6 mesi, entro il terzo anno di vita del bambino, ovvero fra il terzo e l’ottavo anno di vita del bambino;
  • riposo orario per allattamento del bambino;
  • assenza per malattia del bambino di età compresa fra terzo e l’ottavo anno.

LE PROROGHE E I CONGUAGLI


Nel corso del tempo si è consentito agli assicurati, sia per motivi tecnici sia per intervenute disposizioni legislative che modificavano quelle vigenti, di effettuare i versamenti ovvero di conguagliare quanto già regolarmente versato dopo i normali periodi di scadenza.


Le proroghe che sono intervenute sono le seguenti:

  • 31 marzo 2001, termine di scadenza con cui si è consentito di effettuare il versamento a copertura del 3° trimestre 2000 (periodo luglio/settembre) che normalmente sarebbe scaduto in data il 31.12.2000 (Msg. 17 del 29.1.2001);
  • 5 gennaio 2002, termine di scadenza con cui si è consentito di effettuare il versamento a copertura del 3° trimestre 2001 (periodo luglio/settembre); proroga resasi necessaria a seguito dell’entrata in vigore dell’Euro (Msg. 196 del 13.12.2001);

 

LE DEROGHE

 

I contribuiti volontari possono essere utilmente versati, anche in presenza di cause ostative, se l’autorizzazione è stata concessa con decorrenza anteriore:

  • al 1.7.1972, a lavoratori anche se iscritti o pensionati presso altre forme di previdenza sostitutive dell'assicurazione generale obbligatoria;
  • al 19.2.1983, nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, anche se iscritti alla gestione speciale dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri ovvero alla cassa dei liberi professionisti;
  • al 1.3.1983, nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, anche se iscritti alla gestione speciale degli artigiani o dei commercianti;
  • al 1.4.1996 ovvero al 30.6.1996, anche se iscritti alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati e, rispettivamente, non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria ovvero iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o titolari di pensione.

N.B.: I lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione con decorrenza successiva alle date predette e per i quali al momento dell'accoglimento della domanda non sussistevano cause ostative, devono sospendere il versamento dei contributi volontari se riprendono l’attività lavorativa con iscrizione ad un qualsiasi fondo o cassa obbligatoria.


L'UTILIZZO DELLA CONTRIBUZIONE AI FINI PENSIONISTICI


I versamenti volontari sono utili per perfezionare il diritto e per determinare la misura di tutti i trattamenti pensionistici per i quali è previsto un requisito contributivo.


Peraltro, i contributi volontari versati nel fondo pensioni lavoratori dipendenti:

  • fino al 1.7.1972, in misura ridotta rispetto alla classe di autorizzazione, sono considerati validi per intero sia ai fini del diritto sia ai fini della misura della pensione.
    Non sono presi in considerazione per la determinazione della retribuzione media settimanale pensionabile sulla quale viene calcolato l'importo della pensione con il sistema retributivo.
  • dall' 8.7.1972 al 31.12.1978, in una classe inferiore a quella di autorizzazione, sono considerati utili per intero ai fini del diritto alla pensione.
    Sono proporzionalmente ridotti ai fini della determinazione della misura della pensione.
  • dal 1.1.1979,in una classe inferiore a quella di autorizzazione, sono ridotti proporzionalmente sia ai fini del diritto sia ai fini della misura della pensione.




Contributi accreditati, senza onere a carico del lavoratore, per periodi in cui l’interessato è costretto a interrompere l’attività lavorativa per diversi motivi (gravidanza, malattia, disoccupazione). Sono utili sia per raggiungere il diritto a pensione sia per aumentare l'importo della stessa.

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Modello ordinario per la dichiarazione dei redditi.

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Periodo immediatamente successivo al parto.

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Imposta sul reddito delle persone fisiche.

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Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali

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Pagamento mediante avviso, bollettino prestampato che indica il nominativo del debitore, l'importo da versare e la scadenza entro cui pagare.

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